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F1 | Antonelli-Ferrari, la rivelazione di Montezemolo: "Era tutto fatto, poi Arrivabene..."


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L'italiano - dominatore di questa stagione di F1 - avrebbe potuto crescere in FDA anziché nell'Academy Mercedes

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Pubblicato il 25 Settembre 2026 ore 08:00

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Derby italiano

Per la prima volta da 73 anni a questa parte l’Italia è veramente vicinissima ad avere un proprio pilota campione del mondo di Formula 1. Andrea Kimi Antonelli, 20enne bolognese, ha finora dominato la stagione annichilendo la concorrenza al volante della sua Mercedes W17 e tra qualche mese potrebbe diventare il più giovane iridato della storia del Circus. Una gioia immensa per il motorsport tricolore ma una beffa atroce per la Ferrari; la scuderia del Cavallino per la prima volta da tanti anni deve dividere il palcoscenico e i cuori degli appassionati italiani con qualcun altro. Una testimonianza plastica di questo si è avuta a Monza, quando le migliaia di tifosi ferraristi accorsi sulle tribune sognando un successo del Cavallino hanno poi terminato la loro domenica esultando per la storia vittoria di Antonelli, capace di rimontare dalla 19esima alla prima posizione davanti a un pubblico in visibilio. E poco importa che la sua tuta non fosse rossa.

Sliding doors

Ma in una delle tantissime sliding doors della storia della F1, Antonelli sarebbe potuto crescere come giovane pilota proprio alla corte di Maranello. Che l’italiano da ragazzino fosse anche nel mirino della rossa – oltre che della Mercedes che poi lo ha ingaggiato – è storia nota. Ma ad aggiungere qualche dettaglio più concreto ci ha pensato l’ex presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo, che ha parlato di Antonelli nel corso di una lunga intervista rilasciata al sito spagnolo AS. La versione di Montezemolo – che collima in maniera sostanziale con quanto raccontato in passato dal padre di Kimi Antonelli, Marco – attribuisce la ‘responsabilità’ del mancato ingaggio di Antonelli a Maurizio Arrivabene, team principal della Ferrari dal novembre 2014 al gennaio 2019.

“Sono un uomo Ferrari, ma sono felicissimo di vedere cosa sta facendo Antonelli – ha detto Montezemolo – è un ragazzo straordinario, sostenuto da una grande famiglia. Umile, con i piedi ben piantati per terra. Kimi è forte mentalmente e spero che mantenga questa integrità e questi valori. Ciò che rimpiango è che la Ferrari abbia avuto l’occasione di ingaggiarlo ma non l’abbia fatto. Avevo incaricato Massimo Rivola di guidare il ‘team giovani’. Aveva già Antonelli in Ferrari, ma Maurizio Arrivabene — all’epoca team principal — disse di no. Perché? Secondo lui era troppo giovane. Non si resero conto che Hamilton era entrato in McLaren a dodici anni. Basta guardare agli eventi recenti: il figlio di Kimi Räikkönen, Robin, ha da pochissimo firmato un contratto con la Red Bull. Ha undici anni”.

Meno pressione

Va ricordato, per la precisione, che all’epoca dei fatti raccontati Montezemolo non era più il presidente della Ferrari. Quel ruolo infatti era passato dal 13 ottobre 2014 nelle mani di Sergio Marchionne, amministratore delegato della FCA. Ma se per la Ferrari può essere stato un male non ingaggiare Antonelli in FDA, Montezemolo è convinto che quel mancato accordo abbia paradossalmente aiutato il talento bolognese: “È sfumata una grande opportunità, ma forse è stato un bene per lo stesso Antonelli. Un italiano così giovane alla guida di una Ferrari… la pressione sarebbe stata enorme – ha osservato Montezemolo – invece così ha debuttato l’anno scorso senza troppi pesi sulle spalle, perché la vettura Mercedes non era competitiva. Ha potuto crescere e migliorare. Ha limato alcuni errori. Quest’anno, con una macchina migliore, ha dimostrato quanto vale. Sì, sono un uomo Ferrari che fa il tifo per lui. Concordo pienamente con Wolff“, ha chiosato.