È ancora avvolta nel mistero la vicenda della morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, mamma e figlia avvelenate con la ricina. Oggi Laura Di Vita, la cugina di Gianni Di Vita - padre e marito delle due donne - è arrivata negli uffici della Squadra Mobile a Campobasso poco dopo le 15.30. Era già stata sentita per tre ore venerdì mattina. Tra sabato e domenica poi gli investigatori avevano interrogato, sempre come persone informate dei fatti, un'altra cugina di Gianni Di Vita, Loredana, e Monia, la professoressa amica dell'ex sindaco. Ieri sera nel corso del vertice tra investigatori che si è tenuto a Larino è stato evidentemente deciso di riconvocarla.
Laura Di Vita è rimasta all'interno degli uffici di via Tiberio poco più di due ore. È uscita poco dopo le 18 e come ha sempre fatto finora non ha risposto alle domande dei giornalisti.
I due hanno sempre avuto un rapporto stretto, tanto che dopo la tragedia lui si era trasferito da lei, e solo di recente è tornato in paese. Probabilmente già nelle prossime ore altre persone potrebbero essere riconvocate. La principale pista seguita è quella di motivi personali. Gli investigatori continuano a mettere a confronto le ricostruzioni messe a verbale dai testimoni e a lavorare su ogni incongruenza o contraddizione che emerge. Non è indagata, ed è convocata solo per parlare come persona informata sui fatti.
A dare un aggiornamento è stato l’inviato della "Vita in diretta" Simone Carusone, che si trovava proprio davanti alla Questura: «Sta avvenendo qualcosa di clamoroso, Laura Di Vita è in uno degli uffici all’interno. a distanza di quattro giorni dalla sua ultima volta, è a colloquio con gli investigatori, probabile che la mossa di oggi sia frutto delle due audizioni del weekend. Probabile che da queste siano emersi elementi incongruenti con quanto dichiarato da Laura, per questo si è resa necessaria una sua nuova convocazione. Anzi, almeno fino a venerdì sembrava che lei fosse uscita dai riflettori mediatici del caso, non si vedeva da mesi a Campobasso, e invece è di nuovo lei la persona al centro delle attenzioni degli inquirenti».
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