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Morto in mare davanti a moglie e tre figli, il racconto dei baywatch di Fano: «Stava giocando, poi il malore: abbiamo lottato per più di un’ora»


FANO Doveva essere una spensierata giornata d’estate, trascorsa tra tuffi, giochi e il meritato relax sul litorale. Un’occasione per staccare dalla routine quotidiana e regale un momento di serenità a tutta la famiglia. Invece, per un 58enne di Cartoceto, Abbelaziz Ait Igri, di origini marocchine, la gita al mare insieme a tutta la famiglia, la moglie e i tre figli di 8, 13 e 16 anni, si è trasformata in un destino crudele e spietato che ha strappato l'uomo all'affetto dei suoi cari, costringendoli ad assistere impotenti a una tragedia indicibile che resterà per sempre scolpita nei cuori. La tragedia accaduta a Baia Metauro, su un tratto di spiaggia libera nel pomeriggio di lunedì è stata uno choc. La famiglia è stata portata al pronto soccorso di Fano perchè non ha retto alla tensione. 

Nessuno si è risparmiato

Eppure, sul fronte dei soccorsi non si è risparmiato nessuno. La macchina dell'emergenza si è attivata con una tempestività e un coordinamento esemplari. L'uomo si trovava in acqua quando improvvisamente si è accasciato, colpito da un malore improvviso sotto gli occhi sgomenti della donna. Le sue urla di disperazione hanno squarciato l’aria. Nel giro di pochissimi secondi è scattato un vero e proprio intervento corale per strappare l'uomo alla morte. Il primo a tuffarsi e a raggiungere il bagnante è stato Alberto Rondina, addetto al salvataggio nel tratto di spiaggia libera compreso tra i Bagni Pelo e Lido Verde. «Soltanto un istante prima l’uomo stava giocando serenamente con la sua figlioletta, poi ho udito l’urlo della moglie e mi sono fiondato in acqua», racconta Rondina ancora visibilmente scosso.

Il racconto

Rendendosi subito conto della gravità estrema della situazione e constatando che l'uomo non respirava più, il bagnino lo ha riportato a riva a nuoto con l'aiuto di alcuni bagnanti volenterosi. Una volta sul bagnasciuga, è iniziata una corsa contro il tempo frenetica e drammatica. Rondina ha avviato immediatamente il protocollo di rianimazione cardio-polmonare. In quei minuti di altissima tensione, la spiaggia si è mobilitata: una dottoressa anestesista che si trovava per caso in vacanza sul posto si è precipitata sul luogo del malore, mettendo la propria professionalità a disposizione dei soccorritori. Contemporaneamente, attirato dalle voci concitate e dal trambusto, è arrivato di corsa anche Mattia Tanfani, bagnino in servizio presso i vicini Bagni Kalaverde. Insieme, i tre hanno lavorato senza sosta in un'estenuante staffetta per mantenere in vita l'uomo: compressioni toraciche ritmate, respirazione bocca a bocca e l'uso immediato del defibrillatore semiautomatico (DAE) in dotazione. Un'azione prolungata, instancabile, durata oltre un'ora in attesa e poi in affiancamento al personale sanitario del 118 giunto sul posto. «Abbiamo insistito per tantissimo tempo con il defibrillatore e i massaggi cardiaci», ha dichiarato Tanfani.

Che cos’è successo

«Ci siamo fermati e abbiamo desistito solo quando i medici ci hanno confermato che continuare sarebbe stato purtroppo del tutto inutile». Una perizia e una dedizione totali, confermate anche dai sanitari del Pronto Soccorso, che hanno teso a sottolineare come ogni singola manovra e procedura di emergenza sia stata eseguita alla perfezione. Tra le ipotetiche cause del malore, si fa strada la possibilità che possa essere stato scatenato da una congestione, complice il troppo breve intervallo di tempo trascorso tra l'ingestione di cibo e il tuffo in acqua. «Si tratta purtroppo di una dinamica frequente», evidenzia Enzo Maggi, presidente dell’associazione Mare Dentro, da anni in prima linea per la sicurezza sui litorali. «La maggior parte degli infortuni gravissimi che si registrano durante la stagione estiva trae origine da complicazioni improvvise o patologie pregresse che il contatto repentino con l'acqua tende ad acutizzare».