MESTRE - «Abbiamo mandato l'altro giorno a Mediaset tutta la lista delle offerte che ci sono arrivate, l’elenco di tutti i soldi che sono entrati. È un progetto che è partito da pochissimo, come la raccolta, noi comunque abbiamo parlato con il nostro commercialista: faremo tutte le dichiarazioni del caso».
A quanto pare, però, non bastava mandarle adesso ai Tg del Gruppo Berlusconi, perchè l’associazione dei “Giovani per l’umanità” guidata da Prince Howlader (e che dovrebbe trasformarsi presto in una fondazione per la “Grande Moschea”) è una Aps del Terzo settore che avrebbe dovuto inviare ogni anno in Regione i propri bilanci dal 2022 al 2025. Per questo, dopo la tegola dello stop al progetto della moschea da parte del Comune, sulla testa dell’associazione è piombata anche una diffida ad adempiere entro trenta giorni.
«Siamo un'associazione privata piccola, non abbiamo preso un centesimo dallo Stato - ha tentato di spiegare Howlader davanti alle telecamere della trasmissione di La7 “L’aria che tira” -. Se prendevo dei fondi statali, allora dobbiamo fare tutte le...». Vabbé, provvederanno. Ma il nodo del denaro necessario a realizzare la moschea di via Giustizia (venti milioni ai quali si aggiunge il milione e mezzo di euro speso per acquistare il terreno) è uno dei cardini su cui ruotano le incognite di questo progetto. Di certo le offerte della comunità bengalese sono iniziate ad arrivare all’inizio dell’anno scorso, quando l’associazione siglò il contratto preliminare per l’acquisto dell’ex segheria di via Giustizia, ma è da quest’anno (quindi sono nel 2027 si potrà vedere il bilancio finale di com’è andata) che la raccolta fondi ha avuto un’impennata. A fine luglio i “Giovani per l’umanità” hanno dovuto infatti versare la prima importante quota del milione e mezzo di euro dovuto per l’acquisto degli ottomila metri quadri di terreno a lato della ferrovia, ed è in questi giorni che sono arrivate numerosissime offerte di migliaia di euro ciascuna, «tutte tracciate e documentate con bonifici arri vati da imprenditori e persone che hanno partecipato agli eventi che abbiamo realizzato» ha sottolineato in questi giorni Howlader.
Già nella celebrazione del Ramadan del marzo scorso, comunque, l’associazione aveva esposto degli striscioni con gli spazi per inserire tutte le offerte economiche che stavano progressivamente arrivando, ed è di un anno fa - con un post pubblicato sulla pagina Facebook dei “Giovani per l’umanità” - la notizia di una donazione di 50 euro da parte di un ragazzino musulmano 14enne, nemmeno residente in città, a favore del progetto della moschea. «Nonostante viva in una società occidentale, la sua famiglia lo sta crescendo alla luce del Corano, e lui si sta impegnando per diventare un credente a tutto tondo» avevano commentato dall’associazione. Anche con la benedizione di Allah, però, sarà dura riuscire a raccogliere venti e passa milioni di euro a colpi di offerte, più o meno sostanziose. Ed è qui che si inserisce la stretta annunciata dal vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, deciso a far approvare nuove norme che, tra le altre cose, introducano la trasparenza assoluta e la tracciabilità dei fondi e delle offerte che arrivano da donatori stranieri o esteri per i luoghi di culto islamici.