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Mps, tutti i dubbi degli analisti sul progetto: tempi stretti, premi bassi ed esecuzione


Lo scetticismo dei mercati sulla doppia operazione lanciata dal Monte per difendersi dalla scalata di Intesa è palpabile. Il punto centrale delle osservazioni sono i rischi di esecuzione. Cosa significa? Il Monte non è ancora riuscito a portare a termine la fusione con Mediobanca e, adesso, dovrebbe riuscire a inglobare e digerire in poco tempo altri due bocconi come il Banco Bpm e Banca Generali. «L'operazione - ragiona un analista con l'agenzia specializzata Radiocor - sembra più una manovra difensiva per blindare Mps contro l'Opas di Intesa che un piano industriale solido». Da qui il ragionamento sulla reazione dei rispettivi titoli a Piazza Affari: «Il mercato è freddo perché il concambio è tutto in azioni, senza cash, e l'integrazione è molto complessa». Per ora, quindi, almeno nelle sale operative, si respira «troppa incertezza» e si vedono «pochi benefici immediati per chi viene acquisito», cioè Banco Bpm e Banca Generali. Gli analisti di Equita non nascondono le loro perplessità, anche per la mancata unanimità registrata nel cda senese al momento del voto.

Alcuni dubbi riguardano anche i tempi prospettati dal Monte per il lancio delle Offerte. L'assemblea è stata convocata per il 29 ottobre e, secondo quanto dichiarato dai vertici della banca durante la conference call con gli analisti, il documento per la doppia offerta dovrebbe essere depositato entro settembre, le autorizzazioni dovrebbero arrivare entro novembre e le Ops dovrebbero partire subito dopo per concludersi entro febbraio. Una tempistica definita «indicativa».

Il passaggio

Ma è difficile immaginare che un'operazione così complessa possa avere le autorizzazioni necessarie in tempi così stretti. Anche un esperto come l'ex membro del board della Bce, Ignazio Angeloni, ha espresso, intervistato dall'AdnKronos, molto scetticismo. «Mps», ha spiegato, «si stava preparando all'integrazione con Mediobanca, operazione complessa che poteva riuscire solo dopo un lungo lavoro per combinare culture e sviluppare sinergie fra due banche molto diverse. Ora», dice Angeloni, «se l'operazione appena approvata dal Cda passasse tutti gli ostacoli che si frappongono all'approvazione definitiva, questo processo dovrebbe realizzarsi contemporaneamente ad altre due operazioni, con Banco Bpm e con Banca Generali. Consiglierei al dottor Lovaglio», chiosa Angeloni, «di chiedere aiuto a Tom Cruise, quello di Mission Impossible».

I punti

Tra i punti c'è anche, come detto, la mancanza di accordi preventivi con i soci di Bpm (l'Agricole) e di Banca Generali. Senza contare la necessità di avere il consenso dei due terzi dei propri di soci. Ma soprattutto gli azionisti delle banche oggetto dell'Offerta dovrebbero essere convinte ad aderire ad una Offerta di fatto senza premio se non a sconto, considerando che le attuali quotazioni del Monte inglobano il premio dell'Offerta di Intesa. C'è poi anche da considerare che, come spiegato nel comunicato di Offerta, le Ops sul Banca Generali e su Banco Bpm non sono reciprocamente condizionate. Significa che non è necessario che abbiano entrambe successo, può bastare che anche solo una vada in porto. Ma il comunicato non spiega quali sarebbero in questo caso gli effetti, ossia se l'operazione presentata come unica ottenesse successo in una sola delle due offerte. Incognite che si sommano alle altre.

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