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Multa e punti di penalità sulla patente per l'utilizzo del cellulare in un supporto: cosa è consentito e cosa non lo è alla guida - Melablog


Lo stabilisce il Codice della strada, dopo la stretta sulle infrazioni legate agli smartphone. Il dubbio riguarda molti automobilisti, pendolari e professionisti che usano il cellulare come navigatore, per le chiamate di lavoro o per collegarlo al sistema multimediale dell’auto. La regola, però, è più semplice di quanto sembri: il supporto non è vietato, ma non dà il via libera a toccare lo schermo mentre il veicolo è in movimento.

I supporti per smartphone in auto non sono illegali. Si possono comprare, montare e usare, a patto che non coprano la visuale e non spingano il conducente a usare fisicamente il telefono mentre guida. Parliamo dei bracci da cruscotto, delle pinze per le bocchette dell’aria, delle basi magnetiche che molti sistemano prima di partire, spesso vicino al volante o al display centrale. La loro sola presenza non fa scattare la multa.

Il punto, come sempre, è il comportamento di chi è al volante. Il Codice della strada vieta l’uso di apparecchi radiotelefonici quando porta a togliere le mani dal volante o a perdere attenzione. Il telefono, quindi, può restare nel suo alloggio, acceso e visibile. Ma deve essere usato in modo compatibile con la guida. In caso contrario, come ha spiegato più volte la Polizia stradale nelle campagne sulla sicurezza, “non conta dove si trovi il dispositivo, conta come viene usato”.

Conta anche dove viene messo. Un cellulare sul parabrezza montato troppo in alto, o sistemato in un punto che riduce la visuale laterale, può diventare un problema anche se lo schermo non viene toccato. Lo stesso vale se il supporto copre i comandi dell’auto o costringe il conducente a movimenti scomodi. A volte bastano pochi centimetri per fare la differenza.

Telefono nel supporto: quando diventa vietato anche senza tenerlo in mano

Il telefono nel supporto non può essere toccato durante la guida per scrivere messaggi, leggere notifiche, scegliere una playlist o impostare una destinazione sul navigatore. Anche un gesto veloce — un tap per rispondere, un dito sul display per cambiare schermata — può bastare per la violazione. Perché in quel momento lo sguardo lascia la strada e almeno una mano si allontana dal volante. Succede al semaforo, in coda, sulla tangenziale. Ma il rischio resta.

Guidatore con entrambe le mani sul volante e smartphone su supporto sul cruscotto, traffico urbano sullo sfondo
Telefono fissato al supporto in auto: il guidatore tiene le mani sul volante senza toccare lo smartphone durante la marcia.

La norma non fa differenza tra un uso lungo e uno di pochi secondi. Se l’auto è in marcia, o comunque dentro il traffico, il conducente non dovrebbe interagire manualmente con lo smartphone. Le ricostruzioni dopo gli incidenti lo mostrano spesso: bastano pochi istanti di distrazione per non vedere una frenata, un pedone sulle strisce o una moto che arriva nello specchietto. È proprio su quei secondi che si concentra la stretta.

Diverso il caso del passeggero. Chi non guida può usare il cellulare in auto, anche se resta il buon senso: video ad alto volume, schermi troppo luminosi di sera o indicazioni date all’ultimo secondo possono disturbare chi è al volante. Non è una questione di forma, ma di sicurezza. Se il guidatore si distrae, la responsabilità resta sua.

Comandi vocali, vivavoce e navigatore: come evitare la multa

Per evitare la multa per cellulare alla guida, la scelta più prudente è preparare tutto prima di partire: Bluetooth, indirizzo sul navigatore, playlist, eventuali chiamate urgenti. Una volta in movimento, il telefono può essere usato con comandi vocali, sistemi dell’auto, pulsanti al volante o vivavoce, purché il conducente non debba prenderlo in mano né fissarlo a lungo. In concreto: dire “chiama casa” va bene, scrivere “arrivo tra dieci minuti” no.

Il navigatore sullo smartphone può restare attivo nel supporto, ma il percorso va impostato prima della partenza o durante una sosta sicura. Fermarsi sul bordo della strada con le quattro frecce, magari in un punto non consentito, non basta sempre. Serve una sosta vera, fuori dalla carreggiata quando necessario e senza creare intralcio. Solo a quel punto si può intervenire sul display con calma.

Molte auto recenti permettono di gestire chiamate e mappe con Apple CarPlay, Android Auto o sistemi propri della vettura. Anche qui, però, la regola non cambia: l’interazione deve essere minima e non deve compromettere la guida. “Meglio perdere un minuto prima che rischiare una sanzione o peggio”, ha confidato un istruttore di scuola guida romano. Un consiglio semplice, ma spesso ignorato.

Sanzioni, punti patente e responsabilità in caso di incidente

Le conseguenze per l’uso irregolare dello smartphone alla guida sono pesanti. Con le nuove regole, la multa può andare da 250 a 1.000 euro, con la decurtazione di 5 punti dalla patente e la sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi nei casi previsti. Se l’infrazione si ripete, la situazione può peggiorare ancora, con importi più alti e sospensioni più lunghe.

C’è poi il nodo della responsabilità in caso di incidente. Se dagli accertamenti emerge che il conducente stava usando il telefono, anche se appoggiato al supporto, questo può pesare nella ricostruzione del sinistro e nei rapporti con l’assicurazione. Le verifiche possono arrivare dai rilievi della polizia locale o stradale, dalle testimonianze, dalle immagini delle telecamere e, nei casi più seri, dall’analisi dei dispositivi.

Un’altra multa può scattare se il supporto o il telefono riducono la visibilità del conducente: in base alle regole sulla sicurezza della circolazione, la sanzione può arrivare fino a 344 euro. La linea da seguire, alla fine, è chiara: il supporto per cellulare in auto è ammesso, il telefono può aiutare a orientarsi e comunicare, ma chi guida deve tenere mani, occhi e attenzione sulla strada. Tutto il resto va fatto prima di partire, oppure dopo essersi fermati davvero.