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Murano (Unem): “Misura per guadagnare tempo, una escalation può cambiare lo scenario”


ROMA – Gianni Murano, presidente dell’Unem, l’associazione dei petrolieri, come giudica l’intervento del governo sui carburanti?

«È una misura ponte, limitata. La logica è quella di guadagnare tempo e contenere l’impatto immediato sui consumatori. Serve ad accompagnare questa fase di esodo estivo e a riportare il gasolio sotto il livello di guardia dei 2 euro al litro, almeno fino a quando non si avrà un quadro degli sviluppi del mercati. Il costo non è eccessivo, può essere coperto dall’extragettito fiscale: con prezzi più alti cresce anche l’incasso dell’Iva».

Il Brent è sceso sotto i 90 dollari, perché i prezzi alla pompa non seguono lo stesso trend?

«Perché il prezzo del greggio si è staccato da quello dei prodotti raffinati, soprattutto il gasolio. Se il Brent scende del 10%, il diesel cala meno, solo del 2%».

Per quale motivo?

«Ci sono due fattori principali. Da un lato le tensioni nell’area di Hormuz: gli attacchi a impianti di raffinazione hanno fatto perdere capacità. Dall’altro le raffinerie russe, colpite dai droni ucraini, hanno ridotto la produzione. La Russia ha anche bloccato temporaneamente l’export. Così sul mercato internazionale mancano prodotti raffinati».

L’Europa è più esposta?

«Sì perché negli ultimi quindici anni l’Europa ha perso circa il 20% della sua capacità di raffinazione. E siamo strutturalmente in deficit di gasolio rispetto alla benzina. Questo spiega perché il prezzo del diesel sia salito molto più del petrolio e più della benzina».

Quando gli automobilisti vedranno un calo alla pompa?

«L’effetto taglio accise sarà immediato. Quello legato al mercato del greggio sarà graduale. Se il trend di discesa continuerà, nei prossimi giorni si vedrà anche una riduzione dei valori industriali. A giugno, in una situazione analoga, il gasolio perse circa 10 centesimi in quindici giorni. Ora si potrebbe replicare, ma bisogna essere prudenti».

Perché?

«Questa crisi è condizionata da annunci e da proclami. Mai come stavolta la comunicazione dei protagonisti, che siano americani o iraniani, influenza i trend: basta una nuova escalation per cambiare completamente lo scenario».

La verde calerà come il gasolio?

«È già sotto i 2 euro come media nazionale. Può scendere ancora, ma la dinamica è diversa. Il prodotto più colpito è il gasolio: c’è scarsità e le quotazioni sono alte»

Come possono risparmiare gli automobilisti?

«Guardando i prezzi reali nella propria zona, quelli medi sono prodotti dagli algoritmi. Tra un distributore e l’altro la differenza può essere di 20 centesimi. Dalle verifiche fatte su Roma, Milano e Napoli il divario è significativo: lungo lo stesso tragitto quotidiano lo scarti può essere di 10, 15 o 18 centesimi».

In questa fase le compagnie non possono contribuire a tenere i prezzi più bassi?

«Lo stanno già facendo, comprimendo i margini, fino a 15 centesimi in meno: i valori alla pompa in Italia sono tra i più bassi d’Europa. Dati verificati dall’Osservaprezzi ciclicamente».