Il mercato degli smart ring continua ad attirare sempre più produttori, da nomi ormai consolidati come RingConn e Oura fino a colossi come Samsung con il proprio Galaxy Ring. In questo affollamento crescente torna a farsi vivo anche Muse Wearables, che lancerà il Ring One 2.0 su Indiegogo il prossimo 4 agosto, promettendo ancora una volta un mix insolitamente ampio di monitoraggio della salute, pagamenti e funzioni di accesso smart.
Il problema è che la seconda generazione dell’anello arriva sì con parecchie chicche, ma anche con un bagaglio piuttosto ingombrante ereditato dalla prima campagna, tutt’altro che positiva.
Indice:
Segui TuttoTech.net su Google Discover
Pubblicità-14%
Amazon
839€
979€Ring One 2.0 si basa sulla stessa idea di fondo del predecessore per cui Muse vuole realizzare un anello smart capace di fare molto più che monitorare sonno, attività e recupero.
Secondo la pagina di lancio ufficiale, il nuovo modello traccerà sonno, esercizio fisico, mindfulness e benessere generale, aggiungendo anche misurazioni della pressione sanguigna senza bracciale, rilevamento della fibrillazione atriale, rilevamento dell’apnea notturna e indicazioni sulla salute vascolare. Muse dichiara inoltre un’autonomia di sei o sette giorni, con la custodia di ricarica capace di estendere l’utilizzo totale fino a circa un mese.
L’azienda pone questa volta un accento maggiore sul software con nuove applet basate sull’intelligenza artificiale puntano a obiettivi specifici come sonno, recupero, digiuno, salute metabolica, gestione del peso e benessere mentale.
Muse mantiene inoltre le ambizioni digitali più ampie già viste sul primo Ring One: Ring One 2.0 viene promosso anche come dispositivo per pagamenti contactless, come chiave per veicoli Tesla compatibili e porte smart, oltre che come strumento per l’autenticazione senza password. E la cosa davvero interessante è che tutto questo non dovrebbe richiedere alcun abbonamento obbligatorio.

La domanda che si sono posti alcuni analisti di settore è quanto di tutto questo funzionerà davvero al lancio, dove ciascuna funzione sarà effettivamente disponibile, e se le funzioni sanitarie come il rilevamento di fibrillazione atriale e apnea notturna avranno le necessarie autorizzazioni regolatorie.
Muse aveva lanciato la campagna originale del Ring One su Indiegogo alla fine del 2023, raccogliendo quasi 1,7 milioni di dollari da oltre 7.500 backer, complice un elenco di funzioni che includeva misurazioni della pressione sanguigna, pagamenti contactless, feedback aptico e una ghiera di controllo rotante.
La consegna era inizialmente prevista pochi mesi dopo ma invece, la campagna è slittata con molti backer internazionali che hanno atteso fino a ben dentro il 2025 prima di ricevere qualcosa.
Il dispositivo finito, inoltre, differiva parecchio dalla proposta originale visto che non c’erano misurazioni della pressione sanguigna, la ghiera rotante era sparita, i pagamenti non erano pronti per la maggior parte dei proprietari, e diverse funzioni restavano ancora in sviluppo.
Muse ha successivamente attivato le misurazioni della pressione sanguigna su richiesta. Ciò detto, la disponibilità di una funzione non equivale alla sua validazione e l’azienda non ha ancora pubblicato prove indipendenti sufficienti a stabilire quanto le sue stime di pressione senza bracciale si avvicinino a quelle di un dispositivo medico.
La reazione sui social all’annuncio di Ring One 2.0 è stata visibilmente scettica visto che tra i commenti recenti figurano backer originali che chiedono conto di ordini mai consegnati, rimborsi ancora in sospeso e sostituzioni per hardware di prima generazione guasto.
Le custodie di ricarica sembrano essere una fonte ricorrente di frustrazione con diversi proprietari che raccontano che le proprie custodie hanno smesso di ricaricare l’anello dopo un periodo relativamente breve, mentre altri riferiscono di aver atteso mesi per sostituzioni ridisegnate. Non mancano poi lamentele su surriscaldamento, resina interna incrinata, problemi di accoppiamento e sincronizzazione incostante.
I pagamenti restano un altro punto debole: Muse ha introdotto il supporto ai pagamenti in alcuni mercati, ma le discussioni recenti suggeriscono che registrazione delle carte e supporto alle transazioni varino ancora parecchio a seconda del Paese.
https://www.tuttotech.net/wp-content/uploads/2026/07/muse-ring-one-app.mp4
Ring One 2.0 potrebbe correggere alcuni dei difetti più grandi del modello originale; peraltro Muse dichiara di aver migliorato il design, con una qualità costruttiva superiore, una custodia di ricarica ridisegnata e un software più rifinito.
Ma dopo tutto quello che è successo con il primo Ring One, vale la pena tenere a mente le solite cautele legate al crowdfunding visto che sostenere una campagna su Indiegogo non equivale ad acquistare un prodotto finito da un negozio. Le spedizioni possono slittare, le funzioni possono cambiare, e il proprio denaro resta a rischio se il progetto non viene portato a termine come promesso.
Muse ha già aperto una pagina di prenotazione che offre ai primi sostenitori sconti fino al 50%. Al momento della stesura di questo articolo non abbiamo ancora informazioni su prezzo finale, stime di consegna e specifiche complete che restano ancora riservati, quindi se ne saprà molto di più quando la campagna diventerà ufficialmente attiva il 4 agosto.