okayduckyachtclub.xyz

Napoli-Como, Fabregas rovina il ritorno di Max: flop al Maradona


10333 giorni dopo. Esattamente come 10333 giorni fa. Anzi, pure peggio. Perché almeno quella volta - l’ultima di Allegri da azzurro in campo - il Napoli era riuscito a portarsi a casa un punto che stavolta neppure è arrivato. Max si presenta al Maradona ma con il suo Napoli non lo fa nel migliore dei modi: a Fuorigrotta passa il Como in una serata che evidenzia tutti i problemi di una squadra che - alla seconda giornata di campionato - sembra già senza fiato e senza idee. E senza mercato, anche. I volti sono gli stessi di un anno fa e forse pure i problemi.

Video

Dove non era riuscito Conte dovrà riuscirci Allegri per evitare - e evitarsi - una stagione anonima e senza sbocchi. Quello visto all’opera ieri sera è un Napoli lontano parente dalle idee dell’allenatore, con probabilmente tanti calciatori a fine ciclo e non partiti verso altri lidi, sicuramente con poca capacità di stare in campo con qualità. La stessa qualità mancata in campo dall’inizio con Alisson Santos, Vergara o De Bruyne in panchina. Scelte coraggiose, ma che non hanno pagato. Sicuramente che hanno indirizzato il primo tempo.

ALTRI PADRONI

Perché nel primo tempo è parso tutto tranne che un match al Maradona. I padroni di casa erano gli altri: il Como sembrava conoscere meglio il campo, meglio le linee, meglio persino il piano gara. Il suo e quello degli avversari. Non c’è stato mai un momento in cui gli azzurri sono parsi superiori, neppure quando - poco dopo la mezz’ora - Rasmus Hojlund s’inventa tutto da solo il gol del pareggio. Il Napoli ha arrancato sempre, lo ha fatto prima del gol di Baturina (prima del ventesimo) e anche fino alla rete di Douvikas. Che è stata, sì, un regalo della difesa napoletana, ma ha anche fatto il paio con una squadra che macinava gioco e occasioni e un’altra che cercava la sua strada. Le mancanze sono sembrate le stesse di una settimana prima a Genova: poco dialogo, poca consapevolezza, qualche lancio di Meret di troppo per un Hojlund tutto solo lì davanti. E stavolta neppure le poche cose buone di Marassi hanno aiutato, perché la svolta non c’è stata, perché Anguissa è parso proprio in serata no - come quando serve a Amir un pallone sanguinoso che porta al raddoppio del Como - e perché Alisson Santos non c’è a sinistra, sostituito da Lang.

TROPPO TARDI?

Allegri torna negli spogliatoi infastidito, ma non nervoso. Il finale di prima frazione di ieri proprio non gli è piaciuto. Perché va bene soffrire, ma prestare il fianco mai. E invece il Napoli l’ha fatto con la squadra di Cesc che ha rischiato almeno due volte il tris. Così non va. Sa che dovrà parlare alla squadra e infatti lo fa ma senza alzare i toni. Avrebbe voluto attendere l’ora di gioco per stravolgere le armi del Napoli in campo, ma non resiste e si anticipa. Dopo 10 minuti - tutti di marca comasca, a dire il vero - manda in campo Alisson, De Bruyne e pure Spinazzola, la squadra ritrova qualità e pure il pressing. Ma per pochissimo e lo spagnolo corre ai ripari, il Como con Kempf al posto di Diao in campo cambia tutto, assetto e pure atteggiamento. Cesc vuole limitare Alisson dal suo lato e evitare di farsi prendere alle spalle dall’altro. Perché De Bruyne, se alza la testa, impensierisce già solo a guardarlo. Ma l’effetto delle cose non si propaga. E anche le scelte successive non vanno meglio. Fabregas si copre, inserisce addirittura Kaiki (un terzino sulla carta) al posto di Paz. Il Como regala sprazzi di difesa a tre pur di difendersi ordinato e compatto. Una sfida facile contro un Napoli che sembra non avere idee. Allegri, nel finale, manda in campo anche Lucca per Hojlund e di nuovo David Neres: il brasiliano torna in campo a distanza di quasi otto mesi e sembra dover ritrovare gli spunti di un tempo. Quando Pairetto annulla per fuorigioco la rete di Lobotka sembra arrivato il più ironico dei finali: i centimetri in più di Lucca fanno la differenza, ma per il Como. Quanto durerà la settimana che porta al match contro l’Inter?