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Nasce Terraperta, l’associazione di associazioni che vuole trasformare la cura della terra e delle persone in impatto concreto


Trasformare la cura della terra e delle persone in un impatto collettivo concreto, costruendo insieme alle comunità percorsi di giustizia sociale, sostenibilità ambientale e lavoro dignitoso: con questo obiettivo sei realtà storiche della cooperazione internazionale italiana scelgono di unire esperienze e visione per amplificare il proprio impatto sui territori e tra le comunità dando vita a Terraperta ETS, con al centro la persona, la giustizia sociale, la pace, la parità dell’ inclusione, la tutela dell’ambiente, il protagonismo delle comunità, lo sviluppo integrale e la solidarietà.

La presentazione

Una novità che è stata presentata oggi, 8 settembre, a Bologna, e in contemporanea a Brescia. Durante la conferenza stampa sono intervenuti, Daniele Ara, Assessore del Comune di Bologna, Francesco Tosi, Presidente di Terraperta ETS, Gian Luca Galletti, Presidente di Emil Banca, Alice Fanti, Responsabile Relazioni Istituzionali di Terraperta ETS, Anna Dedola, Cooperante in Tanzania per Terraperta ETS e il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, attraverso un messaggio video.

Cos’è Terraperta

Terraperta è una fondazione di partecipazione che punta a rafforzare la capacità di intervenire sulle grandi sfide sociali e ambientali del presente superando frammentazioni e duplicazioni, e mettendo a sistema patrimoni, competenze e relazioni costruite da sei organizzazioni da oltre cinquant’anni operano nei contesti più vulnerabili in Italia e nel mondo: CEFA ETS di Bologna, No One Out ETS di Brescia, Amici dei Popoli ETS di Bologna, Centro Mondialità Sviluppo Reciproco ODV di Livorno, Missione Calcutta APS ETS di Bergamo e Apurimac ETS di Roma.

I numeri

Terraperta è presente oggi in 22 Paesi, con 80 progetti in corso che hanno raggiunto oltre 235.000 persone. La rete opera al fianco di persone e comunità vulnerabili in Italia, Europa, Africa, America Latina e Asia, con particolare attenzione a bambini e giovani, donne e comunità colpite da povertà, esclusione, crisi ambientali e conflitti.

“Mettere in comune esperienze, competenze e visioni costruite in decenni di lavoro al fianco delle comunità ci permette di rafforzare la nostra capacità di affrontare le grandi sfide del nostro tempo. Più risorse, meno duplicazioni e un impatto maggiore: è questo il valore di unire sei realtà storiche della cooperazione internazionale italiana in un progetto comune, capace di valorizzare le specificità e il contributo che ciascuna porta con sé – dichiara Francesco Tosi, Presidente di Terraperta ETS - In un momento storico segnato da crisi sempre più interconnesse, crediamo che lavorare insieme sia fondamentale per costruire risposte più forti e coordinate, capaci di produrre cambiamenti duraturi. Con Terraperta vogliamo mettere questa forza comune al servizio delle comunità più povere, promuovendo percorsi di giustizia sociale, sostenibilità e dignità del lavoro”.

Il radicamento sul territorio

Al centro del lavoro della nuova Fondazione c’è un metodo basato sul radicamento nei territori, sulla partecipazione delle comunità, sulla collaborazione e sulla costruzione di percorsi di autonomia e sostenibilità nel tempo. Terraperta lavora infatti accanto alle comunità, costruendo i progetti insieme ai territori e rafforzando competenze e capacità locali, con un approccio multidisciplinare che integra cooperazione internazionale, educazione, sviluppo rurale, sicurezza alimentare, inclusione sociale e sensibilizzazione.

“Negli anni – dichiara il presidente Tosi – abbiamo raggiunto risultati importanti e duraturi in Paesi tra i più poveri del mondo grazie alla cooperazione con le comunità e le istituzioni locali. Questo approccio caratterizza anche il nostro legame con le comunità in Italia, il supporto di istituzioni, fondazioni, aziende e singoli cittadini ci ha permesso di raggiungere traguardi significativi, di ragionare pensando che siamo un unico popolo e un unico pianeta, ecco il perché del nostro pay off. Continuiamo insieme, più forti e determinati di prima a lavorare per l’accesso all'acqua, al cibo, alla salute e all'istruzione in oltre 20 paesi del mondo”.

I prossimi appuntamenti

Il 17 ottobre a Bologna, in Piazza Maggiore, si terrà “Riempi il Piatto Vuoto”, dalle 9 alle 17.30, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione. Al centro dell’iniziativa, una grande installazione di pixel art urbana realizzata con circa 3.000 piatti di ceramica, grazie al contributo di volontari, cittadini e realtà del territorio, con un disegno firmato quest’anno dall’illustratrice Felicita Sala. L’iniziativa unirà sensibilizzazione e solidarietà sostenendo un progetto di cooperazione internazionale sulla sicurezza alimentare in Karamoja, Uganda, e coinvolgendo al contempo mense, associazioni e realtà bolognesi impegnate a supporto delle persone più fragili.

Il 28 novembre a Modena sarà invece la volta di “Riempi il mondo di verde”, in occasione della Giornata internazionale dell’Albero. L’iniziativa vedrà la piantumazione di nuovi alberi a Piazzale Primo Maggio, seguita da un momento pubblico di approfondimento dedicato al rapporto tra ambiente, cambiamento climatico e comunità. Secondo il Global Forest Resources Assessment 2025 della FAO, il tasso di perdita netta delle foreste è pari a 4,12 milioni di ettari l’anno nel periodo 2015-2025, un dato in calo rispetto al passato, ma che conferma la forte pressione sugli ecosistemi, con perdite maggiori concentrate soprattutto in Africa.