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Non si ferma il maltempo. Dopo le raffiche di vento con pioggia e grandinate che lunedì hanno fatto cadere un centinaio di alberi sui lidi nord, nuovi temporali anche ieri. Nel litorale sud da Lido di Classe a Cervia, oltre a pioggia e raffiche di vento, ci sono state anche grandinate. L’allerta meteo, nel frattempo, è passata da gialla ad arancione e resta in vigore fino alla mezzanotte di oggi, anche se sono previsti solo "eventuali temporali residui". Qualche ramo e albero caduto nel forese e nei lidi, strade allagate a Marina Romea e Lido di Classe. Ma è soprattutto la grandine a destare preoccupazioni.
"Dopo il caldo estremo che ha messo in sofferenza tutte le principali produzioni – scrive Legacoop Romagna –, ora è la volta della distruzione portata da grandinate e nubifragi. Nei giorni scorsi, le conseguenze estreme del cambiamento climatico hanno colpito in particolare la zona settentrionale della provincia di Ravenna, ma non solo. Le ondate di calore subtropicale si sono scaricate con violenza a terra. Il bilancio provvisorio è drammatico: colpite sia le produzioni in campo, sia le strutture di stoccaggio e lavorazione. Le temperature eccezionali avevano già causato la rottura di attrezzature e macchinari strategici negli stabilimenti, con un danno economico ingente, sia per i costi di riparazione sia per gli interventi d’emergenza messi in atto per garantire la refrigerazione dei prodotti. Lo stress termico prolungato ha inoltre già provocato una riduzione stimata del 10% nel calibro di alcune delle principali varietà di frutta estiva. Un paradosso riguarda il rapporto con le compagnie assicurative, perché il valore delle coltivazioni distrutte dalle grandinate viene rivisto al ribasso a causa dell’impatto del calore eccessivo delle settimane precedenti. Una posizione che rischia di lasciare i soci produttori senza adeguati risarcimenti di fronte alla catastrofe climatica."
"I danni più pesanti – dice il presidente di Terremerse, Marco Casalini –, nel ravennate nord, riguardano le coltivazioni di pomodoro da industria in tutte le sue tipologie sia per la violenza delle precipitazioni sia per il fatto che queste sono andate a colpire le coltivazioni da pomodoro in una situazione di maturazione fortemente accelerata a seguito del calore eccessivo delle settimane precedenti".
"La grandine ha devastato 110 ettari nella nostra cooperativa – dice il direttore di Agrisfera, Giovanni Giambi – tra pomodoro, mais e vigneto. Altri venti ettari di frutteto, specialmente pero e pesco, sono stati colpiti alla Cab di Fusignano e alla Massari".
Anche Terre Cevico lamenta la presenza di danni ingenti nei vigneti della zona nord di Ravenna, nella località di Sant’Alberto. "È attualmente in corso la ricognizione precisa dei danni da parte dei tecnici" conferma il presidente, Franco Donati.
"È facile pronosticare che, purtroppo, i disastri di queste ore non saranno gli ultimi dell’estate – ha commentato il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi –. Dobbiamo quindi inevitabilmente adattarci al cambiamento climatico. La cooperazione romagnola lo sta facendo, con la variazione degli orari di lavoro di coloro che operano nei campi, anticipando i tempi di consegna dei prodotti agricoli, e dell’uva in particolare. Serve invece che l’Unione europea prenda atto dei diversi effetti del cambiamento climatico sulle aree del nostro continente e scelga di sostenere il reddito delle imprese agricole nelle aree maggiormente colpite, a partire dal Nord Italia".
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