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Nepal, l'associazione 'Giuliano De Marchi' lancia la raccolta fondi: «Strade e paesi che abbiamo attraversato non esistono più». Come donare


BELLUNONepal del Nord: le immagini di acqua, ghiaccio, roccia e fango che diventa fiume di morte hanno fatto il giro del mondo. «Abbiamo deciso di intervenire attraverso i nostri canali, consolidati da tempo, per portare aiuti mirati e sicuri alla popolazione affranta rimasta senza più nulla. Raccogliamo fondi per donare tende, materassini, coperte, pentole, cibo, farmaci. E quanto richiesto dalle Municipalità delle zone colpite». Un appello che sta girando sui canali social e che giunge dalla presidente dell’Associazione intitolata a Giuliano De Marchi, Simonetta Civran. Con il direttivo di cui fanno parte Alberto Simiele, Paolo Grosso, Tommaso Cavalli, Mauro Soppelsa, Mauro Ciotti e Lucia Tremonti si sta muovendo per portare nell’area nepalese dove la piena ha spazzato via migliaia di abitazioni beni di prima necessità. Area nota visto che nel 2019 un gruppo di bellunesi che fanno capo all’associazione, in trekking, era passato per quella parte del Nepal al confine con il Tibet.

«Un nostro contatto in loco mi ha comunicato che non esiste più tutta la parte della strada che avevamo percorso per andare in Lantang, compreso Syabrubesi, un paese che ricordo ricco di colori e canti spirituali, che sta all’imbocco della valle. C’è ora il vuoto fino a Trishuli».

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LE ZONE COLPITE

Per fortuna l’esondazione improvvisa del fiume Bothe Koshi, con le varie diramazioni nel fondovalle, non ha toccato l’area dove l’associazione Agdm ha messo in piedi tutta una rete di progettualità, a cominciare da tre scuole attive nella regione di Dhading: «Le strutture si trovano in quota, sulle pendici delle montagne. Da quello che ci scrivono i nostri collaboratori sul posto ad essere state raspati sono i paesi del fondovalle, comprese le aree coltivate, le strade e i ponti, i villaggi che facevano da riferimento per i mercati». In una mail di ieri Lapka, uno dei contatti, così ha scritto: “Cara Simonetta, stiamo bene e sono felice di informarti che anche Bandipur (località di una delle scuole) è al sicuro, non è stata colpita dalle recenti inondazioni, come avvenuto per Rasuwa, Nuwakot, Dhading, Chitwan. Qui sono in corso operazioni di ricerca ed assistenza. Grazie per la vostra preoccupazione e per i vostri pensieri”.

IL TERRORE

È il tempo della solidarietà, quindi, che parte da chi il Paese noto per la catena montuosa dell’Himalaya conosce bene. «La spinta ad attivarci è arrivata dai 20 soci e dalle numerose persone che ci seguono e che preferiscono affidarsi in fiducia, nel donare, ad una associazione che conoscono. Sta di fatto che i collaboratori nepalesi che abitano nei fondovalle ci scrivono ogni giorno, vivono tutti nel terrore perché sanno di avere sopra la testa ghiacciai immensi simili a quello che ha dato il via alla tragedia di pochi giorni fa».

L’ENTE

Va ricordato che l’Associazione “Giuliano De Marchi per il Nepal” (Agdm) è nata nel 2015 (come onlus, ora odv) per il desiderio di un gruppo di amici di ricordare il bellunese alpinista dolomitico ed himalayano - medico urologo all’ospedale San Martino, esperto di medicina di d’alta quota, membro del Soccorso alpino - morto sull’Antelao il 5 giugno 2009. Era un suo sogno, infranto troppo presto: da pensionato avrebbe portato aiuto agli abitanti dei più remoti villaggi del Nepal.

COME DONARE

Per chi volesse fare una donazione questo è l’IBAN di Agdm: IT 23 K 08904 11900 011000006064 di Banca Prealpi San Biagio. La causale è: “Donazione per soccorso alle popolazioni nepalesi colpite da alluvione”. Per informazioni dettagliate sull’attività dell’associazione si può visitare il sito www.giulianodemarchi-nepal.org.