Le guerre in Medio Oriente
Proteste alla Casa Bianca contro Israele. Teheran: "Nessun negoziato in corso", balzo in altro del prezzo del petrolio. Missili iraniani contro una base USA in Giordania: "Intercettati". Petroliere sotto attacco a Hormuz e nel Mar Rosso
Afp
Netanyahu in visita alla Casa Bianca, 28 luglio 2026
Il raid a sorpresa compiuto dall'Iran contro basi Usa in Giordania e la risposta congiunta di Washington e Riad contro le milizie filoiraniane in Iraq hanno messo la parola fine alla breve tregua che da sabato scorso faceva sperare in una svolta nel conflitto. L'esercito statunitense che ha annunciato di aver intercettato missili iraniani e ha poi lanciato un attacco congiunto con l'Arabia Saudita contro le milizie filo-iraniane in Iraq, provocando "numerose vittime" e un nuovo aumento dei prezzi del petrolio. Una rinnovata escalation di violenza proprio mentre Donald Trump e Benjamin Netanyahu si incontravano a Washington per la prima volta dall'inizio della guerra, il 28 febbraio.
L'Iran dovrebbe ricevere entro poche settimane tra i 300 e i 400 lanciamissili portatili antiaerei (Manpad) di fabbricazione cinese. Lo hanno riferito all'agenzia Reuters tre fonti coinvolte nell'accordo. L'acquisto, del valore stimato tra i 60 e i 70 milioni di dollari, rientra negli sforzi di Teheran per rafforzare le proprie difese aeree a corto raggio. Il ministero degli Esteri cinese ha dichiarato che "le notizie sono completamente infondate". Secondo due fonti dell'intelligence occidentale e un funzionario iraniano, Teheran avrebbe anche valutato la possibilita' di utilizzare vie terrestri per trasferire in modo piu' discreto rifornimenti militari cinesi e componenti a duplice uso.
Le forze armate giordane hanno confermato che le loro difese aeree "hanno intercettato all'alba di oggi cinque missili provenienti dall'Iran e diretti verso il territorio del Regno". La conferma giunge dopo che le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato che la loro aviazione ha preso di mira una base aerea statunitense in Giordania "con diversi missili balistici".
"Aerei da guerra statunitensi e sauditi hanno colpito diversi siti logistici e di armi terroristici nell'Iraq orientale", ha scritto il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), avvertendo l'Iran e i suoi alleati di cessare gli attacchi per non subire ulteriori ritorsioni statunitensi.Il ministero della Difesa saudita ha confermato gli attacchi congiunti contro "milizie terroristiche fedeli all'Iran", accusate di aver tentato di attaccare impianti petroliferi nella parte orientale del regno utilizzando droni.Le Forze di Mobilitazione Popolare (PMF), ex paramilitari integrati nell'esercito iracheno ma con alcuni elementi filo-iraniani ancora operativi in modo indipendente, hanno affermato di essere state prese di mira dagli attacchi statunitensi e sauditi, riportando diversi morti, feriti e danni materiali in varie regioni dell'Iraq. Il Centcom ha inoltre dichiarato di aver "intercettato con successo" missili lanciati dall'Iran "nell'ambito di un tentativo di attacco a sorpresa contro le forze statunitensi di stanza in Medio Oriente", senza specificare il luogo dell'attacco.
Teheran non ha immediatamente confermato di aver condotto un attacco contro l'esercito statunitense, ma secondo l'agenzia di stampa Tasnim, i pasdaran hanno annunciato di aver colpito e sequestrato tre petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz.I prezzi del petrolio, che erano calati durante la fase di stallo dei giorni scorsi, sono risaliti bruscamente, con il WTI aumentato del 4% raggiungendo gli 82,43 dollari, mentre il Brent saliva del 4,14% a 87,57 dollari.Ieri gli Houthi in Yemen hanno rivendicato il lancio di missili balistici contro una petroliera saudita nel Mar Rosso, accusando la nave di aver "violato il blocco navale" imposto al regno dai ribelli sostenuti dall'Iran.Il conflitto tra Iran e Stati Uniti si e' recentemente esteso a un fronte rimasto relativamente calmo dal 2022: il conflitto tra gli Houthi e l'Arabia Saudita, che fornisce supporto militare al governo yemenita che si oppone ai ribelli, ma ieri tutti gli occhi erano puntati sull'incontro a porte chiuse tra il presidente degli Stati Uniti e il primo ministro israeliano a Washington. "Ho avuto un ottimo incontro! Ovviamente, sono stati discussi molti temi importanti", ha semplicemente scritto Trump su Truth. In un video diffuso dopo l'incontro, Netanyahu ha affermato di aver avuto "un'ottima conversazione" con Trump, in particolare riguardo al loro "obiettivo comune: garantire che l'Iran non acquisisca armi nucleari". Tuttavia, l'incontro, durato circa un'ora e mezza e al termine del quale i partecipanti non hanno rilasciato dichiarazioni alla stampa, non ha dissipato l'impressione di divergenze tra i due.Israele, che il 28 febbraio ha lanciato l'offensiva contro Teheran insieme agli Stati Uniti, dando inizio alla guerra regionale, non ha partecipato all'ultima ondata di raid.
Post di Trump su Truth - 29/07/2026 (@realDonaldTrump)
Il Comando Centrale degli Stati Uniti e le Forze Armate saudite hanno condotto attacchi di precisione in Iraq contro "terroristi filo-iraniani che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche aveva incaricato di attaccare le forze statunitensi e le infrastrutture energetiche saudite". E' quanto si legge in una nota del Centcom. "Aerei da combattimento statunitensi e sauditi hanno colpito numerosi siti logistici e di armi terroristiche nell'Iraq orientale, in una decisa risposta agli oltre 30 attacchi con droni diretti dalle Guardie Rivoluzionarie avvenuti nelle ultime 72 ore. Gli attacchi ingiustificati contro le forze statunitensi non hanno avuto successo", viene spiegato.
Il Comando centrale degli Stati Uniti ha confermato che le forze del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche hanno lanciato diversi missili balistici dall'Iran nel tentativo di un "attacco a sorpresa" contro le forze statunitensi di stanza in Medioriente. "Tutti i missili iraniani sono stati intercettati con successo. Le forze statunitensi rimangono vigili e in stato di massima allerta", si legge in un post su X.
L'Iran ha respinto un piano proposto dall'Oman per una divisione equa del controllo dello Stretto di Hormuz. Lo rivela il Wall Street Journal, secondo il quale il rifiuto della Repubblica Islamica alla proposta omanita ha fatto infuriare i negoziatori. Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato al giornale che Teheran non accetterà la fase successiva dei negoziati con Washington a meno che l'Oman non appoggi la proposta iraniana che gli concede la maggior parte dello stretto, sostenendo al contempo che il piano omanita "non affronta le preoccupazioni di sicurezza dell'Iran"."La rotta di navigazione in entrata deve essere interamente sotto il controllo dell'Iran, mentre parte della rotta in uscita può rimanere sotto il controllo dell'Oman", ha affermato Gharibabadi "Se accetteranno questa proposta, passeremo alla fase successiva". L'articolo cita mediatori secondo i quali il rifiuto da parte dell'Iran del piano omanita ha minato gli sforzi per rilanciare il memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran raggiunto il mese scorso.
I raid aerei statunitensi e sauditi in Iraq hanno causato diversi morti e feriti. Lo ha annunciato la Forza di Mobilitazione Popolare (Pmf), un'ex coalizione paramilitare ora integrata nell'esercito iracheno. "Questa mattina, diverse sedi della Pmf in varie regioni dell'Iraq sono state prese di mira da vili attacchi terroristici lanciati dalle forze statunitensi e saudite che hanno provocato la morte di diversi membri del personale e il ferimento di altri, oltre a danni materiali a diversi edifici e proprietà", ha dichiarato la Pmf, integrata nell'esercito iracheno ma i cui elementi filo-iraniani operano ancora in modo autonomo
"È stato fantastico. È stato uno dei migliori incontri che abbiamo avuto". Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, parlando dell'incontro con il presidente Donald Trump a Fox News, ha detto che "i nostri critici, che stavano cercando di trovare crepe nella nostra alleanza, hanno trovato un muro di granito". "E sapete perché? Il presidente è chiaro. Voglio dire, abbiamo un impegno comune. Non vogliamo questo regime fanatico di Teheran avere armi nucleari per minacciare ogni americano, la pace nel mondo e l'esistenza di Israele. Quindi abbiamo un obiettivo comune e sarà raggiunto sia attraverso mezzi diplomatici sia con altri mezzi".
Il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica ha annunciato oggi di aver colpito tre petroliere che tentavano di attraversare lo stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Tasnim.
"Alcune ore fa tre petroliere, che avevano ignorato i nostri avvertimenti e continuato a seguire una rotta pericolosa e illegale, sono state colpite e costrette a fermarsi", hanno dichiarato le forze navali dell'IRGC citate dalla Tasnim.
Il petrolio segna un balzo di oltre il 3% nelle contrattazioni in Asia in scia agli attacchi "a sorpresa" di missili dell'Iran contro una base USA in Giordania, "tutti intercettati", secondo il Centcom: il WTI sale del 3,73%, a 82,22 dollari al barile, mentre il Brent segna un balzo del 3,03%, a quota 84,57.
"Alle 17:45 di oggi ora di New York, le forze del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica hanno lanciato diversi missili balistici dall'Iran nel tentativo di un attacco a sorpresa contro le forze statunitensi di stanza in Medio Oriente", si legge in un post su X del Centcom. "Tutti i missili iraniani sono stati intercettati con successo". È il primo episodio dopo diversi giorni di calma apparente.
I Pasdaran hanno rivendicato l'attacco missilistico contro una base aerea statunitense in Giordania. "I coraggiosi guerrieri della Forza aerospaziale dei Guardiani della rivoluzione hanno attaccato la base aerea e il Comando Centrale dell'esercito statunitense in Giordania con diversi missili balistici", si legge in una dichiarazione pubblicata dai media statali iraniani.
"Il Centcom e le forze armate dell'Arabia Saudita hanno condotto 'attacchi di precisione in Iraq', martedì 28 luglio, 'contro terroristi legati all'Iran che il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica aveva incaricato di colpire le forze statunitensi e le infrastrutture energetiche saudite'.
In una nota, il Centcom riferisce che 'caccia USA e sauditi hanno colpito diversi siti logistici e depositi di armi dei terroristi nell'Iraq orientale, in una decisa risposta a oltre 30 attacchi con droni aerei orchestrati dai Pasdaran nelle ultime 72 ore. Gli attacchi ingiustificati contro le forze USA non hanno avuto successo'."
"Il primo ministro israeliano Bibi Netanyahu, insieme a me e ad alcuni miei funzionari. Abbiamo avuto un ottimo incontro! Naturalmente, sono stati discussi molti argomenti importanti". Lo scrive Donald Trump su Truth, postando tre foto del meeting, in cui si riconoscono, tra gli altri, i segretari di Stato Marco Rubio, della Difesa Pete Hegseth e del Tesoro Scott Bessent.
Poco prima, aveva tycoon ha dedicato un post all'incontro avuto con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, insieme a due foto.
Il ministero della Salute di Gaza riferisce che quattro persone sono morte e altre 14 sono rimaste ferite dagli attacchi israeliani delle ultime 24 ore.
Numerose persone rimangono intrappolate sotto le macerie e per le strade, le ambulanze e la Protezione Civile non sono ancora riuscite a raggiungerle.
Dall'11 ottobre 2025, data del cessate il fuoco, il ministero ha registrato 1.207 morti, 3.914 feriti e 803 corpi recuperati, mentre il numero totale di palestinesi uccisi nei bombardamenti israeliani dall'ottobre 2023 ha raggiunto quota 73.333.
In un video pubblicato sul proprio account Instagram, il primo ministro d'Israele Benjamin Netanyahu ha definito “eccellente” l’incontro con il presidente Usa Donald Trump.
Netanyahu parla di “una conversazione all’insegna della piena collaborazione, del sostegno reciproco e della consapevolezza dell’obiettivo comune di garantire che l’Iran non disponga di armi nucleari, oltre che di altri obiettivi. Una delle migliori conversazioni che abbia mai avuto con il presidente degli Stati Uniti, il nostro amico Donald Trump”. Ha poi aggiunto che all’incontro era presente "l’intero gruppo dirigente" di Trump, così come "il nostro gruppo dirigente", e che è stata "un’occasione per scambiare idee e coordinare accordi importanti per la sicurezza e il futuro dello Stato di Israele".
"Siamo perfettamente allineati sull'Iran. Israele sostiene qualsiasi strada scelga Trump". Lo ha detto il portavoce di Benjamin Netanyahu, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. Durante l'incontro alla Casa Bianca con Donald Trump non si è parlato degli F-35 alla Turchia, ha aggiunto.
Allarme per il "rapido deterioramento" della situazione in Cisgiordania arriva dal vice coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente, che denuncia l'escalation di violenze perpetrate dai coloni ai danni dei palestinesi.
Negli ultimi giorni, "l'escalation di violenza in Cisgiordania ha provocato vittime civili, sfollamenti, danni alle proprietà e crescente insicurezza nelle comunità colpite - ha dichiarato Ramiz Alakbarov davanti al Consiglio di Sicurezza - Gli attacchi di coloni israeliani contro comunità, case, luoghi di culto e infrastrutture civili palestinesi si sono susseguiti a un livello allarmante". "Invito Israele ad adottare misure immediate ed efficaci per impedire le violenze dei coloni, proteggere le comunità palestinesi e garantire i colpevoli siano chiamati a risponderne", ha proseguito, denunciando anche gli attacchi palestinesi ai danni degli israeliani e invitando i palestinesi a "respingere la violenza in modo inequivocabile". Questo "rapido deterioramento" della situazione in Cisgiordania "non fa che esacerbare una situazione già allarmante nel resto dei Territori palestinesi occupati, lasciando immaginare che un'escalation di più ampia portata sia sempre più probabile a meno che non vengano prese subito misure immediate", ha aggiunto.
L'Oman ha presentato all'Iran una proposta per un meccanismo regionale congiunto per la gestione dello Stretto di Hormuz con tariffe volontarie: lo scrive Reuters sul sito. In base alla proposta omanita, che gode di sostegno regionale, l'Iran non eserciterebbe il controllo esclusivo di questa vitale via navigabile. La proposta ricalca la gestione dello Stretto di Malacca, dove coloro che utilizzano lo Stretto contribuiscono volontariamente al finanziamento della navigazione, della protezione ambientale e delle operazioni di ricerca e salvataggio.
La guerra in Iran entra nel sesto mese e in un periodo di profonda incertezza. Dopo due settimane di attacchi e contrattacchi, Trump ha per ora evitato una escalation. Ma molti nodi fra le due parti restano irrisolti. Durante il conflitto, riporta il New York Times, si sono avute molte perdite: le stime parlano di almeno 1.700 civili iraniani uccisi nei raid che hanno devastato l'infrastruttura dell'Iran. Le vittime americane sono 18 in una guerra che il Pentagono è stimata finora costare 37,5 miliardi.
L'Onu ha denunciato la morte di otto palestinesi, tra cui un bambino, e di due israeliani uccisi durante una serie di scontri in Cisgiordania.
"Abitazioni, moschee, alberi e strutture agricole sono stati incendiati, vandalizzati o, in alcuni casi, distrutti. Almeno dieci famiglie palestinesi sono state sfollate a causa delle ultime violenze", ha dichiarato il portavoce Farhan Haq, che ha ricordato come, secondo l'agenzia Onu per gli aiuti umanitari, ci sono stati "più di 1330 episodi che hanno coinvolto coloni israeliani e che hanno provocato vittime, danni alle proprietà o entrambe le cose".
Fino a sabato, ha aggiunto Haq, quest'anno 77 palestinesi tra cui 18 bambini sono stati uccisi dalle forze israeliane o da coloni israeliani. Nello stesso periodo, tre israeliani sono stati uccisi da palestinesi.
Solo un americano su tre appoggia la guerra contro l'Iran, il dato più basso registrato dall'inizio del conflitto, lo scorso febbraio. Emerge da un sondaggio Reuters/Ipsos, condotto lo scorso fine settimana.
Inoltre il 69% degli americani, tra cui quattro repubblicani su dieci, ritiene che Trump non abbia "spiegato chiaramente gli obiettivi del coinvolgimento militare americano in Iran". Reuters ricorda che l'approvazione del conflitto è rimasta sotto il 40% da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato gli attacchi il 28 febbraio. Dal sondaggio è emerso un leggero aumento del tasso di approvazione del presidente, che ha raggiunto il 37%, tre punti percentuali in più rispetto al mese scorso, quando l'indice di gradimento era pari al minimo storico della presidenza Trump.
"Siamo impegnati in colloqui molto approfonditi con l'Iran. Se non funzioneranno, torneremo ad un'azione militare molto forte". Lo ha dichiarato Donald Trump, presidente degli Stati Uniti d'America, in un'intervista rilasciata ad Axios. Il presidente ha spiegato di aver deciso venerdì di sospendere gli attacchi su richiesta dei Paesi mediatori. "Tutti quelli che hanno a che fare con l'Iran mi hanno chiesto: 'Non sparare'", ha aggiunto Trump, sottolineando di ritenere che l'Iran voglia arrivare a un accordo. Alla domanda su quanto tempo sia disposto a concedere alla via diplomatica, il presidente ha risposto: "Non molto tempo. O va veloce o non va per niente". Il presidente ha infine parlato dell'incontro previsto alla Casa Bianca con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu: "Parlerò con Bibi del fatto che se non fossi stato presidente, a quest'ora l'Iran avrebbe avuto armi nucleari e Israele sarebbe stato distrutto"
Le forze di occupazione israeliane hanno proseguito una campagna di incursioni, assalti e arresti in tutta la Cisgiordania.
Fonti locali hanno riferito all'agenzia che otto palestinesi sono stati arrestati in cinque diverse localita' di Nablus. Nell'area di Jenin, le forze israeliane hanno demolito un edificio residenziale di tre piani. Alcune fonti hanno dichiarato che "le forze di occupazione hanno fatto irruzione nella zona della stazione di Arraba con tre bulldozer militari, supportate da ingenti contingenti di fanteria e veicoli militari". Un'altra abitazione e' stata demolita a ovest di Ramallah. La Wafa riferisce che entrambi i proprietari avevano avviato un'azione legale dopo aver ricevuto le prime notifiche di demolizione. A Qalqilya, le truppe israeliane sono penetrate dall'ingresso orientale, effettuando incursioni nei quartieri di Kafr Saba e Al-Naqar. Quattro cittadini sono stati fermati, tra cui un uomo la cui abitazione e' stata perquisita. A Hebron, aggiunge l'agenzia, le forze israeliane hanno condotto raid in diverse localita', perquisendo case e veicoli, maltrattando i residenti e limitando la liberta' di movimento attraverso l'istituzione di posti di blocco militari e l'interruzione della circolazione su strade principali. Sono state inoltre segnalate incursioni domiciliari in centri abitati nei pressi di Betlemme, sebbene in tali localita' non siano stati effettuati arresti
Dilagano gli atti di vandalismo e le aggressioni da parte di coloni ebraici in Cisgiordania, un nuovo ciclo di violenza innescato questa volta dal sanguinoso scambio a fuoco venerdì nel villaggio Tell, che aveva causato 4 morti tra i palestinesi e 2 tra gli israeliani.
Dopo le spedizioni punitive dei coloni a Beit Furik, Farata, Sarra e Jit tra venerdì e sabato, nella notte di domenica a Qusra, a sud di Nablus, e a Kur, a sud di Tulkarem, due moschee sono state incendiate e muri sono stati imbrattati con scritte. Il presidente palestinese Abu Mazen ha inviato una missiva urgente alla comunità internazionale chiedendo "un'azione urgente per fermare l'aggressione militare israeliana in corso e la violenza dei coloni". Appello raccolto da Papa Leone, che durante l'Angelus ha affermato di seguire "con apprensione il perdurare e l'inasprirsi della violenza in Terra Santa, di cui ultimamente sono state vittime anche molti civili in Cisgiordania e a Gaza",
L'esercito israeliano ha avviato indagini, ma non c'è ancora nessun fermo. Gli arresti si sono invece visti in Cisgiordania dopo l'avvio della massiccia operazione "antiterrorismo" ordinata da Benjamin Netanyahu: oltre 80 palestinesi fermati in 300 luoghi perquisiti. Ancora in vigore il blocco militare dell'area di Nablus, denunciato dalle ONG in quanto, oltre alla libertà di movimento, "compromette i servizi medici di emergenza".