Sestu.
23 agosto 2026 alle 01:21
Oltre 200 i ragazzi seguiti dal servizio: il Comune affida all’Asl i locali di via Di VittorioLa Neuropsichiatria infantile avrà a Sestu una nuova sede stabile, un traguardo importante per una cittadina dove i ragazzi attualmente seguiti dal servizio sono oltre 200. La Giunta ha approvato la concessione gratuita per cinque anni dei locali di via Di Vittorio alla Asl 8 di Cagliari. La decisione arriva dopo l’incontro tra il sindaco Michele Cossa e il direttore generale della Asl Aldo Atzori, dal quale era emersa la necessità di individuare una sistemazione adeguata e definitiva.
Spazi adeguati
Per circa due anni il servizio è stato garantito nei locali della Rsa di via Andrea Costa, una soluzione adottata per non interrompere l’assistenza ma che, per caratteristiche e spazi, non poteva rappresentare una sistemazione definitiva. Una parte dei locali di via Di Vittorio hanno ospitato il servizio di continuità assistenziale, in attesa della realizzazione della Casa della Comunità di via Dante. Con la riapertura della struttura, tornata operativa nel mese di giugno, il Comune è dunque rientrato in possesso dei locali, dove ha realizzato lavori di messa a norma per l’utilizzo ambulatoriale. Ora gli spazi saranno ufficialmente affidati alla Asl 8, per dare maggiore continuità al servizio rivolto ai minori e rafforzare la collaborazione tra sistema sanitario e servizi comunali. L’arrivo nella nuova sede consentirà di accogliere anche i pazienti dei paesi limitrofi e di agevolare il lavoro con i Servizi sociali del Comune, soprattutto per i casi più difficili che richiedono l’intervento di diverse figure professionali.
Un presidio fondamentale
«La Neuropsichiatria infantile è un servizio delicatissimo, che si occupa di bambini e ragazzi e accompagna le famiglie che attraversano situazioni complesse», dichiara il sindaco Michele Cossa. «Il dato degli oltre duecento giovani sestesi già seguiti ci dice con grande chiarezza quanto questo servizio sia importante. La Asl avrà ora la possibilità di programmarne l’attività con una prospettiva stabile e soprattutto contribuire a mantenere e rafforzare sul nostro territorio un presidio sanitario essenziale». La scelta si inserisce nel quadro delle azioni comunali finalizzate a consolidare sul territorio i servizi sanitari essenziali, rafforzare la medicina di prossimità e favorire una maggiore integrazione tra servizi sanitari e sociali. «Il Comune non ha competenze dirette nell’organizzazione della sanità, ma questo non significa che debba limitarsi ad assistere a quello che succede», sottolinea. «La sanità di prossimità significa portare i servizi il più vicino possibile alle persone, ma anche costruire attorno a chi ha bisogno una rete capace di integrare cura, assistenza e sostegno alla famiglia. Oggi facciamo un passo concreto e particolarmente significativo in questa direzione».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

























