Per noi sarebbe un bel problema e non è fantascienza: è una misura che la Commissione europea starebbe valutando per ridurre gli incidenti. La tecnologia già esiste, i sistemi ISA per il momento avvisano e basta, ma in futuro potrebbero anche diventare attivi...
27 luglio 2026
Ciao a tutti! Troppi morti sulle strade del Continente e la Commissione europea (lo scrivevamo la settimana scorsa) starebbe valutando la possibilità di intervenire automaticamente sui veicoli quando superano i limiti di velocità. Si è parlato, per ora, soltanto dei centri abitati con limite a 30 all’ora e la tecnologia a disposizione già esiste: con il posizionamento satellitare, la mappatura GPS e le telecamere di bordo si potrebbe arrivare a ridurre attivamente la potenza del motore o riportare il veicolo nei limiti. E l’Europa ci sta pensando.
Ricapitolando, già oggi i sistemi ISA (intelligent speed assistance) utilizzano i dati di geolocalizzazione e le telecamere per leggere i limiti di velocità; sulle auto di nuova generazione ti avvisano, mandano segnali acustici o induriscono l'acceleratore e sono quasi tutti disattivabili. Ecco, in futuro il controllo del veicolo potrebbe essere addirittura automatico qualora si superasse il limite di velocità. Al momento non ci sono normative all’orizzonte ed è improbabile che arrivi una misura prima del 2030, sempre che si trovi una intesa. Ma tant’è, e soprattutto per noi motociclisti potrebbe essere un problema.
C’è il tema della libertà individuale, sempre più compressa da limiti e divieti di ogni tipo, sul quale si discute da anni. E’ un tema vastissimo e di difficile soluzione, sento persino la voce di motociclisti decisi a difendere la libertà di andarsi ad ammazzare sulla strada… ma quando si vuole considerare con un minimo di serietà il problema dell’altissima mortalità stradale, allora ci vuole un livello culturale diverso. E comunque, anche senza avventurarci su un terreno così tosto, la preoccupazione resta per una ragione banale: molti degli attuali sistemi ISA si sono dimostrati inaffidabili. Sono stati rilevati errori di lettura di cartelli e delle segnaletiche temporanee, di mappe non aggiornate, e ancora limiti sulle rampe scambiati per quelli della strada principale. Di tutti i colori.
E poi l’idea che la tua moto freni da sola perché hai superato i 30 all’ora in un centro abitato è inquietante. La prima conseguenza che ci viene in mente è che magari, in seguito, pretenderanno per noi le rotelline laterali automatiche, obbligatorie per tenerci comunque in equilibrio… Siamo abbastanza sicuri che la tecnologia possa evolversi fino a scongiurare l’interpretazione sbagliata di dati cartografici o dei segnali di limite di velocità?
E se allarghiamo la nostra visuale, e proviamo a immaginare gli sviluppi possibili di una misura di questo tipo su ogni tipo di strada, l’allarme aumenta. Con la moto e la nostra sicurezza rischiamo di fare un grosso passo indietro, invece che in avanti. Ti serve potenza per un sorpasso o per evitare un ostacolo e il motore manca… Viene il forte sospetto che in un futuro non troppo lontano la moto sulla strada potrebbe essere vietata. Godiamocela, finchè c’è tempo!