
Una delle manifestazioni di protesta contro l’autostrada Bergamo-Treviglio Oltre ai comitati di cittadini, si sono mobilitate le amministrazioni comunali che contestano l’impatto ambientale dell’infrastruttura e chiedono alternative

Ricevi le notizie de Il Giorno su Google
Treviglio (Bergamo) – Non si placano le polemiche sulla nuova autostrada Bergamo-Treviglio, che - una volta realizzata - dovrebbe liberare dalla morsa del traffico questa porzione di territorio bergamasco. Gli otto Comuni della zona contrari alla realizzazione dell’infrastruttura, nell’ambito del procedimento di Valutazione di impatto ambientale (Via) hanno inviato al ministero dell’Ambiente delle contro osservazioni attraverso cui fanno nuovi rilievi al progetto, indicando quelle che, secondo loro, sono le carenze e le mancanze nelle risposte che Autostrade bergamasche, la società proponente la costruzione dell’infrastruttura, e Cal (Concessioni autostrade lombarde) hanno inviato al ministero relative ad alcune sue richieste di integrazioni e chiarimenti.
Secondo i Comuni di Osio Sotto, Osio Sopra, Levate, Verdellino, Stezzano, Fara d’Adda, Pontirolo Nuovo e Ciserano, «le criticità non sono state risolte». Le contro osservazioni sono state elaborate dallo studio Meta oltre che dagli tecnici delle amministrazioni comunali. A Cal e Autostrade bergamasche il ministero dell’Ambiente aveva chiesto di dimostrare, presentando varie alternative, che la Bergamo-Treviglio fosse l’ipotesi migliore per il territorio.
Ed effettivamente delle alternative sono state poste sul tavolo. Ma secondo il fronte del no, questo insieme ampliato di alternative non viene sottoposto a una valutazione comparata. Quattro delle nuove sei alternative vengono escluse sulla base di una non meglio specificata analisi trasportistica apparentemente non riconducibile allo studio di traffico allegato al progetto. Un’altra richiesta che si ritiene non soddisfatta è quella in cui si chiedeva che il proponente la realizzazione dell’autostrada intervenisse in modo sostanziale su più fronti, in particolare ridisegnando il tracciato nelle aree più sensibili, evitando la distruzione di boschi, prati stabili e corridoi ecologici di rilievo, o in alternativa ricorrendo a soluzioni tecniche come gallerie ed prodotti. Richiesta che ha trovato parziale riscontro attraverso l’inserimento di quattro ecodotti, nonché di 18 sottopassi faunistici. Risposta, però, non ritenuta sufficiente dalle otto amministrazioni comunali.
© Riproduzione riservata