I sindacati.
25 luglio 2026 alle 00:44
Una tragedia che scuote tutti. Impossibile restare indifferenti davanti alla morte di un giovane, appena maggiorenne, che aveva solo voglia di darsi da fare, dopo mesi trascorsi sui libri. La morte del 18enne Fabrizio Pittalis, in un ecocentro privato in territorio di Oniferi, ripropone il tema della sicurezza sul lavoro in Sardegna. I numeri allarmano, così dai sindacati si leva un coro: «Occorre tutelare il diritto alla vita nei luoghi di lavoro».
Ugl e Uil
«Esprimo profondo cordoglio e vicinanza alle famiglie dei due lavoratori che hanno perso la vita nelle ultime ore: il giovane di appena 18 anni deceduto nell’impianto di stoccaggio e trattamento rifiuti del Nuorese e l’operaio di 47 anni morto a Roma, nella zona Romanina-Tor Vergata, durante un intervento di manutenzione su una macchina spazzatrice», dice Paolo Capone, segretario generale Ugl. «Non possiamo continuare a considerare queste tragedie come fatalità». Dalla Uil Sardegna puntualizzano: «Speravamo di non dover più commentare tragedie di questo genere. Non è assolutamente più accettabile che nel 2026 si perda ancora la vita per lavorare, bisogna fermare questa scia di infortuni. Quello di oggi è un lutto per tutti noi. Attendiamo di conoscere l’esatta dinamica della tragedia, ma come sindacato non possiamo che ribadire l’importanza di formazione, prevenzione e controlli».
Cisl
«Questa tragedia richiama ancora una volta l’urgenza di rafforzare la sicurezza, i controlli e la formazione concreta e continua dei lavoratori, soprattutto dei più giovani. La prevenzione non può essere un semplice adempimento formale: deve rappresentare una priorità assoluta in ogni luogo di lavoro». Così Maria Luisa Ariu, segretaria generale della Cisl Nuoro, e Simone Porcheddu, segretario della Fit Cisl Nuoro. «Ogni morte sul lavoro rappresenta una sconfitta per l’intero sistema. Non possiamo continuare a considerare questi eventi come inevitabili», dice Pier Luigi Ledda, segretario generale della Cisl sarda.
Cgil
«Le responsabilità dell’incidente vanno accertate ma è chiaro che morire a 18 anni in un ecocentro non può essere una fatalità», dichiarano il leader regionale della Cgil, Fausto Durante, e Domenica Muravera, segretaria territoriale. «L’auspicio è che si avvii una stagione che porti a un radicale cambio di paradigma e all’eliminazione delle falle che evidentemente caratterizzano il sistema-lavoro».
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