Tutto come previsto: Nova si chiude con un mandato politico netto per Giuseppe Conte.
Il Movimento Cinque Stelle, come da desiderata del suo leader, boccia l’invio di nuove armi all’Ucraina, il riarmo europeo e l’aumento della spesa militare, mentre rafforza le proprie proposte su lavoro, welfare, giustizia e diritti.
Come dire: l'Avvocato del Popolo ora ha tutte le carte in mano per affondare Elly Schlein e prendersi la leadership del Campo largo.
L’esito della consultazione consegna al leader pentastellato una piattaforma così identitaria e massimalista da portare al tavolo del centrosinistra che, con l'appoggio di Avs, metterà di sicuro in difficoltà Elly Schlein.
La kermesse “Nova – Parola all’Italia”, conclusasi oggi, 20 settembre, a Milano, ha rappresentato la tappa finale di un percorso partecipativo articolato in oltre cento appuntamenti preliminari.
Gli iscritti del Movimento 5 Stelle sono stati chiamati a votare una bozza programmatica composta da venti paragrafi, destinata a rappresentare la base negoziale del partito nei confronti degli eventuali alleati progressisti.
Il voto ha coinvolto 45.340 persone, pari al 42% dei 106.829 iscritti aventi diritto.
I risultati hanno mostrato un consenso molto ampio sulle principali priorità di politica estera espresse da Conte: il 91,7% dei votanti si è detto contrario all’invio di armi all’Ucraina; il 94,1% ha respinto il piano di riarmo europeo e il 91,8% l’aumento delle spese militari.
Sul conflitto in Medio Oriente, il 98,3% ha chiesto il rispetto del diritto internazionale e il 97,9% ha sostenuto una conferenza per il riconoscimento dello Stato palestinese.
Fatto sta che il documento programmatico dei Cinque Stelle comprende anche misure economiche e sociali: maggiore progressività dell’Irpef, riduzione delle tasse sul lavoro, salario minimo e un nuovo strumento di sostegno definito “Reddito 2.0”.
Tra le proposte figurano inoltre il ripristino dell’abuso d’ufficio, il rafforzamento delle intercettazioni e il superamento delle norme che, secondo Conte, limitano i controlli sulla politica.
La patrimoniale, invece, è stata eliminata dai venti punti sottoposti al voto.
Il tema della guerra è diventato il principale strumento con cui Conte intende distinguersi dal Partito democratico.

“Le armi allontanano la pace”
è la formula destinata a segnare il confronto con Schlein, che, sebbene timidamente, ha ribadito il sostegno al popolo ucraino e alla prosecuzione degli aiuti.
Il leader M5S sostiene invece che un futuro governo progressista non possa replicare la politica estera dell’esecutivo Meloni e che, quindi, debba stoppare gli aiuti a Kiev.
Ma non è tutto: dal palco di Milano, Conte ha trasformato il voto in un’investitura politica, promettendo una “tabula rasa” delle leggi approvate dal centrodestra e definendo il riarmo una linea invalicabile.
La strategia adottata dall'ex premier, naturalmente, punta a intercettare l’elettorato pacifista e a spostare il baricentro del Campo largo verso il suo partito.
In ogni caso, la sfida resta aperta: il programma di Nova è una piattaforma di partito, non ancora un accordo di coalizione. E Schlein continua a sostenere che la leadership debba essere discussa dopo la definizione di un programma comune...