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Nube nera dall'ex Ilva, allarme in città


Nube nera dall'ex Ilva, allarme in città

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domenica 23 agosto 2026, 15:17 - Ultimo aggiornamento: 16:05

Una nube di fumo denso e nero si è sollevata nella tarda mattinata dallo stabilimento ex Ilva di Taranto. L'inquietante fumata si è alzata dalla zona dell'altoforno ed è stata ripresa dall'esterno. Il fumo, nel dettaglio, proveniva dall’altoforno 2, l’unico attualmente in marcia in fabbrica, e, secondo quanto riferiscono fonti sindacali, l’episodio si è verificato per un problema di comunicazione elettrica alla portata del vento. Questo ha fatto scattare l’apertura dei bleeder per ragioni di sicurezza. Di qui l’emissione del fumo. Anche fonti vicine all’azienda spiegano che, per un problema al sistema elettrico, si è verificato un falso allarme che ha fatto scattare il dispositivo di sicurezza. Quest’ultimo ha funzionato regolarmente, ha reagito subito, ma ha percepito un allarme che in realtà non c’era. Al dispositivo di sicurezza, puntualizzano fonti vicine all’azienda, è infatti arrivato un segnale non vero, cioè che non stava funzionando la portata del vento, quindi il dispositivo è partito e si sono aperti i bleeder. Sono degli enormi “cappelloni” montati sull’altoforno.

Le immagini della fumata nera sono subito rimbalzate sui social. Tra i primi a segnalare l'evento il consigliere comunale ed ex candidato sindaco Mirko Di bello. Il fumo nerissimo, visibile a lunga distanza, ha provocato forte preoccupazione in particolare nella vicina zona abitata del rione Tamburi. Immediata la reazione dei sindacati. I rappresentanti della Uilm hanno scritto alla direzione aziendale per chiedere chiarimenti riguardo all'episodio.

“Riteniamo necessario - dice la Uilm - conoscere cosa sia accaduto, quale impianto è stato interessato, quali sono state le cause dell’evento e se ci sono state conseguenze per la sicurezza dei lavoratori e per l’ambiente”.

La richiesta Uilm è indirizzata al direttore dello stabilimento di Taranto, Benedetto Valli. Il bleeder (o valvola bleeder) di un altoforno è una valvola di sicurezza e di sfiato per l'allevio della pressione ed è situata sulla sommità dell'impianto (la cosiddetta "bocca" dell’altoforno). Il bleeder gestisce l'enorme pressione dei gas caldi generati dal processo siderurgico. In condizioni di funzionamento normale, le valvole rimangono rigorosamente chiuse: il gas dell'altoforno viene interamente recuperato, depurato e riutilizzato come combustibile. Il bleeder interviene solo in scenari anomali o d'emergenza. Attualmente nell’ex Ilva di Taranto l’altoforno 2 è l’unico in marcia. Sono fermi l’altoforno 1 poiché sequestrato senza facoltà d’uso dopo un incendio ad una tubiera esterna accaduto a maggio 2025 - sequestro che a giugno scorso la Corte di Cassazione ha confermato rigettando l’istanza dell’azienda - e l’altoforno 4 per lavori in corso. Tutti gli altiforni fanno parte dell’area a caldo dello stabilimento che entro fine ottobre dovrà essere fermata su disposizione della Corte d’Appello di Milano che a fine luglio ha emesso un decreto in proposito motivandolo con il fatto che la presenza dell’amianto e l’emissione delle polveri sottili costituisce un pericolo per la salute e per l’ambiente.

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