Vent'anni dopo l'ultima generazione, il fuoristrada che ha fatto la storia dei rally raid rinasce come ammiraglia del marchio. Sette posti, sette modalità di guida, trazione integrale Super Select e un debutto che parte dalla Thailandia
3 settembre 2026
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Ci sono nomi che non si possono ritirare e poi dimenticare. Pajero è uno di questi. Mitsubishi lo aveva lasciato scivolare via in silenzio, senza un vero erede, e per anni chi cercava un fuoristrada serio con il tridente sul cofano ha dovuto accontentarsi dei ricordi. Adesso il nome torna, e torna nel modo più netto possibile: quinta generazione, telaio separato, riduttore, sette posti e il ruolo di ammiraglia globale del gruppo.
La storia della Pajero comincia nel 1982, quando Mitsubishi mette insieme due mondi che all'epoca quasi non si parlavano: la capacità di andare ovunque e il comfort di una vettura normale. Il risultato è uno dei protagonisti del boom dei fuoristrada degli anni Novanta e un successo che attraversa quattro generazioni, oltre 3,29 milioni di unità prodotte e 170 tra Paesi e mercati.
La nuova Pajero riprende quel discorso da dove era stato interrotto, ma alza l'asticella. Alle due colonne storiche del progetto, la fiducia meccanica e il comfort, Mitsubishi ne aggiunge una terza: il prestigio. Materiali, insonorizzazione e tecnologia da vera ammiraglia, senza rinunciare al telaio a longheroni.
Il concetto stilistico si chiama Grand Charisma e recupera senza timidezza le proporzioni squadrate e le linee orizzontali della prima serie. Il frontale, dicono a Tokyo, si ispira alla compostezza del kendo, l'arte marziale giapponese fatta di disciplina e tensione trattenuta. Chi ordina può scegliere tra due calandre diverse, una a barre orizzontali e una a nido d'ape, mentre i fari a T firmano lo sguardo.
I rimandi al passato sono ovunque, ma mai citazionisti. Il montante C ricalca il roll bar della Pajero originale, mentre al posteriore un motivo esagonale rilegge la ruota di scorta esterna che per decenni è stata il marchio di fabbrica del modello. Le due tinte di lancio sono la Armor Copper Metallic, ramata e materica, e la Phantom Blue Metallic, un blu grigio con riflessi dorati che cambiano con la luce.
L'abitacolo mantiene la plancia orizzontale di famiglia, ma la traduce in un display monolitico che unisce due schermi da 14,3 pollici. La grafica gioca con la memoria: il Multi Meter riporta in chiave digitale il celebre gruppo a tre strumenti, con altitudine, bussola, temperatura, angoli di beccheggio e rollio e stato del controllo AYC leggibili in un colpo d'occhio. Ci sono anche sedici temi grafici che cambiano in tempo reale con l'ora del giorno e animazioni dedicate per ogni modalità di guida.
Sulla plancia e sui pannelli porta Mitsubishi applica materiali morbidi con una cucitura ispirata al Kimekomi, tecnica artigianale giapponese, mentre l'interno Camel dialoga con il nero per un effetto meno fuoristradistico e più premium. Capitolo silenzio: vetri acustici non solo sul parabrezza ma anche sulle porte anteriori e posteriori, con interventi di isolamento diffusi su tutta la scocca per permettere una conversazione normale anche in autostrada. L'impianto audio Dynamic Sound Yamaha Ultimate, sviluppato con Yamaha, conta 12 altoparlanti, doppio amplificatore e una compensazione che regola volume e taratura in base alla velocità.
Niente ibridi complicati, almeno per ora. Sotto il cofano c'è un 2.4 turbodiesel di nuova concezione, con turbina a geometria variabile ad ampio spettro e una coppia massima di 480 Nm, abbinato a un inedito automatico a otto rapporti con modalità sport. Una scelta chiara, pensata per i mercati dove la Pajero deve lavorare davvero e non solo posare davanti a un ristorante.
Il resto della meccanica segue la stessa filosofia. Il telaio a longheroni cresce in rigidità torsionale e flessionale grazie a sezioni maggiorate e a un uso più esteso di acciai altoresistenziali, che contengono anche il peso. Davanti ci sono i doppi bracci oscillanti indipendenti, dietro un ponte rigido a cinque bracci di nuovo sviluppo. Mitsubishi ha perfino coniato un parametro interno di sviluppo, il comfort in fuoristrada, per evitare che la capacità in offroad si pagasse con la schiena dei passeggeri.
Il cuore tecnico resta il Super Select 4WD-II, con le quattro configurazioni classiche: 2H con trazione posteriore, 4H integrale permanente, 4HLc con differenziale centrale bloccato e 4LLc con blocco e marce ridotte. La novità è l'integrazione con il S-AWC, il controllo dinamico integrale che gestisce insieme AYC, ASTC e ABS distribuendo forza motrice e frenante alle quattro ruote.
Le modalità selezionabili sono sette: Normal, Eco, Gravel, Snow, Mud, Sand e Rock. A completare il quadro, dischi freno da 18 pollici e servofreno elettrico.
La nuova Pajero è lunga 4.920 mm, larga 1.925 mm e alta 1.910 mm, con un passo di 2.870 mm e carreggiate di 1.630 mm. Dimensioni importanti ma non fuori scala, pensate per restare gestibili anche in città.
Sul terreno accidentato i valori sono da fuoristrada vero: 230 mm di altezza libera dal suolo, 30,4 gradi di angolo di attacco, 22,6 gradi di angolo di dosso e 25,8 gradi di angolo di uscita, con una ripartizione dei pesi di 52:48.
L'abitacolo è a tre file per sette persone. La seconda fila scorre di 150 mm e ribalta per facilitare l'accesso, mentre la terza promette spazio per la testa anche per gli adulti e un pavimento sagomato che permette di infilare le punte dei piedi sotto i sedili davanti. Ci sono sedili ventilati e clima automatico trizona.
Sul fronte assistenza alla guida debutta l'Emergency Lane Assist, che con camera e radar interviene sullo sterzo se rileva un rischio di uscita di corsia. Accanto trovano posto la frenata automatica con riconoscimento di pedoni, ciclisti e motociclisti, l'avviso di collisione predittivo, la protezione dall'errore sul pedale, il Front Cross Traffic Alert e il MI-PILOT per la guida assistita in autostrada. Gli airbag sono otto, compreso il primo airbag centrale mai adottato da Mitsubishi. Il 3D Multi Around Monitor elabora circa 30 immagini al secondo e offre una vista virtuale sotto il pianale anteriore, che si attiva automaticamente quando si inseriscono 4HLc o 4LLc.
La produzione è affidata allo stabilimento thailandese del marchio. Il debutto commerciale parte proprio dalla Thailandia, seguita da Giappone e Australia nel corso dell'anno fiscale 2026. Dal 2027 la Pajero si allargherà a circa cento Paesi, con ASEAN, America Latina e Medio Oriente in prima fila.
Nell'elenco dei mercati, però, un nome pesante manca: l'Europa. Nessun riferimento ufficiale al Vecchio Continente, dove un diesel di questa taglia deve fare i conti con normative e medie di emissioni ben poco amichevoli. Per ora la nuova Pajero resta un'ammiraglia globale che l'Europa può solo guardare da lontano, sperando che i piani cambino.