«Un proiettile non identificato» ha colpito un mercantile a a circa 20 miglia nautiche a nord-est della città omanita di Al Khasab. Il principe saudita Bin Salman ha sentito il leader turco Erdogan per parlare della missione internazionale marittima contro gli Houthi.
La diplomazia prova a sfruttare la breve sospensione degli attacchi statunitensi nel Golfo, mentre la tensione resta altissima sulle rotte marittime. Il regime di Teheran ha per ora smentito Donald Trump sulle ultime trattative, affermando che non è in programma alcun incontro con Washington e che l'unico dialogo aperto riguarda i colloqui con l'Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz. E sulla questione un accordo potrebbe essere vicino secondo quanto riportano i media iraniani.
Proprio nel tratto marittimo, una nave mercantile è stata colpita da «un proiettile non identificato», come riporta Ukmto, ma non ci sono notizie immediate di feriti o danni. L’episodio sarebbe avvenuto a circa 20 miglia nautiche (37 chilometri) a nord-est della città omanita di Al Khasab.
Intanto il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan hanno discusso degli attacchi Houthi nel Mar Rosso e della nuova alleanza multinazionale a guida saudita per proteggere la navigazione, che il leader di Ankara ha accolto con favore.


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Pezeshkian: "Resto al mio posto, tutte false le voci di mie dimissioni"
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Media iraniani: "Vicino ad accordo con Oman sul traffico marittimo a Hormuz"
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Consigliere di Khamenei avverte gli Usa: "Blocco navale inaccettabile"
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Il presidente dell'Iran, Masoud Pezeshkian, ha dichiarato che il suo Paese difenderà i propri confini, ma non intende ampliare il conflitto, secondo quanto riferito dall'emittente statale IRIB. Intervenendo in una cerimonia pubblica, Pezeshkian ha inoltre affermato che il Paese deve concentrarsi sul rafforzamento interno e sull'unità nazionale. "In queste circostanze, dobbiamo impegnarci a costruire una società nella quale il nemico non possa nutrire ambizioni, non possa infiltrarsi e non possa dividere e distruggere questa comunità", ha sostenuto Pezeshkian, secondo quanto riportato dall'emittente iraniana.
08:43
"Io non rassegnerò le dimissioni e resterò al mio posto per realizzare le mie promesse e servire questa nazione". Lo ha detto in una videointervista, la cui anteprima è stata pubblicata dall'agenzia iraniana Isna, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. "Ho stretto un patto con il popolo e rimarrò fedele a questo patto fino all'ultimo momento - dice ancora - Le voci diffuse negli ultimi giorni riguardo a mie dimissioni o a un mio passo indietro sono del tutto false, fabbricate da chi punta a colpire l'unità nazionale. I problemi del Paese sono molti, ma risolverli richiede coesione e fermezza" ha concluso.
08:29
L'Iran e l'Oman sono vicini a un accordo sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. Secondo un articolo del New York Times che cita funzionari iraniani e americani, l'accordo prevederebbe che le navi in entrata nel Golfo Persico utilizzino una rotta controllata dall'Iran, mentre quelle in uscita dal Golfo navigherebbero su una rotta più vicina all'Oman. Fonti iraniane hanno affermato che l'accordo include "tariffe di servizio" che sarebbero utilizzate per "coprire l'impatto ambientale del traffico marittimo, la sicurezza delle navi e il personale". Secondo le stesse fonti iraniane, i ricavi verrebbero divisi equamente tra Iran e Oman. Un funzionario statunitense ha affermato che la versione iraniana "non è accurata" e ha dichiarato che non tutte le rotte richiederebbero l'approvazione dell'Iran e non includerebbero tariffe di transito.
08:02
I prezzi del petrolio in leggero rialzo. Il Brent , riferimento per l'Europa, è aumentato dell',1,25 per cento a 85,02 dollari al barile. Il Wti, riferimento per gli Usa, è aumentato dello +0,92 per cento a 81,26 dollari al barile.
07:51
Il Kuwait è in trattative con l'Arabia Saudita e altri Paesi del Golfo per la costruzione di un nuovo oleodotto che consenta di esportare greggio senza transitare dallo Stretto di Hormuz, la cui chiusura ha azzerato le esportazioni del Paese. Lo ha annunciato in una intervista all'agenzia di stampa giapponese "Kyodo" il ministro del Petrolio Tariq Sulaiman Al Roumi. Tra le ipotesi allo studio figurano un collegamento attraverso l'Arabia Saudita verso il Mar Rosso o l'Oman e una seconda rotta fino al porto emiratino di Fujairah. Secondo Al Roumi si tratterebbe di un progetto di grandi dimensioni, per il quale è ancora in corso la valutazione della soluzione più efficiente e meno costosa. Il ministro ha inoltre affermato che il ripristino di alcuni depositi petroliferi colpiti dagli attacchi richiederà almeno un anno. Il ministro ha infine condannato gli attacchi missilistici e con droni attribuiti all'Iran contro Kuwait e altri Stati del Golfo, assicurando che le infrastrutture energetiche del Paese sono protette dai sistemi di difesa aerea e che tali capacità saranno ulteriormente potenziate.
07:35
Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei, ha avvertito gli Stati Uniti che Teheran non tollererà il protrarsi del blocco navale contro i propri porti. Se il blocco continuera', ha avvertito il funzionario, navi e forze statunitensi "affronteranno gravi rischi e perdite". Rezaei ha inoltre dichiarato che la Repubblica Islamica "non permetterà mai l'apertura di un secondo corridoio nello Stretto di Hormuz", facendo riferimento ai tentativi statunitensi di garantire il transito marittimo nella zona aggirando i corridoio controllati da Teheran. Gli Stati Uniti hanno ripristinato il blocco dei porti iraniani il mese scorso dopo il fallimento del memorandum d'intesa firmato con Teheran a giugno sul controllo dello Stretto di Hormuz. Secondo il Pentagono, dall'introduzione delle nuove misure le forze statunitensi hanno dirottato almeno 44 imbarcazioni, ne hanno disabilitate due e ne hanno abbordate altre due.
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