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Odissea, Nolan e il cinema di Pasolini come ispirazione: la realtà attraverso lo schermo e l'approccio semi-documentaristico


Christopher Nolan, per creare la sua "Odissea", ha guardato anche al Nordest, in particolar modo a Pier Paolo Pasolini.

A raccontarlo è stato proprio il regista britannico premio Oscar, durante un'intervista rilasciata ad Alberto Angela nel corso della trasmissione "Noos", in onda su Rai 1.

Il film di Pasolini che più ha colpito Nolan - come dichiara lui stesso - è il "Vangelo secondo Matteo", del 1964. Il regista britannico è rimasto affascinato dalla verità e dalla realtà che Pasolini è riuscito a riprendere con la macchina da presa e a portare sullo schermo. Nolan ha calcato le orme del compianto regista per dipingere il suo Ulisse. 

Pasolini come ispirazione

Il cinema di Pier Paolo Pasolini, secondo gli esperti, si caratterizza per diversi elementi: due di questi sono sicuramente il rapporto tra mito e sacro e il fatto che Pasolini volesse rendere il più reale possibile le immagini, i luoghi e le reazioni degli attori che riprendeva. 

Nolan, nella sua "Odissea", ha cercato di fare proprio questo: catturare la realtà e portarla sullo schermo. Infatti, i membri del cast - tra cui anche Tom Holland che interpreta "Telemaco" e Anne Hathaway che, invece, è "Penelope" - hanno raccontato che durante le riprese Nolan desiderava che tutto fosse il più vero possibile. Ad esempio, il Monte Santa Caterina a Favignana, è stato la location per Itaca e il cast, ogni giorno, si è recato a piedi sulla cima. Il regista, infatti, ha voluto che gli attori affrontassero la salita a piedi per immergersi il più possibile nei luoghi dove, poi, si sarebbe sviluppato il film e, soprattutto, nei panni dei personaggi che avrebbero interpretato.

Approccio semi-documentaristico

Inoltre, nei film di Pier Paolo Pasolini viene data grande importanza anche ai paesaggi che, nell'Odissea di Nolan, diventano quasi paragonabili a veri e propri personaggi. 

Il regista premio Oscar si sarebbe rifatto anche all'approccio semi-documentaristico di Pasolini realizzando il suo capolavoro - tutto girato con pellicola Imax - quasi interamente all'aperto.