okayduckyachtclub.xyz

Omicidio alla stazione, Jelenic aveva aggredito altri capitreno. La famiglia di Ambrosio: “Lo ha riconosciuto e ha deciso di colpirlo”


Bologna, 10 settembre 2026 – Spuntano nuovi documenti sul passato di Marin Jelenic, il senzatetto croato 36enne accusato di avere ucciso il capotreno Alessandro Ambrosio, 34 anni, il 5 gennaio scorso. E da quei documenti emerge “un trascorso mostruoso” di Jelenic, come lo definisce Simone Sabattini, avvocato dei genitori di Ambro, oltre che della Cgil, nel procedimento in corso per omicidio aggravato (pm Michele Martorelli). Tra gli episodi che, col senno del poi, fanno rabbrividire, altre aggressioni ai capotreno, in particolare una con un taglierino.

Marin Jelenic,. senzatetto croato, è accusato dell’omicidio di Alessandro Ambrosio

Marin Jelenic,. senzatetto croato, è accusato dell’omicidio di Alessandro Ambrosio

Mancano i filmati dei giorni precedenti l’omicidio

“Sono sicuro, sicurissimo, che Jelenic abbia riconosciuto Ambrosio quel giorno e l’abbia seguito, ma purtroppo non ne abbiamo le prove – sottolinea Sabattini –. Mancano infatti i filmati delle telecamere dei giorni precedenti l’omicidio, altra cosa assurda, inoltre sa che sta andando verso l’area riservata ai dipendenti, dove può ucciderlo. Ma, soprattutto, dai nuovi elementi acquisiti emerge una conflittualità molto forte verso le divise, e verso i capitreno in particolare”.

Jelenic in passato puntò un taglierino contro un controllore

L’avvocato fa riferimento ad alcuni episodi specifici, tra cui una volta in cui puntò un taglierino contro un controllore e un altro, il giorno precedente l’omicidio, in cui litigò con un capotreno e fu fatto scendere da una Freccia, e ancora un altro, pochi giorni prima del delitto, in cui si scontrò col personale in divisa delle Ferrovie. E poi un episodio già emerso, in cui schiaffeggiò un capotreno e gli sputò.

Omicidio alla stazione, Jelenic aveva aggredito altri capitreno. La famiglia di Ambrosio: “Lo ha riconosciuto e ha deciso di colpirlo”

Il papà di Ambro: “Non voglio pensare che sia tutto casuale”

La tesi secondo cui Jelenic ha riconosciuto Ambrosio e per questo ha deciso di ucciderlo è condivisa da Luigi, papà di Ambro: “Ha senso – dice –, non voglio pensare che sia tutto casuale, non credo all’atto di un folle che colpisce una persona a caso senza un motivo”.

I precedenti collezionati anche in Austria e Germania

Dai fatti contro il personale in divisa delle ferrovie fino alle tante volte in cui il 36enne è stato fermato, sempre con un coltello. E poi precedenti ’collezionati’ in Austria e in Germania. Se a questo si aggiunge che su di lui gravava un decreto di espulsione del prefetto di Milano (Jelenic avrebbe dovuto lasciare l’Italia il 3 gennaio, due giorni prima del delitto), “è davvero inspiegabile come questa persona potesse essere ancora libera, in giro tranquillo e indisturbato”.

Fermato 7 o 8 volte con un coltello: “Una persona pericolosa”

Tra le nuove notizie emerse sul passato del senzatetto, risulta che in Italia sia stato fermato sette o otto volte e sempre trovato armato di un coltello. “Ogni volta, naturalmente, gli è stato sequestrato e ogni volta ne ha recuperato un altro. Una persona pericolosa, come evidente”, le parole di Sabattini.

"Si sentiva intoccabile, immune alla legge, ma se l’avessero fermato...”

“Si sentiva intoccabile – commenta Luigi Ambrosio, nella voce una grande tristezza –, pensava di essere immune alla legge, a tutto. Se invece l’avessero fermato quando si era ancora in tempo...Adesso, deve starci tutta la vita in prigione”. Per l’avvocato Sabattini, non sono stati indagati fino in fondo gli eventuali contatti che c’erano stati tra Jelenic e Ambrosio. Il movente, intanto, resta oscuro. Jelenic continua a negare di essere stato lì, sostiene di non essere lui quello ripreso nei video delle telecamere e di essere vittima di una congiura, mentre il suo passato restituisce un quadro di depressione maggiore, di alcol e tossicodipendenza e vicinanza ai gruppi di estrema destra. “Vorrei che venisse fuori il movente, lo vorrei davvero, per i genitori di Ambrosio – sottolinea Sabattini –, meritano di avere risposte”. Prossima udienza in Corte d’Assise il 23 settembre, dove sarà sentito uno dei capitreno aggrediti, oltre che si darà conto dell’esito della perizia psichiatrica su Jelenic.