Mercoledì le città con la massima allerta risaliranno a venti. Copernicus annuncia che i mesi di giugno e luglio sono stati i più caldi mai registrati in Europa occidentale, con siccità prolungata e incendi estremi. Record anche per la temperatura superficiale dei mari, compreso il Mediterraneo, con danni agli ecosistemi costieri. I modelli di Nature indicano fino a 4 ore di caldo estremo in più al giorno entro la fine del secolo in caso di elevate emissioni di gas serra
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Si allarga di ora in ora l'allerta siccità nel Regno Unito, sullo sfondo della quinta ondata di caldo estremo da maggio (la terza da luglio) nell'isola: alle prese - come altri Paesi d'Europa - con fenomeni protratti di carenza di piogge e temperature sopra quota 30 gradi pressoché inediti per durata e intensità a queste latitudini. Stando a un ultimo aggiornamento, l'emergenza è tornata a coinvolgere oltre i due terzi dell'Inghilterra, nazione in cui vive circa l'80% della popolazione totale del Regno, oltre all'intero Galles. In entrambi i territori si segnalano inoltre nuovi incendi alimentati dal clima secco: il più grave delle ultime ore è dilagato nella riserva naturale di New Forest, nella contea inglese meridionale dell'Hampshire, dove le fiamme hanno già investito decine e decine di ettari bosco e dove circa 100 vigili del fuoco sono al lavoro per cercare di circoscriverle.
07:17
La siccità europea del periodo 2015-18 è già costata circa 439 miliardi di euro, ma con un clima più caldo le cose possono peggiorare. Un paper guidato da ricercatori della Fondazione Cmcc e Politecnico di Milano quantifica l’impatto della siccità prolungata sull’economia europea e avverte che i costi cresceranno rapidamente con il riscaldamento del pianeta. Lo studio ricorda che le stime ufficiali dei danni da eventi estremi (738 miliardi di euro nel periodo 1980/2023, con 208 miliardi solo nel quadriennio 2021-24) sottostimano in modo sostanziale il costo economico reale della siccità se non prendono in considerazione anche gli anni successivi all’evento meteoclimatico. Per quanto riguarda l’Italia, l’evento siccitoso del 2015-2018 è associato a una perdita di 1,45 punti percentuali di crescita del Pil per abitante (circa 24,3 miliardi di euro) e a 330.000 posti di lavoro in meno. In un mondo con 2 °C di riscaldamento le perdite salirebbero a 3,99 punti percentuali (circa 74 miliardi di euro) e a circa 960.000 posti di lavoro. Concentrandosi sull’analisi di eventi siccitosi, la ricerca analizza per la prima volta l’impatto economico complessivo della siccità ed evidenzia le ripercussioni economiche sul medio e lungo periodo per diversi settori portando alla luce dati e informazioni finora inediti. Un singolo evento siccitoso influisce immediatamente sul PIL pro capite, ma le perdite maggiori si accumulano nei sei anni successivi, arrivando a circa 1 punto percentuale di crescita cumulata perduta: una cifra assai maggiore dell’impatto del primo anno. La siccità del 2015–2018 è già costata all’Europa una cifra stimata intorno ai 439 miliardi di euro. Si è trattato di un evento pluriennale, tra i più severi degli ultimi secoli, che ha ridotto la crescita del PIL per abitante di 2,72 punti percentuali in Ue-27 e Regno Unito, ha prodotto un calo degli investimenti di oltre il 12% ed è associato a circa 5,8 milioni di posti di lavoro in meno. La stessa siccità costerebbe quasi il doppio in un mondo più caldo: 5,21 punti percentuali di Pil, circa 760 miliardi di euro e circa 10,8 milioni di posti di lavoro coinvolti. Queste le stime di un evento simile a quello 2015-2018 in uno scenario che prefigura la temperatura media del pianeta a +2°C rispetto alla fine dell’Ottocento.
07:16
La Protezione Civile Regionale siciliana ha diffuso un avviso relativo al rischio di incendi e ondate di calore, valido fino alla mezzanotte di oggi. A Palermo, per quanto riguarda il rischio incendi, il livello è di preallerta (arancione), pericolosità "media". Temperatura massima percepita 36 gradi centigradi (livello rosso).