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Ondata di caldo senza fine, valori estremi mai visti  - L'Unione Sarda.it


L’emergenza

20 luglio 2026 alle 01:48

Nell’Isola picchi fino a 47 gradi per una settimana, venerdì scorso la temperatura record per Cagliari: 45,2 

La Sardegna sta affrontando l’inferno, e la settimana che si è appena chiusa è già nella storia della meteorologia come la più bollente di sempre. Temperature diffuse oltre i 45 gradi, picchi oltre i 47 (a Ollastra, Muravera e Orani), e anche Cagliari registra il suo record assoluto con 45,2 gradi toccati venerdì scorso, stracciando così il precedente culmine di 44,6 gradi del 24 luglio 2023 e, tornando indietro nel tempo, quello del luglio del 1983 (43,6) e, sempre a luglio, del 1978 (40,2).

Il caldo estremo sta mietendo vittime ogni giorno (ieri un altro decesso a Teulada), pressando il sistema sanitario, contribuendo ad alimentare ed estendere gli incendi – con un sovraccarico di lavoro per le forze sul campo –, mettendo in ginocchio agricoltori e allevatori, incidendo parecchio sui costi sostenuti da famiglie e imprese per combatterlo (Confesercenti stima a livello nazionale tra i 6 e i 12 miliardi di euro annui), mandando quotidianamente in tilt la rete elettrica e i servizi pubblici.

L’esperto

«Caldo intenso e prolungato, l’ondata di calore che ha interessato la Sardegna ha senza dubbio superato più di un record», sottolinea il meteorologo Alessandro Gallo, «non solo per quanto riguarda le temperature al suolo: noi andiamo a rilevare anche quello che succede in quota e in quarant’anni che svolgo questa professione non ho mai visto valori del genere».

Su Cagliari, «il 17 luglio scorso, con 45,2 gradi osservati nella stazione meteo di Elmas, abbiamo superato le temperature più elevate di tre anni fa e quelle registrate nell’atlante climatico dell’83 e del ‘78. Inoltre, ai dati possiamo aggiungere anche quello che riguarda la superficie del mare: 28/29 gradi».

Gli eventi estremi

Prosegue l’esperto: «Chiaramente, a livello globale, gli eventi meteo estremi – alluvioni, siccità prolungata, lunghe e intense settimane di grande caldo – si dimostrano catastrofici in termini di vite umane ed economici. Oggi la situazione è decisamente senza precedenti, le estati caratterizzate dall’anticiclone delle Azzorre sono ormai nel cassetto dei ricordi, il subtropicale africano detta legge sul Mediterraneo e su gran parte dell’Europa, e la Sardegna, al centro del Mediterraneo, è esposta alle lunghe estensioni dell’aria calda dal continente africano come del resto lo è per l’innesco dei cicloni similtropicali comunemente noti come Medicane e/o eventi estremi come la tempesta Harry del 20 gennaio 2026».

La tragedia

Il caldo ha fatto un altro morto ieri pomeriggio a Teulada. Un 72enne di Santadi, Gervaso Orioni, è stato trovato senza vita dai carabinieri, nella sua auto parcheggiata al Belvedere, lungo la provinciale 70. Vano l’arrivo dell’ambulanza e la richiesta di intervento dell’elisoccorso. Con ogni probabilità si è sentito male ma non è riuscito a chiedere aiuto, e un arresto cardiaco gli è stato fatale.

La sanità

«Tutto il sistema sanitario è in condizioni critiche», sottolinea Federico Contu, segretario regionale della Fimmg, «il caldo riacutizza determinati quadri clinici, soprattutto fra gli anziani, e provoca disidratazione. Inoltre, incide molto sulla sfera psichiatrica e causa delirium. Per noi medici, che ovviamente raccomandiamo ai pazienti di stare a casa al fresco, aumenta il carico di lavoro con le telefonate e le visite a domicilio. Anche gli ospedali e i Pronto soccorso sono sotto pressione, e la carenza di guardie turistiche porta anche la popolazione ospite a riversarsi lì».

Il comparto agricolo

Allarme da parte delle aziende agricole, e tra i settori già colpiti c’è l’apicoltura. «Chiediamo alla Regione di mantenere alta l’attenzione sul comparto, siamo quotidianamente in contatto con i nostri apicoltori, e le prime segnalazioni sono preoccupanti», dice il presidente di Coldiretti Cagliari Giorgio Demurtas. «Questo è il momento in cui bisogna prevenire, ricordiamo il 2023, e vogliamo fare tutto il possibile affinché una situazione simile non si ripeta. Le api sono un patrimonio indispensabile per l’agricoltura, l’ambiente e la biodiversità».

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