Nel 2025 nella sola provincia di Napoli le auto e le moto con targa polacca hanno causato 5.364 incidenti, più della metà di tutti quelli provocati in Italia da mezzi immatricolati in Polonia. In 2.263 casi, quasi la metà del totale, il veicolo non era assicurato e il conto milionario dei risarcimenti è arrivato al PBUK, un ente polacco che gestisce i danni causati da mezzi non assicurati. Ora questo ente ha iniziato a chiedere indietro i soldi con azioni legali che rischiano di arrivare fino ai conducenti.
Questo problema interessa soprattutto la provincia di Napoli, dove da alcuni anni hanno iniziato a circolare migliaia di auto e moto con targa polacca, uno stratagemma usato per pagare meno l’assicurazione. Secondo i dati forniti al Post dall’ACI, soltanto nel 2025 in provincia di Napoli sono state iscritte al registro nazionale dei veicoli esteri (REVE) 14.066 targhe, quasi tutte polacche.
Il meccanismo lo avevamo spiegato in questo articolo. In breve, chi vuole risparmiare si rivolge a un’agenzia che si occupa di tutto: il veicolo va cancellato dal pubblico registro italiano, portato in Polonia per essere reimmatricolato, venduto alla stessa agenzia che poi lo restituisce al legittimo proprietario con un contratto di noleggio a lungo termine.
Questo passaggio serve ad aggirare una legge italiana del 2022, che vieta a chi risiede in Italia di guidare un’auto di proprietà estera senza immatricolarla in Italia. Per essere in regola basta tenere a bordo il contratto con la data di scadenza del noleggio.
Tutta questa procedura permette di fare un’assicurazione polacca, molto meno costosa rispetto alle duemila euro che si possono spendere all’anno per assicurare una moto in provincia di Napoli. Il conducente riceve una carta verde, il certificato che attesta la copertura assicurativa quando si guida all’estero.
Spesso però queste pratiche, che secondo la legge sarebbero legittime, vengono gestite in modo illegale per accorciare i tempi e limitare i costi: le auto non vengono inviate in Polonia, da dove vengono spedite solo le targhe con la complicità di funzionari polacchi. Sempre per risparmiare, spesso dietro al certificato assicurativo non c’è una vera RC Auto, la polizza obbligatoria che copre i danni a persone e cose. Il documento sembra in regola, ma la copertura assicurativa non c’è e capita spesso che le persone lo vengano a sapere soltanto dopo un incidente.
Quando il veicolo non è assicurato ma la targa corrisponde a un’immatricolazione reale, l’UCI (L’Ufficio centrale italiano che gestisce in Italia i risarcimenti degli incidenti causati da veicoli immatricolati all’estero) paga comunque chi ha subito il danno e poi si rivale sull’ente polacco, il PBUK.
Negli ultimi anni il PBUK ha visto aumentare in modo significativo il conto di questi risarcimenti, arrivati nel 2025 a quasi 5 milioni di euro, che ora rivuole indietro. Da alcune settimane, da quando cioè anche il governo polacco si è accorto del trucco delle targhe, l’ente ha avviato azioni legali per riavere i soldi pagati per gli incidenti avvenuti in Italia. Al Post risulta che finora sia stato avviato circa un centinaio di cause nei confronti delle agenzie o direttamente di chi guidava i mezzi coinvolti. Altre inizieranno nelle prossime settimane.
Il destinatario dell’azione legale dipende dal contratto di noleggio a lungo termine: in alcuni casi la responsabilità rimane a carico delle agenzie, in altri tutte le responsabilità ricadono su chi ha preso l’auto o la moto a noleggio.
Stefano Scavo, presidente dell’UCI, dice che è molto importante informare le persone dei rischi a cui vanno incontro rivolgendosi a queste agenzie, soprattutto quelle che promettono di far avere una targa polacca senza mandare il veicolo in Polonia. L’UCI a questo proposito ha presentato un esposto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) per segnalare la poca trasparenza sull’obbligo di ispezione del veicolo in Polonia.
A settembre è in programma un incontro tra l’UCI, il PBUK polacco, Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza per studiare altre possibili contromisure. «L’obiettivo è migliorare il flusso di informazioni durante i controlli, per fare in modo che le anomalie vengano segnalate più tempestivamente anche alle autorità polacche», dice Scavo. Nel frattempo negli ultimi giorni, a Napoli, la Polizia locale ha avviato controlli specifici sui mezzi con targa polacca, per scoprire quanti non sono assicurati o non hanno fatto la revisione obbligatoria.