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Ordinanza caldo, le lacune: "Tutele per i cantieri edili. Ma turismo dimenticato"


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La Cgil denuncia condizioni estreme nelle cucine di hotel, ristoranti e pizzerie "Anche i bagnini a rischio, serve un tavolo per definire norme per il comparto".

In alcune pizzerie condizioni estreme di lavoro davanti ai forni

In alcune pizzerie condizioni estreme di lavoro davanti ai forni

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"Dalle cucine degli hotel e dei ristoranti ai forni delle pizzerie", a lanciare l’allarme sulle condizioni dei lavoratori è la Filcams Cgil che denuncia condizioni estreme, ambienti surriscaldati, spesso privi di sistemi di climatizzazione. In un’estate già rovente il sindacato lancia un appello perché vengano tutelati i dipendenti di alcuni settori a rischio. "Dai camerieri che macinano chilometri per servire i tavoli, ai baristi e animatori nelle spiagge. Dietro quel fritto misto in riva al mare c’è una fatica estrema che le istituzioni non possono ignorare", punta il dito Filcams Cgil che evidenzia "la totale esclusione dalle tutele dell’ordinanza calore dell’Emilia Romagna".

"Dietro la cartolina splendida delle vacanze al mare, c’è il lavoro invisibile, faticoso e spesso rischioso di migliaia di persone", nell’ambito della campagna ’Non c’è turismo senza di noi’ il sindacato accende i riflettori con forza sulle critiche condizioni di lavoro che colpiscono i professionisti del settore turistico sui nostri lidi. "Ridotti allo stremo da temperature record e turni massacranti. Abbiamo presidiato le spiagge dei Lidi, nell’ambito del SalvaTour, proprio per incontrare i marinai di salvataggio a cui abbiamo distribuito materiale informativo sui diritti contrattuali, raccogliendo testimonianze allarmanti. L’ordinanza balneare impone il servizio di salvamento continuativo dalle 9,30 alle 18,30. Invece di assumere più personale che garantisca la sicurezza ai bagnanti e pause adeguate ai marinai di salvataggio, attraverso la deroga delle ’torrette alternate’ nella pausa pranzo, si risparmia sull’organico. Così, nelle ore di massimo picco di calore, un marinaio di salvataggio è costretto a vigilare da solo su 300 metri di costa anziché 150, in condizioni climatiche torride. Questi lavoratori affrontano turni estenuanti sotto il sole cocente con una pausa pranzo ridotta a soli 30 minuti, un tempo del tutto insufficiente per garantire il recupero psicofisico e la reidratazione. A questo si aggiungono postazioni di salvataggio prive di adeguate schermature solari e scale a norma e ’mosconi’ pesanti, obsoleti, che rischiano di rallentare i soccorsi in mare raddoppiando lo sforzo di chi deve intervenire quando ogni secondo è vitale. L’ordinanza calore della Regione impone lo stop alle attività nei cantieri edili, nei settori agricolo, florovivaistico e nei piazzali della logistica nelle ore più calde. Da questa tutela è escluso l’intero comparto del turismo. Il rischio da calore non colpisce solo chi opera in torretta in mezzo alla spiaggia e in mare. È un’emergenza che riguarda i bagnini di terra che trasportano i lettini sotto gli ombrelloni, chi lavora nelle cucine degli hotel, dei ristoranti, davanti alle griglie. Chiediamo che nei prossimi mesi, prima della prossima stagione estiva, si apra un tavolo con istituzioni, organismi di vigilanza e le parti sociali per ridefinire le tutele del lavoro turistico balneare".

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