
L’indagine ha riguardato i territori più esposti allo scalo rispetto ad aree lontane Il rumore continua a essere il principale elemento di disturbo per i residenti

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Orio al Serio (Bergamo), 1 agosto 2026 – Nessun aumento dei rischi sanitari nei territori più esposti allo scalo rispetto alle aree più lontane: i dati su mortalità, ricoveri, consumi di farmaci e qualità dell’aria confermano un quadro sostanzialmente sovrapponibile a quello dell’indagine del 2015.
Resta l’attenzione sull’impatto acustico: il rumore dell’attività aeroportuale continua a rappresentare il principale elemento di disturbo per i residenti. Sono queste, in estrema sintesi, le conclusioni dello studio epidemiologico sullo stato di salute dei residenti nell’area attorno all’aeroporto di Orio al Serio, realizzato da Ats Bergamo in collaborazione con l’università di Milano-Bicocca e commissionato da Sacbo, la società di gestione dello scalo bergamasco.
La ricerca ha integrato analisi epidemiologiche, dati ambientali e un questionario rivolto agli abitanti. E il risultato documenta che non c’è stato nessun aumento dei rischi per la salute. L’iter si è snodato in quattro fasi: prima il vaglio della letteratura e la definizione di uno studio basato sui dati di mortalità, ricoveri e consumi di farmaci, poi l’acquisizione di dati ambientali e l’analisi sugli inquinanti, quindi l’indagine trasversale attraverso un campione e un questionario, infine la lettura integrata dei dati.
L’ultimo miglio della procedura comprendeva infatti anche un sondaggio, volontario ma anonimo, tra i residenti nei quartieri sud della città di Bergamo e nei 16 Comuni maggiormente interessati dalle rotte degli aerei. A chi rientrava entro determinati requisiti è stato poi proposto di recarsi in una farmacia per sottoporsi alla misurazione della pressione arteriosa e a una breve intervista sullo stato di salute e sulle caratteristiche della propria abitazione. Una mole di informazioni che ha contribuito a ricavare una fotografia più dettagliata.
“Il lavoro redatto da Ats – sottolinea Giovanni Sanga, presidente di Sacbo – rende in modo evidente un quadro confortante, escludendo l’esistenza di un caso aeroporto, ovvero una incidenza dell’attività aeroportuale sulle patologie monitorate e oggetto di massima attenzione”. Resta, come detto, il nodo del rumore. I Comuni dell’area aeroportuale e la Provincia di Bergamo hanno chiesto che sulla questione venga fatto di più: “Dal 2015 nulla è cambiato su questo fronte, servono interventi concreti e mirati. Se aumentano i movimenti, le mitigazioni non paiono sufficienti a diminuire le problematiche”.
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