Alla soglia dei 40 anni, la quotidianità di Oscar Pistorius è ormai lontana dai riflettori che un tempo lo acclamavano come icona dello sport mondiale. Dopo aver scontato nove anni di carcere per l'omicidio volontario della fidanzata Reeva Steenkamp, avvenuto nella notte di San Valentino del 2013, l'ex atleta paralimpico si trova da gennaio 2024 in regime di libertà vigilata. Il reinserimento nella società lo mantiene al riparo dai media e sotto il controllo dalle autorità giudiziarie.
Pistorius risiede a Waterkloof, sobborgo benestante di Pretoria, in Sudafrica, all'interno della blindatissima proprietà dello zio Arnold, noto imprenditore locale che gli garantisce una rete di protezione e videosorveglianza. L'ex atleta deve però seguire le regole previste dalla legge che resteranno in vigore fino al 2029, anno in cui la pena sarà ufficialmente estinta.
Fino ad allora, Pistorius non può concedere interviste o rilasciare dichiarazioni alla stampa, deve sottoporsi a controlli periodici da parte delle autorità di sorveglianza, è obbligato a seguire programmi di rieducazione e sessioni terapeutiche per la gestione della rabbia e ha l'obbligo di rispettare orari di rientro e limitazioni negli spostamenti.
Lontano dalla vita pubblica, la routine dell'ex velocista, che fu il primo atleta paralimpico a gareggiare con i normodotati alle Olimpiadi di Londra 2012, si svolge nell'ombra. Secondo quanto riporta il Daily Mail, Pistorius ha trovato impiego presso un'azienda di ingegneria del suono e frequenta regolarmente una chiesa locale, dove partecipa alle attività di volontariato e alle funzioni religiose insieme a una nuova compagna, Rita Greyling. Su quest'ultima, molte sono state le critiche anche da parte della famiglia dell'ex compagna, poiché sarebbe troppo simile alla donna uccisa.
Nonostante l'allontanamento definitivo dall'atletica professionistica, l'attività fisica rimane parte delle sue giornate: si allena nella palestra privata all'interno della villa dello zio, gioca a padel e si prepara per competizioni amatoriali di triathlon a lunga distanza come l'Ironman 70.3.
Chi lo incontra per le strade del quartiere mentre passeggia con il suo cane lo descrive come una figura dimessa, che indossa sempre pantaloni lunghi per coprire le protesi e cerca di passare del tutto inosservato.Andrea Giannini, ex astista italiano e suo allenatore tra il 2009 e il 2011, al Corriere della Sera ha ricordato il periodo passato al fianco dell'atleta. Giannini, pur mantenendo le distanze dopo il delitto («Non lo sento dal Natale 2012, l'ultimo messaggio»), si è detto sorpreso nell'apprendere che Pistorius continui ad allenarsi: «Sapere che ha ancora questo fuoco dentro per lo sport mi fa molto felice. Era un professionista esemplare, credeva davvero di poter competere ad alto livello con gli atleti normodotati».
Il tecnico ha poi sottolineato il contrasto tra il ragazzo che conosceva e il crimine commesso: «Una persona sensibile, educata e gentile. Un uomo di spessore, che stride totalmente con il delitto commesso. La notizia è stata uno choc. Avrei voglia di sentirlo? Non ci ho neanche provato: mi sono tenuto in disparte, ma sì, mi farebbe piacere».
Il delitto commesso da Pistorius resta uno dei casi di cronaca nera più discussi. La notte del 14 febbraio 2013, l'atleta esplose quattro colpi di pistola attraverso la porta chiusa del bagno della sua abitazione, uccidendo la modella e compagna Reeva Steenkamp. La difesa dell'ex campione, sostenuta anche nel corso dei vari gradi di giudizio, ha sempre parlato di un errore, scambiando la donna per un ladro, versione che non ha evitato la condanna.
Dopo un primo verdetto per omicidio colposo a 5 anni di reclusione, la Corte Suprema d'Appello sudafricana ha riqualificato il reato in omicidio volontario, fissando la pena definitiva a 13 anni e 5 mesi di carcere. Per la giustizia sudafricana il percorso di reinserimento è iniziato con la misura alternativa della libertà condizionata. Ma per l'opinione pubblica il nome di Pistorius è passato dall'essere un simbolo di forza e resilienza ad essere per sempre legato alla tragedia che ha stroncato la vita di Reeva Steenkamp.
© RIPRODUZIONE RISERVATA