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Ospedale di Giugliano, aggredita un’infermiera: «Vogliamo il drappello»


È stata aggredita mentre cercava di prestare soccorso a una paziente arrivata in ospedale in condizioni di emergenza. Ancora violenza al San Giuliano di Giugliano, dove nella notte tra sabato e domenica un’infermiera del pronto soccorso è stata colpita con schiaffi e pugni da una donna di 53 anni, figlia dell’anziana che in quel momento aveva bisogno di cure. Un episodio che riporta nuovamente al centro il problema della sicurezza all’interno del presidio ospedaliero giuglianese e che arriva a solo cinque giorni di distanza da un’altra aggressione, questa volta nel reparto di Medicina. Non solo. L’episodio rappresenta la dodicesima aggressione registrata dall’inizio del 2026 nelle strutture dell’Asl Napoli 2 Nord. Il totale sale a 27 casi considerando anche quelli avvenuti nell’Asl Napoli 1 Centro.

«Ti devi muovere»: infermiera aggredita mentre soccorre una paziente. Arrestata una 54enne

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, l’episodio si è verificato intorno alle 23. L’infermiera, mentre cercava di occuparsi della donna, sarebbe stata aggredita alle spalle. La figlia dell’anziana, una 53enne residente a Castel Volturno, l’avrebbe colpita con schiaffi e pugni. L’infermiera ha riportato lesioni giudicate guaribili in cinque giorni. Ma è lo shock che non passerà in poco tempo. Sul posto sono arrivati i militari dell’arma che hanno arrestato in flagranza la 53enne, finita agli arresti domiciliari. Un’aggressione che riaccende una questione che al San Giuliano si trascina da tempo: quella della sicurezza dei sanitari. E soprattutto della necessità di garantire una presenza costante delle forze dell’ordine all’interno di un presidio che serve un bacino di utenza molto ampio.

Il drappello  

Il San Giuliano, infatti, non ha mai avuto un vero drappello di polizia. Attualmente c’è un solo agente che presidia la struttura per un turno di servizio, nelle ore diurne. Una presenza che, nei fatti, non copre le fasce orarie più delicate. E quello della scorsa notte è soltanto l’ultima di una serie di episodi che hanno visto il personale del San Giuliano finire nel mirino di pazienti o familiari. Solo pochi giorni fa, nel reparto di Medicina, la tensione era esplosa dopo la comunicazione del decesso di una paziente. Alcuni familiari avevano forzato la porta blindata di accesso al reparto, entrando nella stanza. Tra loro anche un infermiere in servizio presso l’Asl Napoli 1 che avrebbe tentato di effettuare manovre di rianimazione sulla donna, nonostante fosse già stata constatata la morte, inveendo contro il personale. Due donne, invece, avrebbero rivolto minacce e intimidazioni agli infermieri. Due episodi ravvicinati che restituiscono la dimensione di un problema ormai strutturale.

Le criticità 

Al San Giuliano il personale sanitario lavora quotidianamente sotto pressione, alle prese con un afflusso costante di pazienti e familiari e con spazi che non consentono di gestire in sicurezza le situazioni di emergenza. Le condizioni strutturali del presidio non aiutano. Nell’area antistante il pronto soccorso manca un vero spazio di attesa per i familiari, mentre il triage si trova in un ambiente ristretto. Una situazione che aumenta inevitabilmente la pressione su chi lavora e su chi attende. Il San Giuliano è un punto di riferimento non soltanto per Giugliano, ma anche per Villaricca, Marano, Mugnano, Qualiano, Melito e Calvizzano. Una platea vastissima che si traduce in un flusso quotidiano significativo. E quando la tensione sale, gli operatori diventano spesso il bersaglio più immediato della rabbia di chi attende risposte, cure o prestazioni. «La violenza che ha colpito l’infermiera è un attacco intollerabile al cuore stesso del nostro sistema di cura», afferma la direttrice generale dell’Asl Napoli 2 Nord Monica Vanni. La direzione strategica, assicura Vanni, «non lascerà nessuno solo di fronte a questa deriva» e intende perseguire «in tutte le sedi competenti i responsabili di questi atti ignobili».

L’azienda, aggiunge, sta mettendo in campo «ogni misura utile e necessaria, in stretta sinergia con le autorità, per rafforzare ulteriormente i livelli di sicurezza nei nostri presidi e garantire un ambiente di lavoro protetto». Per il consigliere regionale Giovanni Porcelli «questo ennesimo inaccettabile episodio dimostra quanto sia urgente affrontare una volta per tutte il tema delle condizioni in cui opera il personale. Bisogna accelerare sul progetto del nuovo ospedale di Giugliano. Non è più il momento di indugiare». Per i sindacati la richiesta è di «una salvaguardia dell'incolumità fisica e della dignità di chi lavora al servizio dei cittadini» dice Ciro Iovene della Cisl Fp. Per un ospedale che serve migliaia di cittadini, un solo agente impegnato in un unico turno non appare sufficiente a garantire una copertura continuativa. La richiesta di un drappello di polizia è tornata ciclicamente all’attenzione delle istituzioni senza mai giungere a una vera soluzione.