Non solo Ceferin per la possibile successione di Infantino: ci sono anche Victor Montagliani e Lise Klaveness

Db Monaco di Baviera (Germania) 31/05/2025 - finale Champions League / Paris Saint Germain-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Aleksander Ceferin
Gianni Infantino potrebbe star vivendo gli ultimi mesi come capo della Fifa. La corsa alla sua sostituzione è già partita e sarebbero tre i possibili candidati in grado di detronizzarlo. Sono tre i possibili successori; in primis c’è Ceferin, attuale numero uno della Uefa, colui che rappresenta maggiormente l’alternativa a Gianni Infantino.
Diplomazia e mediazione sono le sue armi grazie alle quali è riuscito a tenere compatto il blocco europeo anche nei momenti più difficili. Nel congresso di Astana ha già annunciato di non volersi ricandidare, una mossa che, spiega il Corriere della Sera, potrebbe essere dettata dall’assalto alla Fifa. Per molti è il candidato naturale.
Victor Montagliani, canadese, è il presidente della Concacaf e sarebbe una candidatura capace di tenere insieme interessi spesso contrapposti. Manager pragmatico, considerato un mediatore più che un uomo di rottura, ha dalla sua il successo del Mondiale americano.
Decisamente radicale è Lise Klaveness, ex calciatrice, oggi numero uno della federazione norvegese, da tempo è la voce più critica verso la deriva commerciale del pallone internazionale. Diritti umani, trasparenza, inclusione: la sua eventuale candidatura è sostenuta anche dall’ex presidente Sepp Blatter.

Il numero uno della Federcalcio mondiale sta perdendo consensi a iosa dopo l’idea – cancellata – di privatizzare e cedere a fondi privati i diritti commerciali della Coppa del Mondo. La fiducia della Uefa e delle 55 federazioni ad essa collegate è ormai evaporata ma Infantino non vuole certo arrendersi, anzi.
Sebbene anche il direttore Fifa Arsene Wenger e soprattutto il segretario generale Mattias Grafstrom, che in una comunicazione ai dipendenti della federazione ha definito gli ultimi eventi ‘difficili da comprendere e da accettare’, si sono allontanati prendendo le distanze da Infantino, da Zurigo l’attuale capo del calcio mondiale non ha intenzione di farsi da parte.
Per eleggere il presidente della Fifa sono necessari 106 voti; Uefa e Concacaf puntano al cambio, Afc e Caf – rispettivamente Federazione africana ed asiatica – sono storiche roccaforti di Infantino ma stanno emergendo crepe legate alle polemiche sulla gestione dei fondi e sulla privatizzazione dei Mondiali.
La situazione di Infantino, come spiega il Telegraph, interessa anche a Donald Trump che vede nel numero uno della Fifa un alleato strategico.