10 agosto 2026, 07:47
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TORINO - Dove eravamo rimasti? Al Mondiale, che il ragazzo ha giocato piuttosto bene con la Colombia, e a quella clausola rescissoria da 28 milioni che è scaduta il 15 luglio scorso. A quello e a molto altro ancora, vale a dire ai continui chiacchiericci tra i dirigenti del Bologna e quelli della Juventus, determinati a portare a Torino quel Jhon Lucumì che tanto piace a Luciano Spalletti. Perché non si poteva rimanere fermi a quelle posizioni, visto che il prescelto è lui e visto che a lui la Juventus vuole arrivare. Anzi, il gradimento è reciproco, tanto che a Torino erano piuttosto tranquilli nonostante il rischio che la vetrina mondiale avrebbe potuto rappresentare, nel caso in cui un club di Premier League fosse rimasto colpito dalla performance del colombiano e si fosse presentato a Bologna con il contante per pagare la clausola rescissoria.
Rischio concreto che però non si è verificato e che comunque i dirigenti bianconeri avevano cercato di sminare preventivamente raggiungendo un accordo con l’entourage del calciatore. Definito, comunque, nei giorni scorsi sulla base di un quadriennale a 2,5 milioni di euro netti a stagione, con reciproca soddisfazione. Il Bologna sa bene di questa preferenza di Lucumi, sa bene che il colombiano andrà a scadenza nel giugno prossimo e non ha ovviamente intenzione di perderlo a parametro zero, ma neppure vuole scendere troppo dalla fatidica cifra di 28 milioni fissati nella famosa clausola. Ora, per semplificare i termini, il delta tra domanda e offerta è tra i 4/5 milioni: 25 la richiesta degli emiliani, 18 più 3 di bonus la proposta dei bianconeri.
È vero che Giovanni Carnevali e Riky Massara hanno provato ancora a inserire degli elementi come contropartite tecniche - Miretti e soprattutto Cabal - ma ancora una volta, come già durante i giorni di fine giugno quando ci furono i primi approcci, da Casteldebole hanno risposto che non avrebbero preso in considerazione altro che non fossero pagamenti cash. Perché loro quei soldi li vogliono reinvestire su un sostituto e su giovani di prospettiva: una liquidità fondamentale per il mercato. Poi sì, Cabal: a Sartori piace da tempi non sospetti e però vorrebbe assicurarselo in prestito con diritto di riscatto, una formula che la Juventus preferirebbe trasformare in obbligo. A maggior ragione, così, resta ampiamente fuori dai radar l’ipotesi (circolata ieri) di inserire Teun Koopmeiners nell’affare che porta a Lucumì, tanto più che l’ingaggio dell’olandese (4,5 milioni netti) è ampiamente fuori dai parametri massimi del Bologna, senza tralasciare il fatto che Teun ambirebbe al palcoscenico della Premier. Al di là delle suggestioni, così, la realtà più prosaica racconta di continui “parlottamenti” tra le parti per cercare di limare le distanze economiche che ancora dividono i due club. I buoni rapporti e l’intenzione di assecondare di desideri di Lucumì da parte del Bologna fanno propendere per la possibilità di un accordo in tempi neppure troppo dilatati.
Molto probabile che la Juve si spinga a raggiungere la quota fissa di 20 milioni mantenendo i bonus di facile raggiungimento in modo da avvicinarsi alle richieste della controparte. Con l’arrivo di Lucumì, così, Luciano Spalletti potrà disporre del difensore di piede sinistro che desidera da tempo: deciso in marcatura e rapido nella chiusura laterale degli spazi (utile come il pane per una squadra che voglia stare con la “difesa alta”), ma anche abile in fase di appoggio con la capacità di verticalizzare e di salire palla al piede e non è per caso che nel Bologna si sia esibito anche in mediana. E, poi, c’è l’aspetto tutt’altro che secondario: quello caratteriale. Spalletti l’ha notato più volte e ne ha ottenuto conferma “in diretta” nella sfida interna contro il Bologna, quando Lucumì ha esortato Conceicao a gesti affinché lo puntasse e provasse a saltarlo. Un atteggiamento che Spalletti ha stigmatizzato pubblicamente per ragioni di ovvia convenienza partigiana, ma che gli è piaciuto assai per il tipo di carattere che sottostà a un comportamento del genere. E, adesso, alla sua Juve serve gente così.
TORINO - Dove eravamo rimasti? Al Mondiale, che il ragazzo ha giocato piuttosto bene con la Colombia, e a quella clausola rescissoria da 28 milioni che è scaduta il 15 luglio scorso. A quello e a molto altro ancora, vale a dire ai continui chiacchiericci tra i dirigenti del Bologna e quelli della Juventus, determinati a portare a Torino quel Jhon Lucumì che tanto piace a Luciano Spalletti. Perché non si poteva rimanere fermi a quelle posizioni, visto che il prescelto è lui e visto che a lui la Juventus vuole arrivare. Anzi, il gradimento è reciproco, tanto che a Torino erano piuttosto tranquilli nonostante il rischio che la vetrina mondiale avrebbe potuto rappresentare, nel caso in cui un club di Premier League fosse rimasto colpito dalla performance del colombiano e si fosse presentato a Bologna con il contante per pagare la clausola rescissoria.
Rischio concreto che però non si è verificato e che comunque i dirigenti bianconeri avevano cercato di sminare preventivamente raggiungendo un accordo con l’entourage del calciatore. Definito, comunque, nei giorni scorsi sulla base di un quadriennale a 2,5 milioni di euro netti a stagione, con reciproca soddisfazione. Il Bologna sa bene di questa preferenza di Lucumi, sa bene che il colombiano andrà a scadenza nel giugno prossimo e non ha ovviamente intenzione di perderlo a parametro zero, ma neppure vuole scendere troppo dalla fatidica cifra di 28 milioni fissati nella famosa clausola. Ora, per semplificare i termini, il delta tra domanda e offerta è tra i 4/5 milioni: 25 la richiesta degli emiliani, 18 più 3 di bonus la proposta dei bianconeri.