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22 luglio 2026, 14:17 (Aggiornato il 22 luglio 2026, 14:32)
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“Noi c’abbiamo un problema”. Il problema, per Gianluca Rocchi, è trovare gli arbitri per una settimana che definisce “cruciale per l’Inter”. Bologna-Inter, il derby e Inter-Roma. È il 3 aprile 2025, il campionato è nel pieno del testa a testa tra nerazzurri e Napoli e il designatore parla al telefono con l’ex arbitro Dino Tommasi. Poi aggiunge: “Tra l’altro mi chiedevano: ‘Ma Colombo non si ha mai?’. Guarda Colombo ve lo prendete le prossime giornate”. Nelle carte la risposta di Rocchi viene riferita a soggetti aderenti all’Inter. È soltanto uno dei passaggi contenuti nel decreto con cui la Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione dell’ipotesi di frode sportiva contestata a Rocchi. E il punto di partenza non può essere equivocato: secondo i magistrati non è stata raggiunta una base probatoria sufficiente per sostenere quell’accusa. L’ipotesi degrada al rango della “mera illazione”, in presenza di un “vuoto probatorio”. Non risultano, inoltre, contatti diretti tra Rocchi e l’Inter nel periodo intercettato. Tutto scritto. Come sono scritte, però, le numerose conversazioni sulle designazioni dei nerazzurri. La sequenza parte almeno dal 24 marzo. Rocchi parla con Riccardo Pinzani, all’epoca responsabile dei rapporti con le società: “Non si può avere vincoli! Anche l’INTER si riprende SOZZA ora eh! Non mi importa una sega... non è che se hanno rotto il cazzo mezzo...”. Pinzani lo tranquillizza: “Sì! stai tranquillo e quando la vuoi fare te la gestisco io... non ti preoccupare”. Nelle carte viene specificato che Pinzani ribadisce che avrebbe gestito l’eventuale designazione di Sozza per Inter-Parma. Il tema riemerge il 3 aprile. In una conversazione con Andrea Gervasoni, Rocchi ragiona sulle partite complesse: Bologna-Inter, il derby e Inter-Roma. Nel documento viene riportato questo passaggio: “Loro vorrebbero COLOMBO, chiaramente, perché gli garba un mondo”. Rocchi precisa però che Colombo non può essere messo “da tutte le parti”. È sempre il 3 aprile quando Rocchi chiama Tommasi. Stavolta il quadro viene delineato nei dettagli: “Allora, noi c’abbiamo un problema. Noi c’abbiamo quella settimana che è cruciale per l’INTER, che c’hanno BOLOGNA-INTER, il derby e INTER-ROMA”. Poi Colombo: “Tra l’altro mi chiedevano: ‘Ma COLOMBO non ci s’ha mai?’. Guarda COLOMBO ve lo prendete le prossime giornate”. Rocchi ragiona anche sulla classifica e sulla necessità di procedere giornata per giornata, immaginando lo scenario in cui il Napoli non vinca a Bologna e l’Inter batta il Parma, portandosi a più cinque. Nella stessa giornata Tommasi propone Sozza per Bologna-Inter. Rocchi replica: “Però loro SOZZA no... non... non... si pigliano SOZZA, se fa bene ROMA-LAZIO si pigliano SOZZA”. Tommasi sbotta: “Eh mamma mia...”. Rocchi: “Non è un problema mio oh”. Ed è Tommasi a porre la domanda: “Oh ragazzi, SE NON VOGLIONO SOZZA, CHI VOGLIONO?”. Rocchi mette allora sul tavolo un altro nome: “Se no mmm... secondo me un nome potrebbe essere anche MARIANI su BOLOGNA-INTER”.
Due giorni dopo, il 5 aprile, Rocchi e Pinzani tornano lungamente sull’argomento. Il designatore spiega di essere arrivato “corto” con le possibilità: “Il problema RICCARDO è che io con loro sono arrivato corto, perché ora DOVERI non ce lo mando più... forse il DERBY di COPPA. Il problema è che COLOMBO o glielo mando a BOLOGNA, o glielo mando nel derby. SOZZA glielo devo mandare per forza! Io non ho gli arbitri, RICCARDO, per arrivare in fondo”. Il problema resta quello degli arbitri da utilizzare nelle partite successive. E Rocchi arriva allo sfogo: “E gli manderò COLOMBO!! ma in COPPA ITALIA chi cazzo mando? GESÙ CRISTO in croce? eh uno ce l’ho, l’unico è MASSA, te lo dico io chi gli manderò”. Rocchi prosegue: “Poi se non gli va bene DOVERI [...] gli mando quelli peggio, quelli glieli mando tutti, MARCHETTI glielo mando se gli va bene eh? se lo pigliano poi però, capito che voglio dire?”. Pinzani: “VAI, ORA TI FACCIO SAPERE IO!”. Nella stessa telefonata torna Giorgio Schenone, addetto agli arbitri dell’Inter. Rocchi racconta di avergli già spiegato il problema dei direttori di gara disponibili e Pinzani riferisce che Schenone gli chiedeva quali arbitri fossero rimasti. Si parla anche di Guida, ma Rocchi respinge l’ipotesi: “GUIDA sarebbe perfetto per BOLOGNA-INTER, ma che io RICCARDO, glielo mando dopo che è stato fuori 4 mesi?”. Sempre nella conversazione del 5 aprile, Rocchi racconta a Pinzani di aver già spiegato che oltre un certo numero di presenze non sarebbe andato: “Sì gliel’ho detto io, gliel’ho detto io che più di quattro volte non glieli mando...”. Poi chiede: “Sì ma che hanno da dire con DOVERI oggi, che ha arbitrato da 10?”. Pinzani replica che Schenone gli avrebbe riconosciuto una direzione eccellente: “Nulla... GIORGIO è un ragazzo d’oro e mi ha detto ha arbitrato da DIO, anzi... cioè tutte le decisioni giuste, ma se c’è qualcosa, c’è per loro, non per noi. Giorgio non è stupido, eh”. Rocchi introduce quindi Giancarlo Viglione, responsabile dell’Ufficio legislativo della Figc: “Ascolta, ho sentito VIGLIONE [...] per altre cose, che poi ti racconterò più avanti... lui è INTERISTA e mi ha detto ‘oh Gianluca complimenti, l’arbitro ha arbitrato benissimo’”. Il ragionamento torna però rapidamente sulle designazioni. Rocchi pensa a Sozza per Bologna-Inter, Colombo nel derby di Coppa e Fabbri per Inter-Roma: “Secondo me la mia, la soluzione mia ideale sarebbe SOZZA su BOLOGNA-INTER, COLOMBO sul derby, perché a COLOMBO garberebbe fare il derby di COPPA e gli vorrei mandare FABBRI su INTER-ROMA, perché loro c’hanno INTER-ROMA la settimana dopo, capito?”. Pinzani gli risponde: “Eh allora fai così, tu fai così per tenergli fuori DOVERI però voglio dire, non lo fare forzato”.
Nelle carte entra anche Andrea Butti, il responsabile della calendarizzazione dei campionati di Serie A e B della Lega Calcio ed ex dipendente dell’Inter. Il 6 aprile la telefonata parte così: “Basta che non mi mandi più DOVERI a fare l’INTER...”. Rocchi: “Come?”. Butti ripete: “Basta che non mi mandi più DOVERI a fare l’INTER”. Rocchi: “Ma perché? Ha arbitrato tantissimo...”. Butti: “Porta una sfiga zio cane...”. Rocchi risponde: “Ma no... farà la Coppa Italia vedrai... poi in Campionato no perché la bella è fatta quattro volte...”. E ancora: “Ma perché non ti garba DOVERI? Ma stai scherzando?”. Butti: “No, mi garba... ma non fargli fare l’INTER porta una sfiga mondiale, non vinciamo mai con lui cazzo!”. Rocchi: “Eh vincerai la prossima volta come disse quello…”. Seguono risate. E Butti: “Ma vaffanculo! Guarda veramente cazzo… ma era giusto che ci fosse Calciopoli cazzo…”. Questa conversazione verrà contestata a Rocchi durante l’interrogatorio. La spiegazione del designatore è agli atti: Butti, dice, è “un tifoso e come tale lo tratto, anche se ha un ruolo istituzionale”. Aggiunge che tra loro c’è confidenza ma non intimidazione e che Butti gli manifesta la rabbia proprio perché lui “gli va contro nelle designazioni”. Chiusura: “Di lui m’importava meno di zero”. Butti torna il 22 aprile. “Figa sei un killer!”. Rocchi: “Cioè?”. Butti: “Hai messo DOVERI anche domani sera!”. Rocchi: “Chi il derby, chi cazzo lo deve fare?!”. Butti: “Ma vabbè dai... allora è vero, cioè veramente cioè ti dico che sei uno di loro cazzo!”. Più avanti: “La colpa è tua lo sai, eh! con DOVERI abbiamo un record super negativo”. Rocchi: “Ascolta, tra l’altro c’è un vantaggio... vediamo se sai perché te l’ho messo su in COPPA ITALIA”. Butti: “Perché non mi fa la finale”. Rocchi: “A parte non fa la finale, sicuro ma poi?”. Butti: “Non fa sicuramente INTER-ROMA, non fa sicuramente INTER-LAZIO”. Rocchi chiarisce: “NON FA PIÙ L’INTER IN CAMPIONATO, perché l’ha già fatta 4 volte [...]”. Poi: “Quindi non lo vedi... in campionato non ce l’hai più!”. E infine: “Allora lo usi in COPPA ITALIA”.
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Tutte le news di InterArriva quindi Bologna-Inter. Il 14 aprile Rocchi parla direttamente con Andrea Colombo: “...fa un’altra bella palestra a BOLOGNA domenica eh...”. Colombo: “Okay”. Rocchi: “...te lo dico quindi sappi che questa per noi è uno spartiacque...”. Il giorno successivo, il 15 aprile, Rocchi parla con Rosario Abisso, che sarà designato al Var di Bologna-Inter. “Fai bene da VAR che ti servi però”. Abisso: “Va bene”. Rocchi: “Va bene”. Abisso: “Anche perché la partita che c’è domenica dice... come viene”, accompagnando la frase con una risata. Rocchi: “Appunto, non c’è bisogno di dire nient’altro”. Abisso: “Non c’è bisogno che mi dici niente”. Rocchi: “Bravo esatto. Vabbuò?”. Abisso: “Va bene”. Dopo Bologna-Inter viene intercettata un’altra conversazione tra Rocchi e Colombo. Quest’ultimo, nel contenuto sintetizzato nelle carte, dice che alla fine sono tutti “infami”, perché a centrocampo lo accerchiano e non dicono niente. Rocchi, a sua volta, dice che bisognerebbe “prendere qualche provvedimento contro quei pezzi di merda” e aggiunge che “non sanno perdere”. Nello stesso colloquio Colombo racconta anche di Inzaghi e di un pugno tirato alla porta davanti a Schenone. È ancora Colombo, secondo quanto riportato nel documento, a riferire che Schenone avrebbe poi chiamato Marotta dicendogli che “non verrà in panchina al derby, perché non è possibile”, aggiungendo che “sono completamente esauriti tutti”. È importante precisarlo: non si tratta di un’intercettazione tra Schenone e Marotta, ma del racconto fatto da Colombo a Rocchi e successivamente sintetizzato nelle carte.
Il 21 aprile c’è un contatto Rocchi-Pinzani. Le carte annotano che Pinzani riferisce come Schenone “la pensa come loro” non prima di aver detto che nell’ambiente Schenone ha forza perché ha Marotta dietro. Subito dopo gli investigatori riassumono la posizione di Rocchi scrivendo che il designatore afferma di non potersi lamentare, riferendosi all’Inter, in quanto: “È STATO DESIGNATO L’ARBITRO CHE ‘GLI GARBA PIÙ DI TUTTI’”. Sempre il 21 aprile Rocchi e Pinzani tornano sull’argomento. Pinzani introduce Schenone: “Comunque Giorgio SCHENONE [...] è veramente uno dei nostri. Mi ha detto, RICCARDO io te lo giuro”. Poi riferisce ciò che Schenone avrebbe detto: “Mi ha detto GIORGIO che gli ha detto ‘oh avete rotto il cazzo! perché SOZZA non lo volete più, perché DOVERI porta male non lo volete più, ora non volete più COLOMBO... DOVETE ANDARE A FARE IN CULO!’, gli ha detto SCHENONE”. Rocchi: “Meritano di avere la merda!”. Pinzani continua, sempre riferendo le parole attribuite a Schenone: “Gli ha detto VERGOGNATEVI, ora fanno bene a mandargli gli arbitri di merda! [...] ha fatto casino GIORGIO ieri”. Rocchi replica: “Nooo... forse tu non hai capito, io gli rimando quelli buoni... a me non me ne frega un cazzo! DOVERI lo pigliano mercoledì, FABBRI lo pigliano domenica prossima”. Pinzani: “Assolutamente, assolutamente sì”. Poi Rocchi: “Sta a vede’ che gli mando quelli poco boni, non ci penso neanche!”. Pinzani: “Gli devi rimandare anche SOZZA, senti quello che ti dico”. Rocchi: “Come! con il VERONA in casa SOZZA c’ho già ha messo! ma stai scherzando?!”. È nello stesso colloquio che arriva la frase: “Il problema è che io ora COLOMBO non ce lo mando più... QUINDI ORA CHI VOGLIONO DI ARBITRI? chi gli mando? SCATENA?”. Quando si torna su Doveri, è Pinzani a osservare: “DOVERI non va bene perché con DOVERI non ci s’è mai vinto... ohhhhh!!! ma di che stiamo a ragionà? ma che stiamo a giocà a tombola?”.
Il 29 aprile il tema torna con Andrea Gervasoni. Rocchi gli spiega: “Andrea, una cosa… stavo facendo una considerazione siccome questi ci stanno rompendo il cazzo pesantemente, questi dell’INTER, stavo dicendo, ma se noi mettessimo PICCININI su INTER-VERONA invece che SOZZA... perché SOZZA comunque c’ha quei precedenti”. Gervasoni: “Cosa vuol dire ci stanno rompendo il cazzo?”. Rocchi: “Rompono i coglioni! Poi te lo spiego!”. Gervasoni: “Mhh”. Rocchi: “Se noi invertissimo?”. Gervasoni: “Chi?”. Rocchi: “SOZZA con PICCININI?”. Gervasoni osserva allora che Piccinini non aveva partecipato al Var di Inter-Roma. Rocchi comunica il cambio anche a Tommasi: “Sì allora io ho fatto un cambio, ho messo PICCININI a Milano...”. Tommasi: “Ho visto! ho visto!”. Rocchi spiega: “Perché due motivi, l’INTER rompe il cazzo ancora a bestia e preferisco metterci uno che è pulito con l’INTER e SOZZA... e peraltro il VENEZIA lo copriamo con un internazionale come copriamo l’EMPOLI e come copriamo il LECCE”. Tommasi: “Sì che poi SOZZA non possa più fare l’INTER è una cosa assurda!”.
Sempre il 29 aprile si apre il capitolo Inter-Roma. Dopo il mancato rigore per la trattenuta di Ndicka su Bisseck, Pinzani parla con Rocchi. “Gianlu allora ascoltami... te l’ho mandato non perché mi garba mandartelo... ma perché m’importa na sega... ma perché mi ha chiamato SCHENONE”. Rocchi: “Sì, lo so... Lo so che rompono il cazzo l’INTER per questo motivo”. A questo punto Pinzani riferisce ciò che gli avrebbe detto Schenone: “Guarda so che MAROTTA ne stava parlando con VIGLIONE”. Rocchi risponde: “Sì sì mi hanno chiamato mi hanno rotto i coglioni. Te lo dico io”. Qui non è possibile identificare automaticamente chi siano quelli che “mi hanno chiamato”. La Procura evidenzierà proprio che la chiamata cui Rocchi fa riferimento non è stata intercettata. Rocchi prosegue: “Gli ho mandato... gli ho mandato la clip. Sicché ce l’hanno, se la tengano...”. Poco dopo aggiunge: “Cioè poi lo posso decidere di mandare quello che voglio su una corsa scudetto o no?”. Nelle carte gli investigatori annotano un “verosimile riferimento alle immagini inviate ad Open Var”. Pinzani racconta anche ciò che avrebbe risposto a Schenone, tirando in ballo la conduttrice di Open Var Giorgia Rossi. Rocchi replica: “No totale... c’ha venduto... È la terza volta che lo fa. Forse non ci vorrei nemmeno più andare”. Pinzani aggiunge di aver spiegato: “Perché li decide Rocchi gli episodi [...] Non li decide GIORGIA ROSSI”. Rocchi: “Certo” (…) “È tutto l’anno che ci litigo con questi”.
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Tutte le news di InterIl 20 maggio Rocchi parla con Luca Marelli, commentatore Dazn. Anche qui il filo delle designazioni dell’Inter è evidente. “Vediamo se gli va bene almeno questa... perché poi alla fine non ci andava più bene nessuno. E DOVERI...”. Dopo un omissis, Rocchi continua: “Perché lì ho capito che l’Inter era in difficoltà...”. Poi Doveri e Fabbri: “Con DOVERI si perde sempre e con FABBRI non si vince mai”. E Colombo: “Volevan COLOMBO, lo mando a BOLOGNA, fa casino e un lo vogliono più”. Rocchi continua: “Perché l’Inter non mi hanno rotto il cazzo nessuno, mai. Non mi hanno rotto il cazzo mai. Invece quest’anno hanno rotto i coglioni. Perché? Perché fanno ridere”. E conclude il ragionamento con un riferimento alla Champions League: “Se non la vincono stiamo a posto…”. Interrogato su questa conversazione, Rocchi nega di avere avuto interlocuzioni dirette con soggetti riconducibili all’Inter e spiega di limitarsi a comunicare a Marelli ciò che gli veniva riferito da Pinzani, “in particolare ciò che veniva dall’ambiente dell’Inter”.
Il giorno successivo Rocchi parla con Maurizio Mariani: “DOVERI non lo posso mandare... che con l’INTER... l’ho già fatta troppe volte, mi rompono il cazzo, me li hanno bruciati tutti, dimmi te chi mi rimane...”. Mariani domanda se possa fare la partita del mercoledì qualora arbitrasse domenica. Rocchi gli spiega che l’eventuale spareggio sarebbe il lunedì e torna su Doveri: “Ha fatto PARMA-NAPOLI ora e poi con l’INTER DOVERI non ha un buon rapporto, te lo garantisco. Mi serve mandare almeno uno che ha un minimo di rapporto, visto che non gli va bene nessuno a questi qui”.
In interrogatorio Rocchi ricostruisce il sistema nel quale maturavano quelle conversazioni. La commissione arbitrale, spiega, era composta da cinque persone. Le designazioni dipendevano da una serie di parametri: difficoltà della partita, stato di forma degli arbitri, precedenti, statistiche, momento della squadra e opportunità. Rocchi riconosce anche il contesto nel quale “tutte le squadre manifestavano gradimenti, richieste o non gradimenti per errori, veri o presunti”. L’interlocuzione istituzionale con i club spettava a Pinzani. Per l’Inter, il referee manager era Schenone. Alla domanda su chi fossero “loro” nelle intercettazioni, Rocchi risponde che intendeva “l’ambiente delle singole squadre, in questo caso dell’Inter”. E quando gli viene chiesto come gli arrivassero gradimenti e sgradimenti, chiarisce: “Io non avevo interlocuzione con i club. Tale funzione spettava a Pinzani ed era lui che mi riportava quanto gli esponenti dei singoli club, in questo caso Inter, pensavano o dicevano”. Aggiunge: “Certamente non si trattava di pressioni”. Secondo Rocchi, le stesse conversazioni con Colombo e Abisso dimostrerebbero piuttosto il tentativo di individuare l’arbitro più adatto e di prepararlo all’importanza della partita. Alla domanda diretta se abbia subito pressioni dall’Inter, la risposta è: “No”. Poi: “Mi pervenivano indicazioni, con il canale rappresentato, che talvolta mi infastidivano, altre volte mi facevano arrabbiare, come del resto accadeva per la maggior parte dei club”. Rocchi definisce inoltre quella dei gradimenti e degli sgradimenti una “prassi diffusa” e sostiene che i dirigenti arbitrali debbano ascoltare le società per cercare di migliorare il servizio. E mette agli atti un’ultima precisazione: “Nessuno si è mai permesso di dirmi direttamente o indirettamente ‘voglio questo o quello’”.
Le carte proseguono anche nel 2026. È un capitolo cronologicamente distinto. Il 19 aprile Rocchi parla con Maurizio Ciampi, uno dei membri della commissione arbitrale: “Io metto MARIANI sicuro sull’INTER domenica”. Ciampi: “Ok”. Rocchi: “A TORINO-INTER, sicuro”. Ciampi osserva: “Sta a 12 punti! (In riferimento all’Inter, ndr)”. Rocchi: “Perdonami l’INTER la deve rifare per forza!”. E precisa: “Si parla di MARIANI, non di PIPPO e di PLUTO”. Ciampi: “Sì sì sì chiaro”. Il giorno dopo Rocchi parla direttamente con Mariani: “Senti una cosa Maurizio”. “Dimmi tutto!”. “Ti rimanderei... a Torino anche domenica?”. “Cioè?”. “Eh! C’È TORINO-INTER”. Mariani: “Ah, ok! ok!”. Rocchi: “Sì! sì! tu torni a farli anche perché prima della fine del campionato li devi rifare per forza”. Mariani: “Mh! mh! va bene! va bene!”. La telefonata prosegue parlando anche delle condizioni per la designazione e della Coppa Italia. Rocchi conclude il ragionamento così: “Anche perché è giusto anche... che tu le faccia tutte e ci mancherebbe altro se mando un arbitro mondiale... non è che mando l’ultimo arrivato”. Sempre il 20 aprile 2026 Rocchi ne parla con Gervasoni: “Poi se la fa la finale di Coppa Italia ce lo mando, cazzo me ne frega, in finale di COPPA ITALIA ci va, però... ora ci si potrebbe mandare anche domenica, ma domenica preferisco mandarci MARIANI [...] anche per altri motivi”. Il 21 aprile il tema passa nella telefonata con Di Liberatore: “TORINO-INTER, MARIANI”. Di Liberatore: “BINDONI-TEGONI”. Rocchi: “Ma ci si lascia BINDONI-TEGONI? Sì?”. Di Liberatore osserva: “È la terna Mondiale Gianluca, chi cazzo ci può dire niente?”. Vengono poi fatti i nomi di Crezzini, Mazzoleni e Paganessi. Di Liberatore: “Poi, ascoltami, cioè l’INTER non è che... sta a 9 punti! oh...”. Rocchi corregge: “Sono a 12 con questo... vai...”. Di Liberatore: “12, scusami... vabbè, a maggior ragione...”.
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Tutte le news di InterIn un’altra conversazione Rocchi racconta a Ciampi di avere parlato a lungo con Schenone perché, dice, “vogliono sapere sempre tutto”. È un altro passaggio sul quale gli inquirenti tornano in interrogatorio, chiedendo a Rocchi se in quel caso ci sia stata un’interlocuzione diretta con Schenone non filtrata da Pinzani. Rocchi ammette il colloquio ma precisa: “Ci ho parlato, ma certamente non della designazione di Torino Inter”. Spiega quindi perché volesse Mariani: aveva avuto un precedente in Napoli-Inter e per tutto il girone d’andata Rocchi non gli aveva fatto rifare l’Inter, anche per proteggerlo in vista del Mondiale. Quando, a suo giudizio, si erano create le condizioni, aveva deciso di utilizzarlo nuovamente. La conclusione resa agli inquirenti è questa: “La ragione per cui mando Mariani è proprio quella che ero totalmente impermeabile ai gradimenti o sgradimenti dell’Inter”. E sul riferimento alle quattro presenze precisa: “Il numero delle 4 presenze era un Massimale non un obbligo”. La designazione, sostiene, non sarebbe dunque stata effettuata per tutelare l’Inter, ma “l’arbitro in vista del mondiale”.
È questo il materiale che convive con il decreto di archiviazione. Da una parte le telefonate: Colombo richiesto e poi discusso, Sozza non gradito, Doveri e il suo “record super negativo”, Butti che chiede di non mandarlo più, Pinzani che riferisce le proteste attribuite a Schenone, Gervasoni e il cambio con Piccinini, Marelli e quel “Volevan Colombo”, Rocchi che parlando con Mariani dice di dover mandare “almeno uno che ha un minimo di rapporto”, Open Var, la clip, il riferimento indiretto a Marotta e Viglione. E poi Ciampi, Di Liberatore e ancora Mariani nel 2026. Dall’altra c’è ciò che i magistrati hanno stabilito sul piano penale. Non è stata trovata una base probatoria sufficiente per sostenere l’ipotesi di frode sportiva. L’ipotesi che l’accettazione delle interferenze da parte di Rocchi fosse stata determinata dalla promessa di un’utilità, consistente in progressioni di carriera nel sistema arbitrale, viene indicata come una “suggestione”: manca anche un solo indizio di quella promessa e il decreto parla di “vuoto probatorio”. Anche sulle cosiddette “bussate” alla sala Var gli inquirenti non ritengono provata una finalità di manipolazione delle singole partite. Sono due dati che devono convivere nel racconto, senza forzature nell’uno o nell’altro senso. “Ma Colombo non si ha mai?”. “Ve lo prendete le prossime giornate”. “Se non vogliono Sozza, chi vogliono?”. “Gesù Cristo in croce?”. “Basta che non mi mandi più Doveri a fare l’Inter”. “Ora chi vogliono di arbitri?”. “Volevan Colombo, lo mando a Bologna, fa casino e ora un lo rivogliono”. “Non gli va bene nessuno a questi qui”. Pinzani che riferisce: “Marotta ne stava parlando con Viglione”. “L’Inter rompe il cazzo ancora a bestia”. Le parole sono nelle carte. Stabilire che cosa valgano penalmente è stato compito della Procura, che ha chiesto l’archiviazione. Stabilire se abbiano o meno un significato per l’ordinamento sportivo appartiene a un piano diverso. Fingere che non esistano, invece, non appartiene a nessuno dei due.
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Tutte le news di Inter“Noi c’abbiamo un problema”. Il problema, per Gianluca Rocchi, è trovare gli arbitri per una settimana che definisce “cruciale per l’Inter”. Bologna-Inter, il derby e Inter-Roma. È il 3 aprile 2025, il campionato è nel pieno del testa a testa tra nerazzurri e Napoli e il designatore parla al telefono con l’ex arbitro Dino Tommasi. Poi aggiunge: “Tra l’altro mi chiedevano: ‘Ma Colombo non si ha mai?’. Guarda Colombo ve lo prendete le prossime giornate”. Nelle carte la risposta di Rocchi viene riferita a soggetti aderenti all’Inter. È soltanto uno dei passaggi contenuti nel decreto con cui la Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione dell’ipotesi di frode sportiva contestata a Rocchi. E il punto di partenza non può essere equivocato: secondo i magistrati non è stata raggiunta una base probatoria sufficiente per sostenere quell’accusa. L’ipotesi degrada al rango della “mera illazione”, in presenza di un “vuoto probatorio”. Non risultano, inoltre, contatti diretti tra Rocchi e l’Inter nel periodo intercettato. Tutto scritto. Come sono scritte, però, le numerose conversazioni sulle designazioni dei nerazzurri. La sequenza parte almeno dal 24 marzo. Rocchi parla con Riccardo Pinzani, all’epoca responsabile dei rapporti con le società: “Non si può avere vincoli! Anche l’INTER si riprende SOZZA ora eh! Non mi importa una sega... non è che se hanno rotto il cazzo mezzo...”. Pinzani lo tranquillizza: “Sì! stai tranquillo e quando la vuoi fare te la gestisco io... non ti preoccupare”. Nelle carte viene specificato che Pinzani ribadisce che avrebbe gestito l’eventuale designazione di Sozza per Inter-Parma. Il tema riemerge il 3 aprile. In una conversazione con Andrea Gervasoni, Rocchi ragiona sulle partite complesse: Bologna-Inter, il derby e Inter-Roma. Nel documento viene riportato questo passaggio: “Loro vorrebbero COLOMBO, chiaramente, perché gli garba un mondo”. Rocchi precisa però che Colombo non può essere messo “da tutte le parti”. È sempre il 3 aprile quando Rocchi chiama Tommasi. Stavolta il quadro viene delineato nei dettagli: “Allora, noi c’abbiamo un problema. Noi c’abbiamo quella settimana che è cruciale per l’INTER, che c’hanno BOLOGNA-INTER, il derby e INTER-ROMA”. Poi Colombo: “Tra l’altro mi chiedevano: ‘Ma COLOMBO non ci s’ha mai?’. Guarda COLOMBO ve lo prendete le prossime giornate”. Rocchi ragiona anche sulla classifica e sulla necessità di procedere giornata per giornata, immaginando lo scenario in cui il Napoli non vinca a Bologna e l’Inter batta il Parma, portandosi a più cinque. Nella stessa giornata Tommasi propone Sozza per Bologna-Inter. Rocchi replica: “Però loro SOZZA no... non... non... si pigliano SOZZA, se fa bene ROMA-LAZIO si pigliano SOZZA”. Tommasi sbotta: “Eh mamma mia...”. Rocchi: “Non è un problema mio oh”. Ed è Tommasi a porre la domanda: “Oh ragazzi, SE NON VOGLIONO SOZZA, CHI VOGLIONO?”. Rocchi mette allora sul tavolo un altro nome: “Se no mmm... secondo me un nome potrebbe essere anche MARIANI su BOLOGNA-INTER”.
Due giorni dopo, il 5 aprile, Rocchi e Pinzani tornano lungamente sull’argomento. Il designatore spiega di essere arrivato “corto” con le possibilità: “Il problema RICCARDO è che io con loro sono arrivato corto, perché ora DOVERI non ce lo mando più... forse il DERBY di COPPA. Il problema è che COLOMBO o glielo mando a BOLOGNA, o glielo mando nel derby. SOZZA glielo devo mandare per forza! Io non ho gli arbitri, RICCARDO, per arrivare in fondo”. Il problema resta quello degli arbitri da utilizzare nelle partite successive. E Rocchi arriva allo sfogo: “E gli manderò COLOMBO!! ma in COPPA ITALIA chi cazzo mando? GESÙ CRISTO in croce? eh uno ce l’ho, l’unico è MASSA, te lo dico io chi gli manderò”. Rocchi prosegue: “Poi se non gli va bene DOVERI [...] gli mando quelli peggio, quelli glieli mando tutti, MARCHETTI glielo mando se gli va bene eh? se lo pigliano poi però, capito che voglio dire?”. Pinzani: “VAI, ORA TI FACCIO SAPERE IO!”. Nella stessa telefonata torna Giorgio Schenone, addetto agli arbitri dell’Inter. Rocchi racconta di avergli già spiegato il problema dei direttori di gara disponibili e Pinzani riferisce che Schenone gli chiedeva quali arbitri fossero rimasti. Si parla anche di Guida, ma Rocchi respinge l’ipotesi: “GUIDA sarebbe perfetto per BOLOGNA-INTER, ma che io RICCARDO, glielo mando dopo che è stato fuori 4 mesi?”. Sempre nella conversazione del 5 aprile, Rocchi racconta a Pinzani di aver già spiegato che oltre un certo numero di presenze non sarebbe andato: “Sì gliel’ho detto io, gliel’ho detto io che più di quattro volte non glieli mando...”. Poi chiede: “Sì ma che hanno da dire con DOVERI oggi, che ha arbitrato da 10?”. Pinzani replica che Schenone gli avrebbe riconosciuto una direzione eccellente: “Nulla... GIORGIO è un ragazzo d’oro e mi ha detto ha arbitrato da DIO, anzi... cioè tutte le decisioni giuste, ma se c’è qualcosa, c’è per loro, non per noi. Giorgio non è stupido, eh”. Rocchi introduce quindi Giancarlo Viglione, responsabile dell’Ufficio legislativo della Figc: “Ascolta, ho sentito VIGLIONE [...] per altre cose, che poi ti racconterò più avanti... lui è INTERISTA e mi ha detto ‘oh Gianluca complimenti, l’arbitro ha arbitrato benissimo’”. Il ragionamento torna però rapidamente sulle designazioni. Rocchi pensa a Sozza per Bologna-Inter, Colombo nel derby di Coppa e Fabbri per Inter-Roma: “Secondo me la mia, la soluzione mia ideale sarebbe SOZZA su BOLOGNA-INTER, COLOMBO sul derby, perché a COLOMBO garberebbe fare il derby di COPPA e gli vorrei mandare FABBRI su INTER-ROMA, perché loro c’hanno INTER-ROMA la settimana dopo, capito?”. Pinzani gli risponde: “Eh allora fai così, tu fai così per tenergli fuori DOVERI però voglio dire, non lo fare forzato”.
Nelle carte entra anche Andrea Butti, il responsabile della calendarizzazione dei campionati di Serie A e B della Lega Calcio ed ex dipendente dell’Inter. Il 6 aprile la telefonata parte così: “Basta che non mi mandi più DOVERI a fare l’INTER...”. Rocchi: “Come?”. Butti ripete: “Basta che non mi mandi più DOVERI a fare l’INTER”. Rocchi: “Ma perché? Ha arbitrato tantissimo...”. Butti: “Porta una sfiga zio cane...”. Rocchi risponde: “Ma no... farà la Coppa Italia vedrai... poi in Campionato no perché la bella è fatta quattro volte...”. E ancora: “Ma perché non ti garba DOVERI? Ma stai scherzando?”. Butti: “No, mi garba... ma non fargli fare l’INTER porta una sfiga mondiale, non vinciamo mai con lui cazzo!”. Rocchi: “Eh vincerai la prossima volta come disse quello…”. Seguono risate. E Butti: “Ma vaffanculo! Guarda veramente cazzo… ma era giusto che ci fosse Calciopoli cazzo…”. Questa conversazione verrà contestata a Rocchi durante l’interrogatorio. La spiegazione del designatore è agli atti: Butti, dice, è “un tifoso e come tale lo tratto, anche se ha un ruolo istituzionale”. Aggiunge che tra loro c’è confidenza ma non intimidazione e che Butti gli manifesta la rabbia proprio perché lui “gli va contro nelle designazioni”. Chiusura: “Di lui m’importava meno di zero”. Butti torna il 22 aprile. “Figa sei un killer!”. Rocchi: “Cioè?”. Butti: “Hai messo DOVERI anche domani sera!”. Rocchi: “Chi il derby, chi cazzo lo deve fare?!”. Butti: “Ma vabbè dai... allora è vero, cioè veramente cioè ti dico che sei uno di loro cazzo!”. Più avanti: “La colpa è tua lo sai, eh! con DOVERI abbiamo un record super negativo”. Rocchi: “Ascolta, tra l’altro c’è un vantaggio... vediamo se sai perché te l’ho messo su in COPPA ITALIA”. Butti: “Perché non mi fa la finale”. Rocchi: “A parte non fa la finale, sicuro ma poi?”. Butti: “Non fa sicuramente INTER-ROMA, non fa sicuramente INTER-LAZIO”. Rocchi chiarisce: “NON FA PIÙ L’INTER IN CAMPIONATO, perché l’ha già fatta 4 volte [...]”. Poi: “Quindi non lo vedi... in campionato non ce l’hai più!”. E infine: “Allora lo usi in COPPA ITALIA”.
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