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Infantino, la carta della disperazione per salvare la poltrona: mondiale a 64 squadre


Pur di non mollare la presidenza della Fifa, l'amico di Trump ha assicurato i sudamericani che, in cambio del loro appoggio, nel 2030 il torneo si farà con la formula XXL. Il problema è che se si votasse oggi non avrebbe la maggioranza per essere rieletto

Pur di non mollare la poltrona di presidente Fifa, Infantino è disposto a tutto. Anche ad assicurare alla Conmebol, la federcalcio sudamericana, che il Mondiale 2030 si farà a 64 squadre. Il successore di Blatter l'ha ribadito nei giorni scorsi in Colombia, dov' andato assistere all'insediamento del nuovo presidente, Abelardo de la Espriella, sostenuto da Donald Trump, il grande protettore di Infantino. Al punto di dichiarare che sarebbe "un terribile errore" se il calcio lo mandasse a casa.

Da Trump alla Colombia, passando per la Conmebol

Peccato che il presidente americano non abbia definito allo stesso modo l'obbrobrio del piano di cessione di una quota della Coppa del Mondo, partorito da Infantino medesimo e naufragato sotto il peso della rivolta del calcio. Forse perché fra i fondi d'investimento interessati c'era anche quello del fratello del genero di Trump? Ah saperlo. In Colombia, il presidente dela Fifa è stato accompagnato dal presidente della Conmebol, confederazione sudamericana, il paraguaiano Alejandro Domínguez, sodale dello stesso Infantino che ha illustrato l'ultima follia, il progetto 2030: ovvero, la Coppa del Mondo a 64 squadre. Già cassato da Uefa, Asia, Nord-Centro America e Caraibi. Tanto che se si votasse oggi, Infantino non avrebbe la maggioranza necessaria per essere rieletto.

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