Quando si parla con Paola Turci si ha la sensazione di avere uno scambio innanzitutto umano. Profondo, complesso, a tratti criptico. Ogni parola è pesata, ogni riflessione ponderata. Le pause - e non potrebbe essere altrimenti per lei che da quando aveva 11 anni vive con una chitarra in mano - sono musica. 40 anni di carriera, 15 album all'attivo e ora arriva anche il 16esimo.
Si intitola ‘Amore a dismisura’ e uscirà domani, venerdì 2 ottobre. In questa intervista a Today.it ha spiegato com'è nato il progetto ("Dallo stop forzato e doloroso della pandemia. Uscirà in forma completa solo in formato fisico per 3 mesi, per me è un ritorno ai negozi che mi fa molto piacere") per poi spostarsi anche su temi sociali e politici ("Con le mie nipoti parlo di tutto, anche di politica e del genocidio in Palestina"). Infine spazio ad alcune toccanti dichiarazioni, come quelle per la sorella Francesca.
Nell'album si respira tanta spiritualità. Tu che rapporto hai con la religione?
“Ho un rapporto attivo e acceso, io sono credente. Ho fede. Tuttavia, mi rendo conto di essere quella di sempre anche quando mi definivo atea. La penso sempre allo stesso modo, non è cambiato nulla; non è che ora sono più compassionevole o altruista rispetto a prima. Ci sono temi nel disco che richiamano un po' la pietà, un tema cristiano che vedo sparire ormai".
Parli anche del ‘corpo’, da diverse prospettive. Oggi c'è più informazione ma con i social non mancano mai i giudizi, talvolta spietati.
“Sui social vedo tanti commenti negativi ma anche tanti complimenti, superlativi assoluti, di cui io stessa sono vittima. Certe volte vedo una foto e mi va di esprimermi con una bella considerazione. Vedo anche cose che non mi piacciono, ma i commenti personali li tengo per me, non sto a sporcare un posto che di per sè è già parecchio infangato”.
A proposito di complimenti, ce n'è uno che ti fanno spesso e in cui ti riconosci?
“Amo i complimenti ma, ahimè, li dimentico. Ogni volta che li vado a leggere, si rinnovano. Mi capita anche con i commenti negativi, non so per quale meccanismo. Forse perché sono tanti e io sto lì che li leggo”.
L'album arriva 7 anni dopo l'ultimo progetto discografico. Che tempo è stato?
“Questo disco nasce dallo stop forzato e doloroso della pandemia. Sono andata avanti con questo silenzio, non suonavo, non scrivevo musica. Ci ho messo 7 anni, andando a scandagliarlo non è un tempo così lungo però pensando alla velocità di oggi, sembra quasi un secolo. Sono tornata a Roma, dove ho ritrovato la mia casa. Nell'attesa di riprenderla finita, mi sono chiusa in un residence per due mesi ed è lì che ho scritto il disco”.
Che rapporto hai con la tua città?
“Di un amore ritrovato, con la città, con il quartiere. Io sono sempre stata innamorata di questa città che ho ritrovato bellissima dopo due anni. La prima volta sono andata via da Roma per andare a Milano dove avevo il medico per le cure al viso (a seguito del drammatico incidente nel 1993, ndr)”.
Hai amato o sei mai stata amata a dismisura?
“L'amore a dismisura lo intendo in generale come un interrogativo per capire fin dove arriva l'amore e perché continuiamo a chiamare ‘amore’ il possesso, la malattia, l'ossessione, la tossicità di una relazione. Lì, invece, di amore non c'è niente”.
C'è un brano a cui sei più legata?
“Non ci ho ancora pensato, salto da una canzone all'altra. Egoisticamente mi piacciono molto quelle che ho pensato e scritto da sola, ma poi vado a pensare ad altri brani non scritti da me. Per esempio Miss, scritta da Bianconi”.
Lì viene affrontato il tema della violenza contro le donne.
“Mi sono affidata a Bianconi per affrontare questo tema con elegante e lucido cinismo raccontando una storia così drammatica, non solo nell'atto in sé ma proprio nell'indifferenza generale. Non c'è voglia di approfondire, di guardare anche i dettagli. Vedere se, per esempio, il proprio figlio cade nei campanelli d'allarme. Se magari dice alla ragazza come vestirsi, di non mettere quel rossetto. Lì un genitore deve intervenire”.
Sei nel cast di Una, Nessuna e Centomila. Credi che la musica abbia un potere per contrastare questo fenomeno criminale strutturale?
“Sì, ci credo molto. Stiamo cercando di coinvolgere sempre più uomini per affrontare questa piaga sociale. Il concertone che facciamo è per raccogliere denaro che serve ai centri anti-violenza. Ogni volta che lo ripetiamo è sold out e la cosa bella è che chi viene ad ascoltarci lo fa a scatola chiusa, senza sapere il cast. Questa è una vittoria”.
Tua sorella Francesca ha raccontato a Verissimo di aver tratto un grande insegnamento dal modo in cui tu hai reagito all'incidente stradale del 1993. Invece tu, da lei, cosa hai imparato?
“Lei è molto più saggia di me, è una donna molto sensibile e che si è fatta da sola e da sola ha cresciuto due figlie. Ha lavorato ed è riuscita a crescere due ragazze che sono due migliori amiche, in una storia in cui e lei abbiamo sempre litigato. Veramente è stata meravigliosa. L'unico difetto? Che è un po' temuta".
Sei molto legata alle tue nipoti?
“Assolutamente. Parliamo liberamente di temi che ci coinvolgono: la politica, i femminicidi, il genocidio in Palestina, il terrore che certe figure internazionali ci fanno. Ma anche di ambiente”.
Che emozioni ti ha suscitato la vittoria recentissima del Premio Tenco per la carriera?
“Un bellissimo riconoscimento, anche se non sono una persona che si affida solo ai premi. Di certo arriva in un momento in cui esce questo disco e per me è stato un modo per considerare giusto il mio percorso”.
Il 29 novembre ti esibirai a Milano, il 3 dicembre a Roma. Come ti stai preparando?
“Avrò una nuova band rispetto a sette anni fa. Ovviamente ci sarò io con la mia chitarra. Sarà un concerto molto suonato, elettrico ma anche acustico. Mi racconterò, mi piace interagire e che la gente canti e salti”.
Con quale artista sei riuscita a instaurare un bel rapporto al di fuori del lavoro?
“Con Motta, è stato amore a prima vista. Ci incontriamo a prescindere dalla musica, sono molto affezionata a lui, è un essere umano bellissimo”.
Torneresti a Sanremo?
“Sinceramente ho pensato al disco, ma fuori sono rimaste delle canzoni belle che mi piacciono molto. Non so cosa succederà, certamente Sanremo è molto bello e importante, ma serve la canzone giusta. Chissà”.