
Paolo Brando, monzese, titolare di uno studio di architettura d’interni in città

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Monza – Un architetto con la passione per le maschere, stregato dal Carnevale di Venezia. È Paolo Brando, monzese, titolare di uno studio di architettura d’interni di in città, che sin dall’infanzia è affascinato dalle maschere scintillanti del più bel carnevale italiano. Ne crea di sue, tanto che nel 2018 ha vinto il Concorso per il costume più bello, indetto dalla città di Venezia, con un abito dal titolo “L’amore al tempo del Campari" con sfumature tra l’arancione e il rosso come il più tradizionale aperitivo d’Italia.
“La passione – racconta Brando – mi è stata trasmessa da mia madre, sin da bambino. Era solita cucirmi dei vestiti di carnevale che mi aiutavano a immaginare mondi e personaggi fantastici. La passione mi è rimasta e così, negli anni ‘80 quando ho cominciato a frequentare il Carnevale di Venezia ho pensato di disegnarmi un costume ad hoc ogni anno. Il primo risale al 1984, ispirato al fondo marino, composto da una tuta di stoffa a effetto plastificato, di color ottanio, una precisa sfumatura di turchese scuro, che sta tra il blu e il verde ed è stata creata solo negli anni ’50 a partire dalla combinazione del turchese con il verde petrolio. Si aggiunge una rete color argento, con dei pesciolini applicati e una maschera color madreperla di polistirolo dietro la testa, ripresa da una perla che il personaggio tiene in mano, come un’ostrica”.

I costumi di Carnevale
Data la formazione di Brando, fortemente orientata alla progettazione, i suoi costumi sono veri e propri progetti che lui disegna nei minimi dettagli. Poi fa realizzare a una sarta la base, a cui applica personalmente le decorazioni, con pazienza certosina. A volte trova prima i materiali per caso nei mercatini vintage, si lascia ispirare e progetta. Altre volte ha l’idea e poi va in cerca di stoffe e materiali particolari. Nel suo studio di via Cavallotti, oltre ai modelli per i progetti di aziende e abitazioni di prestigio, si trovano anche i suoi costumi, ormai oltre una trentina. In maschera gira per le calli di Venezia, ammirato e fotografato da curiosi e appassionati.
“Ogni costume ha una storia a sè – racconta l’artista – traggo l’ispirazione da un viaggio, da ceramiche viste in un museo, da personaggi ed esperienze che mi suggeriscono uno spunto. Ogni maschera è un pezzo di storia intima. Mi piacerebbe progettarne professionalmente, ma si tratta di un mercato di nicchia che ha già i suoi professionisti a Venezia”. Ma la passione resta. Gli amici lo chiamano “il re dei colori”: la sua caratteristica è l’opulenza di dettagli e l’esplosione di colore che mette anche nelle sue creazioni per l’arredo d’interni. Nei suoi costumi esplodono i toni caldi, dal giallo intenso al rosso, ma anche il blu elettrico e il verde brillante.
“Il costume 2026 – racconta l’architetto – era ispirato ai limoni di Sicilia. Il progetto iniziale era di un amico, con cui condividevo la stessa passione, mancato nei mesi scorsi. Così ho ripreso il suo progetto e l’ho completato intitolandolo “I limoni di Lorenzo“”. Sì, perché essendo iscritto all’Associazione Carnevale di Venezia, Paolo Brando ha avuto occasione di conoscere e fare amicizia con altri appassionati come lui, italiani, inglesi, francesi e americani.
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