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Paritarie, Valditara rilancia il buono scuola: ‘Va rafforzato, sia un pilastro del sistema formativo’ - Tuttoscuola


Il buono scuola come strumento per garantire alle famiglie una maggiore libertà di scelta educativa e un sostegno alle scuole paritarie destinato a rafforzarsi. È uno dei temi al centro dell’intervento del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara al Meeting di Rimini di oggi, 25 agosto. A poche ore dall’appuntamento, il titolare del MIM ha anticipato alcuni dei contenuti in un’intervista a Sussidiario.it, tornando su uno dei dossier più discussi della politica scolastica. Valditara ha ricordato di aver «fortemente sostenuto il buono scuola come simbolo di un’autentica libertà educativa delle famiglie». Una posizione che, nelle intenzioni del ministro, non dovrebbe limitarsi alle misure già adottate: «Il buono scuola dovrà essere sempre più rafforzato, deve essere considerato un pilastro del nostro sistema formativo». Parole che riaprono inevitabilmente il confronto sul ruolo della scuola paritaria all’interno del sistema nazionale di istruzione e, soprattutto, sulla distribuzione delle risorse pubbliche tra settore statale e non statale.

Il bonus da 1.500 euro

Il tema si lega alle recenti misure approvate a sostegno delle famiglie che scelgono le paritarie. Tra queste figura un contributo che può arrivare complessivamente a 1.500 euro, vincolato alla situazione reddituale e destinato alle famiglie degli studenti che frequentano una scuola secondaria di primo grado paritaria oppure il primo biennio di una secondaria di secondo grado paritaria.

Una misura che porta a livello nazionale, seppure con caratteristiche proprie, il tema dei “buoni scuola” già presenti in alcune realtà regionali, come la Lombardia, e che ha trovato sostegno anche in Parlamento, in particolare da parte di Noi Moderati e dell’ex ministra dell’Istruzione Mariastella Gelmini.

Il Governo ha del resto già imboccato la strada di un incremento delle risorse destinate alle paritarie. Nel gennaio 2025 Valditara aveva firmato due decreti per oltre 750 milioni di euro complessivi, con un incremento delle risorse per il sostegno agli studenti con disabilità rispetto all’anno scolastico precedente.

Un intervento che interessa un settore frequentato complessivamente da circa 800mila studenti, concentrati soprattutto nel primo ciclo.

Il sostegno delle associazioni

La scelta del Governo è stata accolta favorevolmente dalle organizzazioni che rappresentano il mondo delle scuole paritarie. Tra queste la Fism, Federazione italiana scuole materne, che riunisce oltre 9mila realtà educative, frequentate da quasi mezzo milione di bambini e nelle quali lavorano circa 40mila persone.

Al centro delle rivendicazioni dei sostenitori della parità scolastica resta soprattutto la differenza tra le risorse pubbliche destinate agli studenti delle scuole statali e quelle riconosciute agli iscritti alle paritarie.

Suor Anna Monia Alfieri, tra le voci più attive sul tema, ha recentemente sostenuto che lo Stato spenderebbe circa 10mila euro per uno studente della scuola statale, a fronte di cifre molto inferiori per chi frequenta una paritaria. Un divario che, secondo Alfieri, renderebbe necessario intervenire per consentire alle famiglie di esercitare concretamente la propria libertà di scelta, indipendentemente dalle condizioni economiche.

Ma il buono scuola continua a dividere

È proprio qui, però, che il confronto diventa politico. Il rafforzamento dei contributi alle paritarie incontra da tempo la contrarietà di una parte del mondo sindacale, a partire dalla Flc-Cgil, e delle opposizioni.

In particolare Movimento 5 Stelle e Partito democratico contestano al Governo di concentrare risorse e attenzione sulle scuole paritarie mentre rimangono aperte numerose questioni relative al finanziamento della scuola statale. Le critiche riguardano anche le prospettive della spesa per l’istruzione negli anni successivi, con l’opposizione che teme una riduzione degli investimenti a partire dal 2027.

Il nodo, dunque, resta quello che accompagna da anni il dibattito sulla parità: come conciliare la libertà di scelta educativa delle famiglie con la necessità di garantire risorse adeguate alla scuola statale? Per il ministro Valditara il buono scuola deve assumere un ruolo sempre più strutturale. Per i suoi critici, invece, ogni aumento dei finanziamenti alle paritarie deve essere valutato alla luce delle risorse disponibili per l’intero sistema pubblico di istruzione.

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