
Il nostro viaggio nella frazione che fu anche Comune e che oggi conta circa 120 residenti "Vecchi problemi, ma questa amministrazione aveva fatto promesse: nessun intervento" .

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La chiesa di Santa Maria dell’Assunta diroccata da 30 anni, un arco collegato che mostra delle crepe preoccupanti, una cisterna per l’acqua che incombe sulle abitazioni private, un percorso panoramico abbandonato, un edificio comunale che sta crollando tirandosi dietro un’abitazione privata: benvenuti a Paterno, fino a un secolo fa Comune a se stante, e oggi da ‘borgo’ da mettere in vetrina a luogo trascurato e ora abbandonato dalle amministrazioni comunali. Il tutto grazie ai mancati interventi nelle precedenti sindacature, ma anche all’attuale immobilismo.
Il rilancio dei ‘borghi’, così come sono stati rinominate le ‘frazioni’ dalla giunta di centrodestra, a Paterno non si è visto: "Da tre anni e tre mesi, da quando la giunta Silvetti si è insediata, qui a Paterno non è stato fatto neppure un minimo intervento – spiega il vicepresidente del circolo di Paterno, Fabrizio Fabbietti, uno dei circa 120 residenti della frazione – Ci sono stati alcuni sopralluoghi, l’ultimo poco tempo fa da parte dell’assessore ai lavori pubblici Tombolini assieme ai tecnici, ma di opere approntate neppure l’ombra. Sia chiaro, i problemi attuali di Paterno non sono nati nel 2023, ci mancherebbe, ma sulle frazioni questa amministrazione si era esposta moltissimo e alle parole non sono seguiti i fatti".
Il senso di insicurezza inizia subito all’ingresso del borgo circolare, con l’arco storico che versa in condizioni sempre più preoccupanti. L’attigua chiesa dell’Assunta, chiusa e diroccata dal 1997, all’epoca del terremoto che colpì le Marche, è stata puntellata e rinforzata nel corso dei decenni, ma adesso la situazione è davvero preoccupante e il lento cedimento sta coinvolgendo l’arco: "Le crepe che vede si stanno muovendo – aggiunge Fabbietti – a inizio estate non erano così evidenti. I tecnici sono venuti, hanno constatato la situazione di pericolo, ma di interventi ancora non se ne parla. La curia ha la responsabilità della chiesa, ma da trent’anni si è sempre disinteressata e non l’ha mai sistemata. La cosa migliore da fare sarebbe abbattere tutto per riportare sicurezza nel paese, ma ci sono i vincoli della Soprintendenza".
Lo stesso vincolo che sussiste sull’ex forno, attività chiusa una settantina di anni fa, di proprietà del Comune. La palazzina, dotata di canne fumarie in eternit, sta cedendo e si sta tirando dietro un’altra abitazione privata il cui proprietario ha in corso un’interlocuzione col Comune per risolvere il problema. L’area è transennata, ma il rischio che tutto si congeli così per anni è purtroppo molto concreto. Con la chiesa off limits da tre decenni, le messe fino a qualche anno fa si svolgevano in un altro edificio dentro la frazione, diventato esso stesso inagibile. C’è poi il percorso panoramico, con la pavimentazione realizzata per un tratto, poi abbandonata e ripresa 60 metri più avanti, regalo delle vecchie amministrazioni e poi i due edifici abusivi che il Comune dovrà abbattere anche se non riesce a trovare chi li ha tirati su. Un tratto del suggestivo percorso è preda di piante cadute e vegetazione fuori controllo, i lampioni sono vetusti. Insomma i problemi a Paterno non finiscono mai.
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