Reggio Emilia, 23 settembre 2026 – “Ci siamo trovati faccia a faccia con il ladro. È entrato nella nostra officina in Piazzale Europa cinque volte in pochi mesi: ci ha portato via contanti, carte di credito, chiavi di casa e cibo. Una volta lo abbiamo anche trovato dentro al nostro furgone”.
Amareggiati, tristi e impauriti, Tiziano Tampelloni e Ferruccio Franceschini, i due titolari ottantenni della ’Scuderia Re2000’ in viale Ramazzini, denunciano il clima di incertezza e paura che ormai vivono quotidianamente.
“Questa officina dove progettiamo e ripariamo moto è la nostra passione, è una parte della nostra vita che condividiamo da 50 anni. Ora ne abbiamo 80 – hanno raccontato i due anziani –. Anni fa stavamo in officina fino alle 4 di notte, eravamo sereni. Ora alle 19 andiamo via e quando siamo dentro di giorno chiudiamo tutte le porte con dei catenacci – spiegano Tiziano e Ferruccio –. C’è tanta miseria”.
Miseria, questa è la parola chiave secondo Ferruccio, un signore distinto, capelli bianchi all’indietro, con indosso la maglia della sua scuderia. Con addosso, dunque un pezzo di vita, quella vita che ha iniziato in un quartiere popolare e che porta avanti spinto dal rombo delle sue amate moto.
“Io vengo da questa zona, quella vicino alle ex Reggiane. È sempre stato un quartiere popolare e vedere che anche oggi c’è così tanta miseria mi rende triste. Il signore che è venuto a rubare la prima volta ci ha aperto il frigorifero che noi usiamo per andare ai raduni. Ha portato via formaggio e bevande”.
“La seconda volta, invece – prosegue il socio di Ferruccio, Tiziano –, il ladro è salito sul camion che stavamo caricando, ancora una volta in cerca di cibo, secondo noi. Quando lo abbiamo beccato, si è giustificato dicendo che ’cercava il pallone da calcio di suo figlio’”.

Sopra la sede della Scuderi Re2000 in piazzale Europa
“Noi abbiamo sporto denuncia, ma a poco è servito. Infatti – continua Tiziano – è tornato altre tre volte. Siamo convinti che si tratti sempre della stessa persona, perché conosce la zona e la nostra officina. La terza volta, pensate, il ladro mi ha aperto la macchina e ha preso un borsellino con la moneta, le mie chiavi di casa e gli occhiali. Ho dovuto cambiare le serrature di casa”.
Tiziano Tampelloni e Ferruccio Franceschini, due assi dei motori reggiani, che con le loro moto hanno fatto sognare anche ai mondiali, oggi hanno paura.
“Il 17 maggio scorso con un incudine di ferro hanno provato a entrare in officina, usando l’incudine come un martello e rompendo porte e pareti. Non sono riusciti a entrare, quella volta. Infatti – conclude Tiziano, scosso e deluso –, mercoledì scorso, mentre io ero di sopra a prendere gli attrezzi, il ladro è entrato di nuovo. Dai calzoni, appesi in spogliatoio, mi ha sfilato il portafoglio. Ha poi preso tutti i contanti e le carte di credito e infine, ha riposto nei pantaloni il portafoglio. Ho dovuto bloccare in banca tutti i conti”.
Le ricostruzioni dei due anziani amici parlano ancora una volta di degrado e insicurezza in città, soprattutto in zona stazione. Piazzale Europa quest’estate è stato ’La Scala’ delle spaccate, con decine e decine di auto saccheggiate.
Non si tratta più, però, solo di finestrini rotti. Cinque furti in cinque mesi ai danni di due signori che con passione, cuore, dedizione e sacrifici portano avanti un’attività e una passione “sono duri da digerire”.
Puntare il dito contro questi disperati, però, come ha ricordato il saggio Ferruccio, non è la soluzione: “C’è troppa miseria”.