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Penelope Cruz a Venezia 83 (con Javier Bardem) nella trappola di “Bunker”: «L’immigrazione? Causata dai nostri lussi»


«Sarebbe molto contraddittorio far parte di un film come questo e dire: "Non parlo di politica"». Penelope Cruz alterna inglese e spagnolo mentre parla di “Bunker”, il film di Florian Zeller presentato in Concorso a Venezia 83 – al cinema dal 21 gennaio 2027 - in cui recita al fianco del marito Javier Bardem nei panni di una coppia messa in crisi da una proposta. Quella fatta al protagonista maschile, un noto architetto, da un miliardario che gli chiede di costruirgli un rifugio segreto sottoterra.

Venezia 83, pagelle look: Penelope Cruz icona di stile (9), Rocio Morales balla il flamenco (5), Patrick Schwarzenegger concierge (5,5)

«Per me era importante dare voce a questa donna che dice cose molto simili a ciò che penso», afferma l'attrice. «Siamo sempre più usati come marionette ed è sempre più evidente. Le persone che prendono le decisioni più importanti si possono contare sulle dita di due mani. Un livello di manipolazione triste e così veloce che non c'è tempo di reagire. Stiamo rischiando di perdere la connessione umana».

Bardem, che negli ultimi due anni non si è mai tirato indietro nel parlare a favore della Palestina, non è da meno. «Che tu sia un artista o un tassista hai il diritto di esprimere la tua verità su ciò che ritieni importante. Abbiamo una responsabilità verso il mondo», osserva.

«Il film parla di questo: di quanto siamo disposti a vedere, sentire e accogliere l'altro. Quanto la nostra paura ce lo farà isolare, criminalizzare e disumanizzare?». «In questo momento in cui siamo molto incoraggiati a disconnetterci a causa del dolore che ci circonda - che è travolgente sotto ogni punto di vista, dalla prospettiva climatica ai genocidi nel mondo», prosegue, «il coraggio sta nel non perdere la fede nel guardarci e lasciare che l'altro ci tocchi. Ci vuole coraggio, ma è l'unica via d'uscita, perché l'altra opzione è il bunker».

Sebbene non parli direttamente di immigrazione, la pellicola offre uno spunto di riflessione anche su un tema che divide opinione pubblica e politica. «L'Europa nel suo insieme non sta riflettendo su ciò che dovrebbe rappresentare: i valori di democrazia e inclusione», dichiara Bardem. «Il risultato è l'immigrazione, ma la causa è un clima geopolitico e sociale a cui dobbiamo prestare attenzione. Altrimenti ce ne sarà sempre di più, perché le persone scappano da guerre, miseria e luoghi impossibili in cui vivere a 50°. Ne siamo responsabili. I nostri lussi si basano sulla miseria di qualcun altro. Dobbiamo farci carico dei nostri doveri e sostenere misure politiche e sociali che aiutino chi vuole scappare ad avere una vita migliore nei loro paesi».


Ultimo aggiornamento: mercoledì 9 settembre 2026, 05:00

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