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Penisola di Kola, ondata di aerei spia Nato in volo per monitorare la flotta russa del Nord di Murmansk


Nelle ultime ore sul Mare di Norvegia è stata registrata un'intensa attività di aerei da ricognizione, sorveglianza e pattugliamento marittimo delle forze armate statunitensi e britanniche. L'attività rientrerebbe tra le operazioni previste dall'esercitazione “Lion Protector” e ha coinvolto veivoli provenienti da diverse basi presenti tra Regno Unito e Islanda. Come riporta Itamilradar, l'esercitazione, annunciata già nel marzo 2026 e organizzata dalla Joint Expeditionary Force (JEF), avrebbe come obiettivo quello di monitorare l'operato della flotta russa e delle sue basi nella regione di Murmansk. La JEF aveva inoltre spiegato che una delle priorità sarebbe stata la comprensione dell’ambiente operativo e la raccolta di dati per ottenere un quadro più completo di ciò che stava accadendo nella regione.

Già all'inizio dell'anno, il governo britannico si era mostrato intenzionato ad aumentare la propria presenza militare in Norvegia a causa delle crescenti minacce da parte russa nella regione. A questo proposito, il ministro della Difesa John Healey aveva dichiarato che il numero di truppe britanniche sarebbe aumentato di 2000 unità. «Le esigenze in materia di difesa sono in aumento e la Russia rappresenta la più grande minaccia alla sicurezza dell'Artico e dell'Estremo Nord (Circolo Polare Artico e le aree ad esso adiacenti) che abbiamo visto dalla Guerra Fredda», aveva affermato Healey.

Quali sono i veivoli dispiegati

Nel corso della giornata di ieri, 2 settembre, sono stati osservati contemporaneamente due Boeing RC-135 Rivet Joint, uno appartenente alla U.S. Air Force e uno alla Royal Air Force, insieme ad almeno due Boeing P-8 Poseidon e a diversi KC-135 Stratotanker impegnati nel rifornimento in volo.

La particolarità dell'esercitazione sta nella combinazione di diverse piattaforme dedicate alla raccolta di informazioni e alla sorveglianza. Tra i veivoli dispiegati, l'RC-135 Rivet Joint permetterebbe di intercettare e analizzare segnali in una determinata area, fornendo informazioni in tempo reale e migliorando la “situational awareness” dei militari.

Anche la presenza dei KC-135 non è casuale. Questi ultimi, infatti, sono fondamentali per il rifornimento degli aerei in volo, in quanto permettono alle piattaforme di rimanere più a lungo nell'area di interesse e di raggiungere distanze maggiori senza dover necessariamente rientrare alla base per fare rifornimento. I P-8 Poseidon sono invece degli aerei progettati per il pattugliamento marittimo e vengono spesso impiegati anche durante le guerre antisommergibile.

L'importanza dell'esercitazione

Le operazioni delle ultime ore si sono concentrate nello specifico nella zona cirostante la Penisola di Kola, una delle aree militarmente più sensibili per la Russia che lì presenta importanti infrastrutture e basi della sua flotta, come quelle di Severomorsk, Severomorsk-3, Monchegorsk e Olenya. In particolare, quest'ultima assume una rilevanza maggiore in quanto proprio qui dal 2022 la Russia ha spostato parte della sua flotta di bombardieri strategici. Olenya, infatti, è stata presa di mira anche durante gli attacchi dei droni ucraini nel giugno 2025.

Inoltre, secondo gli esperti l'esercitazione si inserirebbe all'interno del piano di sorveglianza triennale della JEF, che prevede per l'appunto tre fasi: Lion Protector nel 2026, Lion Sentinel nel 2027 e Lion Shield nel 2028

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