okayduckyachtclub.xyz

«Pensavo fosse solo stanchezza, poi sono quasi svenuto al lavoro: ho una malattia autoimmune, devo fare 15 ore di dialisi a settimana»


Pensava fosse solo un po' di stanchezza accumulata, magari un virus preso dai figli. Invece, in pochi giorni, la vita di Nick Angell è cambiata per sempre: una corsa in ospedale e una diagnosi che lo ha costretto ad affrontare, da lì in avanti, una malattia renale cronica. A raccontare la sua storia, riportata da Metro.co.uk, è lo stesso Angell, oggi 45enne e padre di tre bambini, originario del Regno Unito.

Circa dieci anni fa Angell aveva iniziato ad accusare un'insolita spossatezza. «Avevo crampi e mi addormentavo sulla sedia già alle 17. Mi mancava il fiato anche solo a salire le scale. Quando riguardo le foto di quel periodo, vedo che avevo il viso gonfio», ha raccontato. All'epoca, però, non aveva collegato i sintomi a nulla di grave: «Pensavo di aver preso un virus dai bambini, o di essere semplicemente stanco. Ho messo tutto sul conto di un periodo un po' no». Continuava a lavorare nel settore informatico, finché un giorno, temendo di svenire sul posto di lavoro, ha chiamato un'ambulanza ed è stato portato in ospedale.

Nel giro di pochi giorni è arrivata la diagnosi: nefropatia da IgA, una malattia renale autoimmune, con i reni funzionanti solamente al 4%. «Ero passato dal sentirmi solo un po' fiacco ad avere un'insufficienza renale al quinto stadio», ha spiegato Angell. Un esito ancora più spiazzante perché l'uomo, prima di allora, amava andare a correre e si allenava quattro o cinque volte a settimana, e le difficoltà dell'ultimo periodo le aveva attribuite semplicemente all'età che avanzava. «Mai avrei immaginato che la colpa fosse dei miei reni», ha ammesso.

Il trapianto e il rigetto

Di fronte alla gravità della diagnosi, Angell ha iniziato subito a organizzarsi per fronteggiare lo scenario peggiore, contattando un'agenzia di pompe funebri insieme alla moglie Kate.

Con la famiglia, però, ha scelto di mostrarsi forte: «Da padre di tre figlie e marito, mi sono dovuto mostrare coraggioso. Ho detto loro: va tutto bene, ce la faremo». In privato, invece, si informava su cosa lo attendesse, scoprendo che l'unica vera terapia possibile era un trapianto. Ha iniziato la dialisi peritoneale, un trattamento domiciliare che gli ha permesso di continuare a lavorare e persino viaggiare. Dopo 14 mesi è arrivato il trapianto, che gli ha restituito energie ed entusiasmo: «Mi sono sentito come se avessi di nuovo 18 anni». Circa due anni dopo, però, una nuova doccia fredda: il corpo aveva rigettato il rene trapiantato, con una funzionalità renale scesa all'8%, e la necessità di sottoporsi a dialisi ospedaliera per circa 15 ore alla settimana, a tempo indeterminato.

Il peso sulla famiglia

La malattia gli impedisce di partecipare ad alcuni momenti importanti della vita delle figlie: «Non posso andare alle giornate sportive o alle recite scolastiche se cadono in un giorno di dialisi. Mi sento incredibilmente in colpa per la versione di me che vedono rispetto ai papà delle amiche». Nonostante tutto, Angell continua a lavorare: «Devo buttarmi nel lavoro, altrimenti la malattia ti sconfigge e ti tiene inchiodato a letto». La condizione ha stravolto anche la quotidianità, imponendo un'attenta gestione dell'alimentazione — pochi cibi ricchi di potassio, niente latticini, alimenti processati o troppo sale — e un limite di circa un litro di liquidi al giorno: «Ho sempre sete. È stato difficile durante le ondate di caldo». Un peso che ricade anche sulla moglie: «Penso che a volte si senta come una madre single».

Oggi Angell è in lista d'attesa per un nuovo trapianto e continua ad adattare la propria vita alle attuali condizioni di salute. Tra i sogni rimandati, un viaggio in Scandinavia per vedere le orche e uno negli Stati Uniti, richiesto dalle figlie, che però comporterebbe un volo più lungo e un costo aggiuntivo di circa mille euro a settimana per la dialisi. Per il momento, Angell cerca di non lasciare che l'incertezza sulla propria salute prenda il sopravvento: «Hai due scelte: o ti lasci travolgere, o continui ad andare avanti».


Ultimo aggiornamento: domenica 6 settembre 2026, 13:20

© RIPRODUZIONE RISERVATA