okayduckyachtclub.xyz

Pensioni, cosa cambierà nel 2027? età (uscita a 64 anni), assegni minimi e "libretto neonati": le novità allo studio


Dalla dote previdenziale per tutti i neonati al ricalcolo contributivi per poter andare in pensione a 64; dall’aumento dell’assegno minimo al congelamento dell’innalzamento dell’età per lasciare il lavoro. La legge di Bilancio 2027 è un cantiere aperto, ma il dibattito sulle pensioni si è già aperto da tempo tra le richieste della maggioranza, il pressing dell’opposizione e rigidi vincoli di finanza pubblica.

Il prossimo 22 settembre, l’Istat comunicherà il deficit definitivo di bilancio per il 2025: a quel punto l’esecutivo saprà quali sono i veri margini di manovra. Di certo, tra le spese obbligatorie da considerare ci sono l’adeguamento dei trattamenti pensionistici all’inflazione e necessità di conformarsi, almeno parzialmente, alla sentenza della Consulta sul Tfs dei dipendenti pubblici (che dovrebbe ridurre i tempi d’attesa per l’incasso). Nuovi requisiti e stop all’Ape Sociale Senza un intervento normativo, in base alla legge di Bilancio 2026, da gennaio scatterà l’innalzamento dell’età e dei requisiti contributivi.

Pensioni, le nuove soglie

Per la pensione di vecchiaia saranno necessari 67 anni e 1 mese di età (con un ulteriore incremento di due mesi a partire dal 2028). Per la pensione anticipata ordinaria: serviranno 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne. L’opposizione chiede di congelare tutti gli aumenti. nch'essi destinati ad aumentare di 2 mesi nel 2028). Anche perché il 31 dicembre scade l’Ape Sociale. Dopo la cancellazione o la stretta su canali come Opzione Donna e Quota 103, la misura dell’Ape Sociale (che consente l'uscita anticipata a 63 anni e 5 mesi con un massimo di 1.500 euro lordi mensili per disoccupati, caregiver, invalidi al 74% e lavoratori gravosi) dovrà essere rifinanziata.

Le proposte Il libretto per neonati Il presidente dell’Inps Gabriele Fava ha lanciato l’idea di una dote previdenziale pubblica per i neonati con l’obiettivo di rafforzare la pensione futura delle nuove generazioni. Fava propone la creazione di un “Libretto di risparmio” a capitalizzazione aperto fin dalla nascita e alimentato dallo Stato con un contributo stimato di 1.000 euro all’anno, a cui si possono aggiungere versamenti volontari della famiglia e del lavoratore. La misura, però, costerebbe circa 355 milioni di euro per il primo anno destinati a salire a un miliardo il secondo e a 2,13 il terzo.

Pensione a 64 anni. La Lega con il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon vorrebbe riaprire un canale di flessibilità per estendere la pensione anticipata contributiva (attualmente riservata ai soli "contributivi puri" dal 1996) anche a chi si trova nel sistema misto (chi ha versato contributi prima del 1996). In questo punto si potrebbe uscire dal lavoro a 64 anni di età con almeno 20 anni di contributi, a patto di ricalcolare l’intero assegno con il sistema contributivo. La Cgil calcola una penalizzazione dell’assegno del 10%.

La misura, destinata a una platea potenziale di circa 180 mila lavoratori, avrebbe una spesa prevista superiore ai 5 miliardi di euro.

Le minime. Forza Italia rilancio il suo storico cavallo di battaglia per portare le pensioni minime a 800-850 euro netti al mese a fronte di un assegno minimo rivalutato quest’anno che ammonta a 611,85 euro. Per finanziare la misura serve un miliardo di euro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA