okayduckyachtclub.xyz

Peptidi tra mito e cosmesi, identikit della nuova ossessione per la pelle


Home > Salute > Bellezza > Peptidi tra mito e cosmesi, identikit della nuova ossessione per la pelle

I peptidi sono la nuova ossessione dei patiti della cosmesi: un vademecum per scelte consapevoli

Sieri, fiale, creme e chi più ne ha, più ne metta. I peptidi sono la nuova ossessione dei patiti della cosmesi. Ma che cosa sono, come agiscono e quali sono le soluzioni più efficaci? “I peptidi sono tra gli ingredienti più studiati e innovativi della cosmesi. Dal punto di vista biologico si tratta di piccole molecole naturalmente presenti nel nostro organismo, formate da brevi catene di amminoacidi (i ‘mattoncini’ che compongono le proteine). Il loro compito è coordinare processi vitali, dando alle cellule istruzioni precise su cosa costruire o riparare nei tessuti”, spiega a LaSalute di LaPresse la farmacista cosmetologa Myriam Mazza.

Quelli utilizzati nei prodotti per la pelle “sono spesso chiamati biomimetici: vengono progettati e sintetizzati in laboratorio per riprodurre sequenze amminoacidi naturali, così da attivare nella pelle una risposta specifica. Possiamo immaginarli come veri e propri messaggeri chimici, ciascuno con un compito diverso: i peptidi segnale comunicano alle cellule di produrre più collagene, elastina e acido ialuronico o di degradarne meno; i peptidi carrier veicolano nella pelle oligoelementi come rame e manganese; i peptidi modulatori dei neurotrasmettitori riducono la trasmissione degli impulsi nervosi che fanno contrarre i muscoli mimici, offrendo così un effetto simil-botox sulle rughe d’espressione”.

Questione di formulazione

Lozioni, sieri o creme: quale formulazione scegliere? “Non esiste una formulazione universalmente migliore: tutto dipende dal tipo di peptide utilizzato, dalla sua concentrazione, dalla stabilità della formula e dalla capacità del principio attivo di penetrare nella pelle. In generale – chiarisce la cosmetologa – i sieri tendono ad avere una concentrazione più alta di attivo, una texture leggera e un assorbimento rapido. Le creme, invece, offrono una base più ricca ed emolliente, capace di rinforzare la barriera cutanea e mantenere livelli ottimali di idratazione”. 

L’età giusta per i peptidi

A che età si può iniziare a usare i peptidi? “Non esiste un’età giusta. La loro introduzione nella skincare dovrebbe basarsi più sulle esigenze della pelle che sull’età anagrafica. L’invecchiamento cutaneo è un processo fisiologico che si manifesta con tempi e modalità differenti da persona a persona, influenzato sia da fattori interni (genetica, cambiamenti ormonali) che esterni, come l’esposizione al sole e l’inquinamento”, premette Myriam Mazza.

“Detto questo, i trent’anni possono essere considerati un buon momento per introdurre nella propria routine attivi ad azione anti-età, come i peptidi”, aggiunge. È infatti il momento in cui  iniziano a comparire i primi segni del tempo, “come le rughe d’espressione, conseguenza della fisiologica riduzione di collagene ed elastina e degli effetti cumulativi dell’esposizione ai fattori ambientali”.

Peptidi naturali o biomimetici: qual è la differenza?

Ma cosa scegliere? “I peptidi naturali possono essere estratti da fonti alimentari come la soia, oppure da organismi come il plancton o il muschio. Presentano alcuni limiti pratici: spesso sono molecole troppo grandi per penetrare efficacemente nella pelle; una volta applicati, vengono inoltre degradati dalle proteasi, enzimi naturalmente presenti sulla nostra cute che li rendono rapidamente inattivi. Inoltre, possono contenere frazioni allergeniche residue della fonte di origine”, avverte l’esperta.

I peptidi biomimetici superano questi ostacoli: “Essendo sintetizzati in laboratorio per riprodurre fedelmente l’azione delle sequenze naturali, garantiscono maggiore purezza, standardizzazione e prevedibilità nei risultati. Per questo motivo sono generalmente la scelta preferita nella formulazione cosmetica”.

Il peptide di vipera

E il peptide di vipera? “Contrariamente a quanto il nome possa suggerire, non si tratta di veleno estratto dal rettile, ma di un composto sintetico, creato per riprodurre l’azione di una molecola specifica presente nel veleno della vipera di Wagler (Tropidolaemus wagleri), conosciuta come waglerina-1. I ricercatori hanno isolato la parte di questa tossina in grado di rilassare i muscoli e l’hanno riprodotta in laboratorio, eliminando ogni altra caratteristica pericolosa della sostanza originale”, chiarisce Mazza.

Ma allora i peptidi cosmetici sono sicuri da usare? “Sì, sono generalmente considerati sicuri, atossici e ben tollerati dalla pelle. Proprio queste caratteristiche ne hanno favorito la rapida diffusione nei prodotti di bellezza. Come per qualsiasi ingrediente cosmetico, però, un effetto collaterale, seppur raro, non può essere escluso al 100%. Per questo, chi ha una pelle particolarmente sensibile o reattiva farebbe bene a testare ogni nuovo prodotto su una piccola area della pelle prima di applicarlo su tutto il viso”, conclude la cosmetologa.