okayduckyachtclub.xyz

Per il governo Ceuta e dublinanti sono due storie diverse. In Europa, però, sono ormai lo stesso dossier


Tutto ha avuto inizio a Ceuta. L’invasione dell’exclave spagnola in Marocco ha innescato un susseguirsi di eventi che, giorno dopo giorno, stanno cambiando le dinamiche europee sul tema dei migranti.

Tra i principali attori del cambiamento figura il governo italiano che con la sua decisione di sospendere temporaneamente Schengen con la Spagna ha dato il là ad una catena di eventi che ha riportato al centro del dibattito europeo l’annoso problema dei cosiddetti “dublinanti” e di chi debba farsene carico.

Per il governo italiano i fatti di Ceuta e i dublinanti non sono collegati, ma in Europa sono ormai considerati un unico dossier. Una lettura – quella di Palazzo Chigi – che il governo fatica a tenere in piedi anche in Italia, dove il centrosinistra non perde occasione di sottolineare come la scelta di chiudere i confini aerei e marittimi con la Spagna, oggi ci si stia ritorcendo contro. 

Da Ceuta alla sospensione di Schengen: così è iniziato lo scontro europeo

In questi giorni  il governo italiano è finito al centro del caso dublinanti, dopo che Germania, Svizzera e Austria hanno chiesto all’Italia di “riprendersi” i richiedenti asilo sbarcati sulle nostre coste e poi arrivati sui loro territori. Una richiesta a cui oggi – lunedì 24 agosto – si è aggiunta anche l’Irlanda.

Secondo il Trattato di Dublino, spetta al Paese di primo ingresso occuparsi delle richieste di asilo e degli eventuali rimpatri dei migranti arrivati in Europa.

In virtù di questo accordo, i Paesi di arrivo secondario (quelli in cui i migranti si trasferiscono successivamente) possono predisporre il trasferimento dei migranti, definiti “dublinanti”, nel paese di primo ingresso.

In pratica, è ciò che i governi tedesco, svizzero e austriaco stanno chiedendo all’Italia, che nel dicembre 2022 decise di sospendere l’accoglienza dei “dublinanti” per la carenza di posti nelle proprie strutture.

L’Italia, tuttavia, non è disposta a cedere, nonostante il nuovo patto europeo su migrazione e asilo (in vigore dal 12 giugno 2026) mantenga sostanzialmente inalterati gli obblighi dei Paesi di primo ingresso. La Germania accusa il nostro governo di permettere ai migranti di sbarcare e viaggiare liberamente verso il Nord Europa (i cosiddetti "movimenti secondari") senza registrarli adeguatamente o senza trattenerli come previsto dai trattati.

Sea Watch, il nuovo fronte dello scontro tra Italia e Germania sui migranti

Nel frattempo, il governo italiano ha bloccato la nave dell’Ong Sea Watch 5 – battente bandiera tedesca – per 45 giorni. La nave è approdata nel porto di Napoli lo scorso 13 agosto con a bordo sei migranti soccorsi in acque internazionali di competenza libica. Secondo il governo italiano, la nave non ha rispettato gli obblighi di legge, consegnando i migranti soccorsi alla Sar libica.

Ieri, il portavoce del gruppo tedesco Cdu-Csu ha accusato l’Italia di distruggere il nuovo Sistema europeo di asilo, preannunciando - in caso di mancato rimpatrio dei richiedenti asilo - un intensificarsi dei controlli alle frontiere tedesche.

La sospensione di Schengen con la Spagna ha aperto una nuova frattura tra i Paesi europei

Il caso dei dublinanti è scoppiato pochi giorni dopo la crisi migratoria di Ceuta, e per molti analisti è la diretta conseguenza della decisione del governo italiano di sospendere l’accordo di Schengen con la Spagna. 

La decisione di Palazzo Chigi, infatti, sarebbe stata interpretata come il primo colpo al fragile sistema di solidarietà tra Stati Ue in tema di migranti. Un meccanismo che prevede la redistribuzione tra i vari Stati membri, pensato per alleggerire i Paesi di confine, come appunto l’Italia, e basato sulla fiducia tra stati.

La vicenda di Ceuta ha fatto da "detonatore". Ha dimostrato che se un confine esterno europeo viene travolto, i Paesi vicini non si fidano più del sistema comune e preferiscono chiudere i propri confini nazionali, congelando di fatto la libera circolazione di Schengen.

Roma respinge il “caso dublinanti” e difende la linea su Schengen e migrazioni

Il governo italiano, tuttavia, rifiuta l’ipotesi di un corto circuito politico tra la crisi di Ceuta e il caso dei dublinanti, che negli ultimi giorni è diventato un dossier europeo.

Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha sintetizzato così la posizione dell’esecutivo, replicando alle accuse del centrosinistra. 

virgolette

Il Pd fa propaganda. La vicenda Ceuta non ha nulla a che vedere con il rientro dei dublinanti.

Ha affermato intervenendo a 'Rtl 102.5', precisando che:

virgolette

Noi non vogliamo che ci siano migrazioni secondarie, abbiamo il dovere di tutelare 7 mila chilometri di costa che sono 7 mila chilometri di costa europea. Abbiamo sospeso Schengen e alcune persone sono state arrestate perché non avevano diritto di entrare in Italia,

ha aggiunto Tajani.

Ancora più duro il leader della Lega, Matteo Salvini, che attacca apertamente il governo tedesco.

virgolette

La Germania non ha diritto di mandarci indietro un solo immigrato regolare finche' ci sono le navi delle Ong che scaricano migliaia di clandestini in Italia. Prima risolva il suo problema con le navi a cui concede la bandiera”.

Nelle scorse ore, anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi ha cercato di separare nettamente i due dossier, definendo “sterili” le polemiche sui dublinanti.

Una posizione che il governo fatica a sostenere in Europa come in Italia. Secondo la capogruppo di Italia Viva al Senato, Raffaella Paita.

virgolette

L’ossessione della destra per fermare la crescita di Vannacci ha spinto Giorgia Meloni a una mossa che ha finito per mettere tutti i principali paesi europei contro l’Italia, con il rischio che il nostro Paese paghi un prezzo altissimo. 

Richiama la vicenda Sea Watch, il segretario di +Europa, Riccardo Magi per il quale per Meloni è Piantedosi questa è un’estate da dimenticare.

virgolette

“Dal nuovo patto europeo, all’inutile e dannosa chiusura di Schengen con la Spagna: per Meloni e Piantedosi è sicuramente un’estate da dimenticare. Attaccano le Ong per farlo dimenticare anche all’opinione pubblica. Ma non ci riusciranno”.