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Perché Digger, il film in cui Tom Cruise distrugge il pianeta, è il titolo più divisivo della stagione?


Tom Cruise salva il mondo da quasi quarant'anni, di solito appeso a un aereo in decollo o alla parete di un grattacielo. Dopo la pandemia, con Top Gun: Maverick, il divo ha salvato anche il cinema: per molti, e senza ironia, era l'uomo che aveva riportato la gente in sala. In Digger, il film di Alejandro G. Iñárritu che esce nelle sale il 2 ottobre, interpreta un uomo convinto di dover salvare l'umanità. Solo che il disastro l'ha provocato lui.

Il film dice una cosa su cui, almeno a parole, sono d'accordo quasi tutti: che il pianeta lo stanno distruggendo i miliardari (del petrolio e no) e che noi li lasciamo fare. Perché allora sta dividendo la critica come nessun altro titolo di questa stagione?

I numeri raccontano una spaccatura quasi perfetta. Su Rotten Tomatoes, il sito che raccoglie le recensioni della critica e calcola la percentuale di quelle positive, i giudizi favorevoli sono poco più della metà. Su Metacritic, che fa la media pesata dei voti, il punteggio è 44 su 100. Per Cruise è il primo film bocciato in nove anni, per Iñárritu il primo in assoluto. Peter Bradshaw, sul Guardian, lo chiama il «film più deludente dell'anno» e se la prende con un cast di attori molto bravi che qui, secondo lui, recitano male. L'Evening Standard scrive invece che Cruise non era così bravo dai tempi di Magnolia. IndieWire sostiene che il personaggio più credibile del film sia un gatto animatronico con un occhio solo.

Perch Digger il film in cui Tom Cruise distrugge il pianeta è il titolo più divisivo della stagione

Digger Rockwell è un petroliere texano mitomane e avido, più preoccupato di tenere in vita la sua adorata gatta, vecchissima, che di non distruggere l'umanità. Cruise lo interpreta sotto chili di trucco, con il cappellone e pochi capelli bianchi. Ha trivellato dove non doveva e adesso rischia di far saltare tutto. Intorno a lui ci sono un presidente degli Stati Uniti scemo e malato, John Goodman, e una sorellastra che guida un'azienda ambientalista, Sandra Hüller. Riz Ahmed, lo scienziato esperto di clima che si ribella al capo, secondo parecchi critici ha le scene migliori. Emmanuel Lubezki fotografa tutti in un grigio slavato, tutti tranne Digger. Per la prima mezz'ora il modello è Il dottor Stranamore aggiornato alla crisi climatica, e a molti critici questa parte è sembrata una satira vecchia, che per di più non fa ridere.

Il film non fa niente per rendere Digger meno odioso, e a chi l'ha stroncato è sembrata una predica. Variety scrive che Iñárritu crede di portare in sala non un messaggio ma la parola rivelata. Altri gli rimproverano di spiegare tutto e di non fidarsi dello spettatore. RogerEbert gli riconosce l'intenzione di prendere in giro le satire compiaciute alla Don't Look Up (ricordate? Il film in cui un meteorite sta per colpire la Terra ma a nessuno importa), salvo poi trovare il suo film altrettanto vuoto. The Wrap è il più cattivo: fa notare che Digger se la cava con troppo poco, e che in un film così i miliardari buoni sono quelli che l'hanno prodotto, disposti a farci ridere dei cattivi finché la risata resta innocua.

I difensori leggono invece una critica feroce ai nostri tempi. Secondo The Playlist, Iñárritu non risparmia nemmeno il proprio mestiere, perché trasforma la rovina del pianeta e la ricchezza oscena in un enorme spettacolo costruito intorno a una delle più grandi star del mondo. Il centro del film è il monologo di dieci minuti davanti ai parlamentari europei, che quasi tutti, anche i detrattori, considerano la cosa migliore: Digger ammette la colpa e prova a spalmarla su ciascuno di noi. Per Deadline il messaggio è proprio questo, il vero disastro siamo noi. Chiamata in correità o modo di diluire la colpa del miliardario fino a farla sparire? Le recensioni non si mettono d'accordo nemmeno su questo.

Il colpo di scena arriva alla fine del primo atto, e non possiamo raccontarlo. Si può dire che il film rompe la quarta parete e si mette a parlare di sé. Iñárritu l'aveva già fatto con Birdman, con Michael Keaton ex supereroe in cerca di una seconda vita a Broadway. Stavolta però al centro c'è la star più potente di Hollywood, nei panni di un uomo che non smette di esibirsi nemmeno mentre intorno crolla tutto, e a un certo punto viene il sospetto che Digger parli meno del petrolio che di Tom Cruise. Sul Los Angeles Times Amy Nicholson lo considera il ruolo più rischioso che l'attore abbia accettato da tempo. Chi ha detestato il film ci vede un attore e un regista che si applaudono a vicenda.

La Warner Bros., che ha prodotto il film insieme a Legendary e lo distribuisce, ha deciso di non nascondere le stroncature. Anzi, cavalca il dibattito: nel nuovo spot il film viene presentato come un'opera destinata a dividere, e Digger, a un certo punto, dice che la gente ha paura di dire la verità, qualunque sia.