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Perché il Marocco ha intitolato a Trump una superstrada? I Mondiali 2030 e le nuove rotte commerciali


Donald Trump ribadisce il suo sostegno al piano del Marocco per l'autonomia del Sahara occidentale, sui cui gli Stati Uniti hanno già riconosciuto la sovranità di Rabat, in un messaggio inviato al re Mohamed VI in occasione della Festa del Trono che ricorreva nei giorni scorsi e diffuso oggi. Una presa di posizione riaffermata qualche giorno dopo aver reso noto che Rabat gli ha intitolato la superstrada Tiznit-Dakhla: lunga 1.055 km collega il Marocco meridionale con la Mauritania ed è costata circa un miliardo di dollari. Si estende da Tiznit verso la penisola meridionale di Dakhla, nel Sahara Occidentale controllato dal Marocco, dove sono in corso i lavori di costruzione del grande porto atlantico di Dakhla.

Il post di trump

In un post su Truth Social domenica scorsa, Trump ha ringraziato il re, affermando di non vedeva l'ora di percorrere «un giorno la Grande Autostrada». «Assolutamente ha perfettamente senso che il Marocco faccia qualcosa del genere per Trump, che da solo ha portato avanti quella causa, l'unica amministrazione americana a dare al Marocco ciò che ha sempre voluto, ovvero un sostegno molto più chiaro sul Sahara Occidentale», ha dichiarato ad Al Jazeera l'analista Intissar Fakir del Middle East Institute. Ciò che è più sorprendente, ha aggiunto, è la tempistica. L'amministrazione Trump ha sponsorizzato una risoluzione che appoggiava la posizione del Marocco al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nell'ottobre dello scorso anno.

Il progetto

Allora perché l'intitolazione della superstrada arriva solo ora? «Secondo me, questo è legato alle ambizioni del Marocco di ospitare la finale di calcio della Coppa del Mondo 2030», ha detto Fakir, riferendosi al torneo che sarà co-ospitato da Spagna, Portogallo e Marocco tra 4 anni. In alternativa, ha ammesso, potrebbe semplicemente essere che il tratto di autostrada sia stato completato solo di recente. Ciò che è chiaro, tuttavia, è che l'autostrada fa parte di una più ampia rete di progetti infrastrutturali volti a rafforzare il controllo del Marocco sul territorio del Sahara occidentale, mentre l'ambizione del Paese nordafricano è di utilizzare la sua posizione tra il Mediterraneo e l'Atlantico per affermarsi come un hub commerciale regionale, collegando l'Europa con l'Africa e il Sahel attraverso rotte terrestri e marittime.

Iniziativa Atlantica

Dal 2023, il Marocco ha promosso quella che chiama l'Iniziativa Atlantica, offrendo accesso ai porti atlantici a paesi del Sahel senza sbocco sul mare come Mali, Burkina Faso e Niger. Tra il 2004 e il 2024, le esportazioni africane attraverso il Marocco sono passate da 300 milioni a 3 miliardi di dollari, secondo il think tank tedesco Konrad Adenauer Stiftung. Secondo gli analisti, tutti questi progetti fanno parte di uno sforzo più ampio per rafforzare il controllo del Marocco sul territorio conteso: Rabat rivendica l'ex colonia spagnola ricca di fosfati e risorse ittiche, mentre il Fronte Polisario, sostenuto dall'Algeria, che chiede l'indipendenza per il Sahara Occidentale, ha proclamato la Repubblica Araba Sahrawi Democratica dopo il ritiro della Spagna nel 1975. È seguita una guerra di 16 anni, che ha costretto centinaia di migliaia di saharawi a fuggire nei campi profughi intorno a Tindouf, nell'Algeria occidentale. Nel 1991, un cessate il fuoco mediato dall'Onu ha messo fine ai combattimenti e avrebbe dovuto aprire la strada a un referendum sull'autodeterminazione, che, 35 anni dopo la fine delle ostilità, non si è mai tenuto.

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