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Perotti, ultimo cantore della terra tra due mari: "Storie e storielle di Puglia" in edicola con Quotidiano


Perotti, ultimo cantore della terra tra due mari: "Storie e storielle di Puglia" in edicola con Quotidiano

di Renato DE CAPUA

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giovedì 17 settembre 2026, 16:52 - Ultimo aggiornamento: 17:20


Prima che il Novecento ne ridisegnasse paesaggi, città e consuetudini, la Puglia aveva già trovato in Armando Perotti (1865 - 1924) uno dei suoi osservatori più curiosi e poliedrici. Giornalista, poeta, bibliotecario, uomo immerso nella vita culturale e civile del suo tempo, Perotti cercava tra le pieghe della storia, nei documenti dimenticati e nelle memorie dei luoghi la materia di un racconto più vasto e organico. Quella narrazione confluì nel 1923 in “Storie e storielle di Puglia”, pubblicato un anno prima della sua morte e poi tornato nel 1958 in una seconda edizione per Laterza.

A più di un secolo di distanza, l'opera si ripropone oggi ai lettori in una nuova veste, a cura di Francesco Quarto, per le Edizioni Grifo di Lecce. Il libro sarà in vendita da venerdì 18 settembre, in tutte le edicole, in abbinamento al Nuovo Quotidiano di Puglia al prezzo di 9,80 euro più il normale costo del giornale. Il testo restituisce uno sguardo sulla Puglia e sulla sua identità prima della grande trasformazione novecentesca, attraverso venticinque saggi, nati in larga parte da articoli apparsi sul “Corriere delle Puglie” tra il 1919 e il 1921 e successivamente raccolti.

Già bibliotecario alla Nazionale di Bari, Quarto ha esplorato direttamente il “Fondo Perotti”: il lascito di libri, carte personali e materiali di studio conservato nell’istituto barese. È potuto, così, entrare nell’officina privata dello scrittore, tra taccuini, agende, carteggi e “stradari”. Nella sua presentazione introduttiva, infatti, il curatore ricostruisce le modalità in cui l’autore riusciva a trasformare la collezione paziente delle fonti in nuova materia narrativa, spaziando dalla storia alla letteratura. Se “Bari Ignota” si presentava come un’indagine rivolta in prima istanza alla città, “Storie e storielle di Puglia” oltrepassa quelle mura e assume una dimensione regionale. Lo sguardo si distende sull’intera regione, in particolare, sul Salento. A Castro, infatti, l’autore trovò il suo buen retiro e una terra d’ispirazione poetica. Lo testimonia, ancora oggi, la piazza che gli è dedicata, vicina al Castello Aragonese e con un suggestivo affaccio sul mare. In “Storie e storielle di Puglia” muta anche il focus del racconto: arretrano la toponomastica e l’urbanistica, acquistano rilievo uomini, caratteri e vicende.

Resta invece, come tratto distintivo, la capacità giornalistica di tenere insieme divulgazione e rigore documentario. Tra le pagine più dense, c’è il Salento. “Tricase”, a cui l’autore dedicò un corposo capitolo, si dispiega come un compendio della storiografia municipale del Basso Salento, arricchita dalla trascrizione di antichi diplomi regi; lo scritto “La porpora di Otranto”, invece, era già apparso nel 1907 sulla “Rivista Storica Salentina”. Ma la geografia di Perotti procede soprattutto per episodi e personaggi dell’immaginario regionale: Bisceglie, patria della moglie Fortunata Maria Consiglio; Terlizzi, con Oronzio De Bernardi, pioniere settecentesco del nuoto e della profilassi e autore de “L’Uomo Galleggiante”; poi, Trani, Monopoli, Putignano. Una Puglia plurale, ricomposta attraverso frammenti nei quali il gusto dell’aneddoto non stempera la profondità della ricerca.

Perotti non fu, del resto, un osservatore appartato. Tra Otto e Novecento occupò una posizione singolare nella vita culturale barese: giornalista, poeta, consigliere comunale, direttore della Biblioteca Consorziale, oggi Nazionale, divenne anche uno dei bersagli prediletti di Frate Menotti. Il caricaturista lo ritrasse dalla giovinezza fino all’ultima, cupa immagine dell’autore morente. Quella lunga schermaglia per vignette, sospesa tra irrisione e affetto, è diventata a sua volta un documento della Belle Époque barese. Dietro la leggerezza della prosa affiora poi una sottesa invettiva civile a difesa del paesaggio pugliese: “Ci son voluti vent’anni per ottenere una legge di tutela delle bellezze naturali”. Una spiccata sensibilità per il patrimonio storico e artistico, che si scaglia contro incuria e devastazioni, denunciando il malaffare e la criminalità. Così, la memoria non è contemplazione ma tutt’altro: ricordare significa essere responsabili verso ciò che una comunità decide di conservare o di lasciare scomparire. Ancora oggi, chi leggerà l'opera di Perotti potrà incantarsi tra città e paesaggi, documenti e leggende, personaggi illustri e figure dimenticate. Perché in quel mondo, narrato e descritto, c’è il tramonto di una Puglia che già iniziava a farsi paesaggio della memoria.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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