Sono in corso "ulteriori approfondimenti per capire se la condotta descritta possa essere ricondotta a mero atto preparatorio per meglio accreditarsi all'interno della galassia antagonista oppure fosse indice della preparazione di azioni dimostrative nell'ambito di una più ampia strategia".
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Avrebbero fabbricato molotov testandone la potenzialità offensiva in un capannone industriale. I carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Pesaro e Urbino, con l’ausilio dei Comandi competenti per territorio, hanno eseguito un decreto di perquisizione e sequestro, emesso dalla Procura, nei confronti quattro giovanissimi residenti in provincia e in quelle di Rimini e Bologna. Secondo quanto emerso dalle indagini, scaturite da "un'attenta e costante attività di monitoraggio del territorio e dei siti d’area e profili social collegati", il gruppo, intorno allo scorso febbraio, avrebbe realizzato diverse bottiglie incendiarie, la cui potenzialità offensiva sarebbe stata successivamente testata a Pesaro all'interno di un capannone industriale in stato di abbandono, causando diversi eventi di combustione e deflagrazione.
I Carabinieri hanno inoltre sequestrato tablet, computer e smartphone utilizzati dagli indagati e che saranno sottoposti ad analisi. È stato anche rinvenuto materiale cartaceo contenente, tra le altre cose, riferimenti per realizzare e utilizzare manufatti incendiari. "Dagli accertamenti sin qui condotti - rilevano i Carabinieri - è emerso che gli indagati, per i quali vige comunque la presunzione di innocenza, sarebbero vicini a collettivi locali composti da studenti e da soggetti riconducibili ad ambienti antagonisti". Sono in corso, conclude la nota, "ulteriori approfondimenti per capire se la condotta descritta possa essere ricondotta a mero atto preparatorio per meglio accreditarsi all'interno della galassia antagonista oppure fosse indice della preparazione di azioni dimostrative nell'ambito di una più ampia strategia".