okayduckyachtclub.xyz

Pesaro, parco Miralfiore da polmone verde a deposito di sporcizia diffusa


Pesaro, parco Miralfiore da polmone verde a deposito di sporcizia diffusa
Pesaro, parco Miralfiore da polmone verde a deposito di sporcizia diffusa

di Francesco Pierucci

3 Minuti di Lettura

sabato 5 settembre 2026, 03:10

PESARO - C’è di tutto. E anche di più. Passeggiando per il parco Miralfiore è spesso uno slalom tra lordure e rifiuti, anche speciali. Per definirli in maniera elegante. E rispetto a qualche mese fa la situazione non sembra essere cambiata. Lo dicono anche i cittadini del quartiere che, il parco, lo vivono a tutto tondo, quando è possibile. E poi c’è il nodo dell’area naturalisitica chiusa, dopo interventi e investimenti.

La denuncia

I racconti, l’essere andati sul posto ma sopratutto le immagini parlano chiaro. «Non si tratta di una singola situazione circoscritta, ma di fotografie scattate in diversi punti del parco, lungo i percorsi pedonali, nelle aree verdi, nei pressi della vegetazione e delle strutture presenti». Spiegano Mattia Donnini,consigliere del quartiere 10 Villa San Martino -Miralfiore e la lista Ascoltiamo Pesaro Q10, con una nota. «Bottiglie e contenitori abbandonati, sacchetti, imballaggi, rifiuti di vario genere, materiali lasciati a terra» così come la « vegetazione incolta in alcune zone e muri deturpati dai graffiti». E il polmone verde di Pesaro diventa un buco nero. «Le fotografie mostrano una realtà che stride fortemente con quella che dovrebbe essere la funzione di un grande parco pubblico cittadino: un luogo da vivere, frequentare, rispettare e valorizzare », dicono.

La vigilanza

«Ed è proprio per questo che, insieme alle immagini, ci vengono poste alcune domande alle quali riteniamo sia doveroso dare una risposta». Quello che i cittadini chiedono al consigliere e alla lista è se sia possibile «che un parco di questa importanza non abbia una presenza costante di vigilanza e controllo». Mantenere in ordine un'area verde di grandi dimensioni non è semplice «ma proprio per la sua estensione, per il numero di persone che lo frequentano e per il suo valore ambientale e sociale, viene spontaneo chiedersi se sia sufficiente una gestione basata esclusivamente sugli interventi di pulizia e manutenzione programmati». La presenza di una figura di custodia o di presidio, soprattutto in determinate fasce orarie e nelle zone più periferiche «potrebbe rappresentare uno strumento concreto di prevenzione, oltre che di maggiore sicurezza e tutela del patrimonio pubblico».

L’area naturalsitica

Un altro noto è quello dell’area naturalsitica che «risulterebbe inaccessibile». Questa, in passato, è stata al centro di alcuni «interventi di ripristino e quindi di investimenti di denaro pubblico e oggi risulterebbe non accessibile al pubblico e, secondo quanto documentato anche da un video inviatoci, non adeguatamente curata». Per Donnini e la lista Ascoltiamo Pesaro la domanda per il Comune è: «Perché un'area recuperata e finanziata con risorse pubbliche non viene oggi pienamente utilizzata e valorizzata?». Ma anche quanto è stato investito per il suo recupero?. Quello che a piazza del Popolo chiedono è anche se «sono previsti interventi di manutenzione e una riapertura al pubblico».

Il futuro

Dal quartiere «non chiedono un parco artificiale, dove ogni foglia debba essere rimossa e ogni metro quadrato trasformato in un giardino». Un'area naturale deve conservare le proprie caratteristiche. «Ma naturalità non significa abbandono e tutela ambientale non può diventare sinonimo di incuria». Il parco Miralfiore è una delle aree verdi «più importanti di Pesaro». Ed è frequentato da famiglie, bambini, anziani, sportivi, proprietari di cani e semplici cittadini. Un «patrimonio ambientale e sociale della città e, proprio per questo, merita attenzione, manutenzione, controllo e una progettualità chiara». E ripetono: « Le fotografie pubblicate non vogliono rappresentare ne ogni angolo del parco, né negare il lavoro che viene svolto quotidianamente dagli operatori. Vogliono però evidenziare alcune criticità che i cittadini incontrano e sulle quali chiediamo risposte». Questo «senza polemica».

© RIPRODUZIONE RISERVATA